Quanto siamo capaci desiderare e di sognare?

Articolo inviato aprile 20th, 2009. Scritto da Luciano Cassese.

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Tempo addietro, durante le vacanze di natale per essere precisi, mi sono imbattuto in una esperienza interessante ! Leggendo un volume dedicato ad alcune tecniche di sviluppo personale ho trovato un esercizio all'apparenza semplice che poi si è rivelato molto più difficile di quello che riuscivo ad immaginare.
Il volume, nel capitolo dedicato alla definizione degli obiettivi personali, similmente a tanti altri testi del genere, dava una serie di indicazioni sulle qualità che dovevano avere gli obiettivi per essere definiti tali: “ l'Obiettivo, quando viene definito, deve essere significativo, specifico e misurabile, deve avere una scadenza, deve essere flessibile, stimolante, coerente con i propri valori etc etc.”. Fin qua niente di nuovo nel genere!
Tutti i libri di sviluppo personale presentano queste argomentazioni e le propongono tra i primissimi capitoli.
 
 

Quello che veramente ho trovato nuovo, e che propongo alla discussione del gruppo, era l'esercitazione proposta che, devo dire, mi ha tenuto bloccato per parecchio tempo. L'esercizio richiedeva identificare 101 desideri da tradurre in corrispondenti obiettivi. Cito testualmente : “per stimolare le vostre facoltà creative, redigete una lista di 101 obiettivi che desiderate raggiungere nei prossimi 10 anni. Fatelo divertendovi e siate aperti a tutte le possibilità”. 
 
A primo acchito mi sono detto : “ e che ce vo! So pure pochi” ma, prendendo carta e penna dopo un paio d'ore mi sono accorto di essere riuscito ad identificarne appena 18. A quel punto ricordo di essermi giustificato dicendomi: “è tardi sei stanco! Va a dormire! ci pensi quando hai un po di tempo in più!”, ma dopo una settimana, la lista non era progredita più di tanto… appena 24 , e dopo 2 settimane 34 obiettivi definiti. A quel punto il 35 obiettivo non poteva non essere “ Voglio Finire sta benedetta lista!” ;-) La verità è che mi ero bloccato. Non riuscivo ad andare avanti. Come mai? Come poteva essere che non riuscivo ad immaginare 101 desideri idonei ad essere definiti come obiettivi, cioè qualcosa per cui valeva la pena quantificare, decidere, pianificare e scegliere? In altre occasioni mi definisco una persona creativa (“so pure grafico! E faccio anche dei lavori discreti” ) . Ma in questa non riuscivo a inventare, immaginare, desiderare qualcosa per me. La cosa più grave è che il volume non prevedeva una via di fuga alternativa. Non c'era il paragrafo adatto ai tipi come me : “ se non ci sei riuscito vuol dire che…. allora fai questo” ho cercato e ricercato nelle pagine successive ma, non era contemplata l'ipotesi in cui una persona non riuscisse ad identificare i 101 obiettivi. Bisognava terminare l'esercizio per poter andare avanti.
 
Questa esperienza mi ha dato il via per una riflessione. Che propongo a tutto il gruppo! Come mai molti di noi non riescono a desiderare tanto e tante cose? Da bambini ognuno di noi aveva un'immaginazione molto fervida e dei desideri vivissimi. Partecipare e vincere 1000 battaglie, diventare campioni nello sport, diventare forti al punto da sollevare macchine intere, diventare dei grandi architetti, ingegneri, contanti, attori, capi di stato etc etc. Ma gli adulti ?
 

Le persone diventando adulte perdono questa capacità di desiderare ed immaginare i propri desideri, i propri sogni. Perdiamo la capacità di rispondere a questa semplice domanda: “ quali sono i tuoi sogni?” Forse perché ci viene insegnato che la vita non può darci quello che desiderimo. Oppure ci viene detto che le strade che conducono alla realizzazione sono più tortuose di quello che si pensa, che bisogna volare basso e rimanere con i piedi per terra per non finire nei guai. Il numero degli obiettivi che una persona riesce a darsi nel corso degli anni si riduce forse perchè si pensa che la vita sia un insieme di sacrifici e di scelte tra alternative incompatibili.
 
