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11 Modi per mantenere la Calma sotto Stress

11 modi per mantenere la calma sotto stress

Riesci sempre a mantenere la calma quando sei sotto stress?

Ti piacerebbe riuscire a mantenere la calma sotto stress?

Quando sei preso da tante cose, la tua energia si esaurisce facilmente, e la tua prima percezione è di perdere il controllo e di andare allo sbaraglio, ed in pochissimo tempo ti ritrovi stressato e non sai neanche quando e perché è successo. La mole di lavoro ti stressa.

Come mantenere la calma sotto stress

Ti piacerebbe rimanere calmo anche sotto stress? Sai che rimanere calmi è il modo più funzionale per affrontare le difficoltà?

La ricerca effettuata da TalentSmart

L’impresa TalentSmart ha condotto uno studio con un campione davvero notevole, si tratta di più di un milione persone coinvolte. Lo studio effettuato riguarda la capacità di gestire le emozioni.

Lo studio è stato condotto, per dimostrare l’ipotesi che la capacità di gestire le emozioni, la quale consente di rimanere calmi anche sotto stress, incida in maniera positiva sul lavoro che il soggetto sta effettuando in quel frangente.

La ricerca è riuscita a dimostrare che le persone che nel lavoro risultano essere maggiormente performanti delle altre, sono quelle che sanno gestire al meglio le emozioni e che sono in grado di rimanere calme persino sotto pressione.

Lo studio condotto da TalentSmart ha rilevato che il 90% delle persone definite top performer sono quelle particolarmente abili nella gestione delle proprie emozioni anche in periodi di stress, che in pratica riescono a rimanere calmi nonostante tutto.

Un altro studio da loro condotto in collaborazione con l’università di Yale, ha dimostrato che la parte del cervello deputata al self-control, ovvero assegnata al controllo di se stessi, rimane danneggiata, subendo anche forme gravi di degenerazione, nei casi di stress prolungato.

Tuttavia, il cervello umano è cablato per tollerare una minima percentuale di stress, poiché un minimo livello di stress è addirittura necessario, per sopravvivere, all’essere umano.

Un altro studio condotto dall’università della California infatti sostiene che, sperimentare su di sé lievi stadi di stress sia positivo, diviene però necessario tenere sotto controllo lo stress non appena esso supera quella soglia in cui è funzionale all’organismo umano.

La dott.ssa E.Kirby reputa che l’intermittenza degli eventi stressanti mantenga il cervello più attento, rispetto alla totale assenza di stress e rispetto allo stress prolungato. Kirby sostiene che quello che attualmente differenzia le altre specie animali dall’uomo sia il fatto che gli animali vivono lo stress in maniera intermittente, per via della presenza di minacce fisiche nel loro ambiente, mentre l’uomo oramai è ininterrottamente sottoposto allo stress.

Il problema secondo la Kirby, risiede nel fatto che molto tempo addietro gli uomini vivevano in una condizione più simile a quella degli animali, così che il loro stress era intermittente, per cui funzionale e non invalidante.

L’evoluzione della specie umana, come è logico che sia, ha modificato il cervello degli uomini. Quello che per gli animali continua ad essere un’avvisaglia fisiologica di stress intermittente, per l’uomo invece è indice di ansia.

Ciò avviene perché, il cervello dell’uomo ha subito una modifica verso una maggiore complessità, ed in maniera direttamente proporzionale ad essa, si è sviluppata la facoltà di preoccuparsi, e poi ad un livello ancora successivo di mantenere il controllo sulla stessa preoccupazione.

Questo smodato tentativo da parte dell’uomo di controllare la sua preoccupazione sullo stress finisce per rientrare esso stesso negli elementi stressogeni. Questa situazione contribuisce a creare periodi di stress prolungato che danneggiano il cervello.

La ricerca ha dimostrato che lo stress prolungato riduce di gran lunga le capacità cognitive oltre che aumentare il rischio di malattie del soggetto coinvolto.

Le persone che affrontano meglio lo stress, mantenendo la calma, sono in grado di adottare delle strategie predefinite per rispondere agli stressors; è questa stessa predisposizione ad affrontare i periodi di stress in un certo modo, con uno specifico approccio, in realtà che fa diminuire i livelli di stress.