Quindi si sostiene: “O la famiglia o la carriera”, “o vivo in città, o vivo in campagna”, “o mi trovo un lavoro stimolante o mi trovo un posto sicuro” e così via. Alle volte si ritiene che alcuni obiettivi, sopratutto quelli prioritari siano così difficili da realizzare che devono annientare tutti gli altri e quindi si dice: “fino a che non mi trovo un posto fisso non potrò….” oppure “solo quando mi sarò laureato potrò ….” e così via I desideri molto più spesso vengono abbandonati e non si traducono in obiettivi perché non si riesce a vedere chiaramente la strada per realizzarli.
 
Quasi come se ognuno di noi cercasse un programma dettagliato per l'ottenimento del risultato con tanto di assicurazione. Forse ci si concentra un po troppo sul “come” piuttosto che sul “cosa e perché”. Così facendo si perde l'orientamento. La domanda che pongo ad ognuno è : Tu riesci a definirli 101 obiettivi o ti fermi prima? Se non ci riesci, quale è il motivo secondo te?
 
Ps. la lista adesso l'ho quasi finita! Pss.
Il testo da dove ho preso l'esercizio è “ The power of focus” di Jack Canfield.
 
 

Questo articolo è stato scritto il lunedì, aprile 20th, 2009 alle 23:03 ed è stato archiviato nella categoria Life Style. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. You can leave a response, or trackback from your own site.

Luciano Cassese

Presidente AFP Associazione Formatori Professionisti http://www.professioneformatore.it/ http://www.studiocassese.it luciano.cassese@professioneformatore.it

4 Commenti »

  1. perchè condivido questa voglia di cambiare ma non riesco a partire?

    sono un dipendente e vorrei fare qualcosa in proprio ma non so da dove partire.
    comunque grazie per il tuo sito fatto molto bene e molto interessante.

    • Ciao Domenico ,
      Alle volte non si riesce “a partire” per paura dell’ignoto, Non sappiamo cosa ci aspetta e preferiamo una piccola e insoddisfacente sicurezza.
      A volte per paura del cambiamento, siamo resistenti alle novità che comportano uno sforzo di adattamento ad una nuova condizione e ci impongono un cambiamento nel modo di pensare e di vedere la vita.
      Per paura del fallimento, abbiamo paura di non riuscire, di fare il passo più lungo della gamba per poi ritrovarci in una condizione di malessere.
      Per paura del giudizio degli altri. Non sappiamo se le nostre scelte saranno o meno condivise dalle persone che amiamo e che ci sono vicine. Abboniamo paura che se cambiamo non ci vorranno più bene !

      La paura in tutte le sue forme è il freno principale a qualunque cambiamento !

  2. Caro Luciano, mi permetto di darti del tu perché ho utilizzato il tempo libero concessomi dalle vacanze per perlustrare a fondo il tuo sito e posso dire che mi sembra di conoscerti da tempo. Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla mole di lavoro che hai messo a disposizione dei visitatori e mi congratulo con te. Non per l’atteggiamento generoso ( che dimostra una pur lodevole propensione verso il prossimo) ma soprattutto per le tue convinzioni che da tempo ho fatto mie, che dare sia un’ottimo modo per ricevere e alla base di questo scambio ci siano cose ben più grandi del lavoro o degli affari. In definitiva mi auguro che questa mia sia il prologo per una futura collaborazione. Gradirei infatti sondare il terreno circa la tua disponibilità ad intervenire presso il mio studio la cui sala d’attesa e’ attrezzata per corsi e relazioni varie, di uno o più giornate. L’intenzione sarebbe quella di radunare colleghi e collaboratori per un ” brain storming motivazionale”. Spero leggerai questa nota con la speranza possa scaturirne una cosa simpatica. Un saluto, Sergio Fiammenghi

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