In questa maniera, queste persone riescono a ricreare una situazione ancestrale in cui lo stress è ancora intermittente. Così facendo, dunque lo stress può rimanere intermittente anche in quelle circostanze in cui gli stressors si presentano continuamente.

Una ricerca giapponese ha identificato un modo molto semplice da assimilare per rimanere sempre calmi, si tratta dell’abitudine di mangiare lentamente, cioè in un tempo compreso fra i venti ed i trenta minuti almeno. Venti minuti è il tempo minimo considerato necessario per sviluppare consapevolezza e calma.

Travis Bradberry, che è tra i fondatori di TalentSmart, ha individuato diverse strategie per rimanere calmi sotto stress. Si tratta di iniziare ad apprezzare quel che si ha. Questo secondo lui aiuterebbe a distogliere la propria attenzione ed a migliorare l’umore.

Secondo le ricerche svolte dall’università della California, le persone che sperimentano costantemente la gratitudine, sono in grado di ridurre la produzione di cortisolo, cioè l’ormone dello stress, di ben il 23%.

La ricerca ha dimostrato che le persone grate ogni giorno per quello che hanno e che sono in grado di sperimentare stati di gratitudine e dell’essere riconoscenti al prossimo per quel che fa per loro, affrontano la vita con un tono dell’umore più alto e che si sentano più energici e manifestino un miglior stato di salute psicofisica.

L’esperto indica di non trascorrere il proprio tempo a fare ipotesi alternative rispetto alle scelte compiute, perché questo mette la persona in uno stato di agitazione costante, e consiglia inoltre di sostituire questi pensieri con pensieri più positivi in grado di spezzare la catena dello stress.

Inoltre suggerisce di fare delle vere proprie pause dai propri pensieri, quando non stai lavorando fai una pausa anche da internet e dal tuo cellulare e cerca di goderti il silenzio per qualche minuto ogni giorno. È stato dimostrato che staccarsi per un po’ dalla tecnologia riduce lo stress.

Le interruzioni ricaricano la mente. Bradberry consiglia di provare ogni giorno ad aumentare la durata delle pause dalla tecnologia. Suggerisce anche di limitare l’uso della caffeina, che stimola il rilascio di adrenalina come in caso di pericolo, generando così reazioni fisiologiche di stress continuative nell’organismo.

Sembrerà strano, eppure lo studioso suggerisce di dormire, perché quando si dorme il cervello si ricarica, è più capace di organizzare le giornate e combatte meglio lo stress. Basta infatti la sola privazione del sonno per aumentare i livelli di stress.

Inoltre consiglia di interrompere l’abitudine a parlare male di sé, che ruba tempo ed energie e speranze. Bradberry dice che dovresti mettere su carta i pensieri negativi su di te, perché questo passaggio ti permetterebbe di riconoscere che sono oggettivamente falsi.

Infatti quando avrai delle buone credenze su te stesso, sarai più propenso a mantenere la calma e gestire al meglio le emozioni stressanti.

Questo vale anche per altri eventi, avere in merito delle credenze distorte, ti complica la vita. Ad esempio il credere che non vi sia soluzione, danneggia la ricerca attiva di quest’ultime.

Infine, di tanto in tanto, conta il tuo respiro per venti secondi, indipendentemente da cosa tu stia facendo, ti abituerai ad essere predisposto a stati di quiete.

Ecco qui 11 modi per mantenere la calma sotto stress:

  • Fa che ogni tuo pasto duri almeno 10 minuti.
  • Apprezza quello che hai.
  • Evita domande su realtà alternative a situazioni reali.
  • Pensa positivo.
  • Limita il consumo di caffeina.
  • Stacca la spina da tutto.
  • Dormi quanto necessario.
  • Parla di te stesso in maniera positiva.
  • Cambia prospettiva sugli accadimenti.
  • Sii grato.
  • Conta il tuo respiro per 20 secondi.

 

 

 

 

 

 

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Veronica Sarno
Psicologa clinica e di comunità, appassionata di benessere, sviluppo e crescita personale. Esperta di gestione gruppi e disturbi post traumatici. Articolista di ProfessioneFormatore.it . Profilo LinekdIn
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