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Copywriting: Il potere delle parole

Copywriting : il potere delle parole

Cerchi una competenza che da sola può migliorare notevolmente la tua vita?

Il copywriting è quello che fa per te!

Cambia le tue parole e cambierai la tua realtà” dice un vecchio adagio .

Questo video mi piace tanto perché  ha la capacità di comunicarci un semplice concetto :

Le parole sono importanti e saperle usare lo è ancora di più .

Ti faccio una piccola domanda :

Ti sarebbe piaciuto essere nei panni della ragazza che vedi nel video?

Come pensi ti sentiresti se avessi la capacità di trasformare la realtà delle persone scrivendo semplicemente un paio di parole?

Tante volte nella nostra vita ci dobbiamo confrontare con problemi più o meno gravi. Le parole, usate nella maniera giusta, possono essere di grande aiuto per avviare ogni problema verso la soluzione.

Guarda questo video e ti renderai immediatamente conto di cosa intendo

 

Il copywriting oggi, nella società dell’informazione, è diventata una delle competenze che fanno realmente la differenza sul mercato del Lavoro.

Saper usare bene le parole è un arte paragonabile ad una bacchetta magica, essa ha un grande potere.

Se impariamo a padroneggiare le parole ogni cosa potrà migliorare nella nostra vita.

Avere in pugno l’arte della scrittura “persuasiva”, cioè il copywriting, per un formatore ma anche per un qualunque free lance è davvero fondamentale.

Tuttavia, se anche solo l’idea di scrivere ti dà l’orticaria, ho una buona notizia da darti.
Tutti i segreti del copywriting sono magistralmente svelati in “Scrivere Per Persuadere”, il corso di Italo Cillo sull’arte del copywriting.

Molti, ancora oggi, sottovalutano il potere della scrittura. Ma è un errore che può costare veramente caro, come mostrato in questo video.
Non so se ci hai mai pensato, ma la scrittura è l’unico strumento che hai per far passare i messaggi che ti stanno a cuore ai tuoi clienti. Proprio in questi giorni è possibile avere un estratto gratuito di questo ottimo infoprodotto!
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Scrivere per persuadere

Scrivere per Persuadere

Formato: Ebook + Audio + Video

Data Realizzazione: 2009
Autore: Italo Cillo
Link: al prodotto

 

 

 

 

 

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Comunicazione Life Style

7 Consigli utili per trattare con persone negative

Trattare con le persone negative

Frequenti amici, colleghi o persone negative?  Conosci persone che nel parlare ti trasmettono una sensazione di forte negatività?

Se è così, saprai di sicuro che non sono le persone più piacevoli da frequentare.  Dal mio punto di vista le persone negative sono quelle più fastidiose in ogni conversazione. Indipendentemente da quello che tu stia dicendo, loro trovano sempre un modo per girare le cose in una direzione negativa.  Alcune di queste riescono ad essere così tanto negative che ci si sente scarichi e spossati solo a stargli vicino. Come ho scritto in questo articolo le perone negative prosciugano la tua energia.

Nella vita, ho avuto a che fare con un discreto numero di persone negative (come tutti suppongo). In particolare quando frequentavo la scuola ero tendenzialmente circondato da studenti e insegnanti molto negativi.

La mia scuola non era in assoluto il posto migliore dove stare. Non era la migliore della città e non assomigliava ai modelli proposti dalla TV ( sembrava per niente una di quelle scuole che si vedevano nei telefilm americani degli anni 80 con tutti studenti felici ed insegnanti fighi) e di conseguenza un sacco di persone non erano per niente contente di frequentarla. Questo valeva sia per gli insegnanti (sempre preoccupati della loro condizione contrattuale) che per gli studenti (sempre pronti a fare filone).

Da ragazzo, giovane e entusiasta sognatore, rimanevo a dir poco sorpreso dalla negatività della gente attorno a me ma, per fortuna, con il tempo (e i tanti libri che ho letto) ho imparato a gestirla e canalizzarla in azione consapevole nella maggior parte dei casi.

Non so quando ma, ad un certo punto del mia vita ho deciso che piuttosto che essere vittima dalla negatività degli altri, volevo sviluppare la capacità di gestirla consapevolmente. In questo articolo voglio condividere con te, 7 piccoli trucchi utili ad interagire con le persone negative, appresi più che altro con l’esperienza e la sperimentazione. Ecco a te la mia lista dei

 7 Consigli  per trattare con persone negative

1 Non metterti mai a discutere con loro. Evita il dibattito.

Una delle cose più importanti che ho imparato è quella di non incominciare mai un dibattito con una persona negativa.

Hai mai visto come funzionano in tv i talk show politici.

Quando comincia un dibattito, la contrapposizione tra due fazioni opposte, che vedono l’oggetto della discussione in due modi differenti, fa irrigidire le parti in causa sulle rispettive posizioni e la discussione non finisce mai. Il dibattito non porta mai da nessuna parte e produce accuse, repliche e alle volte insulti, con immenso piacere del solo conduttore.

Allo stesso modo, le presone negative sono molto fedeli al loro modo di vedere le cose e molto probabilmente non cambieranno mai opinione grazie alle cose che sentono dire da te. Se pensi che, le eventuali evidenze oggettive che riuscirai a produrre e le elaborate considerazioni che stai per formulare, potranno in qualche modo aiutare la persona che hai di fronte a guardare le cose da un punto di vista diverso, ti sbagli di grosso.

Qualunque cosa tu dica, loro troveranno almeno 10 differenti ragioni per sostenere il preoprio punto di vista, il loro pessimismo, e la loro negatività.

Se cadi nella trappola del dibattito (o del battibecco) la discussione scivolerà soltanto in un vortice di crescente negatività che, trascinerà anche te verso il fondo.

Piuttosto che metterti a dibattere, puoi cercare di formulare commenti costruttivi e se la persona a cui ti rivolgi non da segni di cambiare posizione non impegnarti ulteriormente.

Prova in questo modo :”certo è vero .. ma c’è anche da considerare che….(cosa positiva)”. Se noti che il tuo interlocutore continua ad essere fermo sulla sua posizione … Semplicemente, lascia perdere.

 

2) Empatizza con loro

Ti è mai capitato di sentirti frustrato, infastidito, giù di tono e qualcuno parlando con te ti ha poi consigliato di rilassarti, di stare su o semplicemente più tranquillo? Semmai con un’espressione del tipo : “compà non te preoccupà che passa!”.

Come ti sei sentito ad ascoltare questi “Grandi” consigli? Ti sei rilassato così come ti era stato suggerito oppure, ti sei sentito ancora più irritato?

Per la mia piccola esperienza, le persone che attraversano un momento di negatività, o stanno accusando un dolore, piccolo o grande che sia, ricevono maggior beneficio da un ascolto empatico, piuttosto che dall’offerta di una facile soluzione o di un consiglio su quello che dovrebbero o potrebbero fare.

Come regola generale, alla gente non piace sentirsi dire cosa devono o non devono fare. Ascoltandole e aiutandole ad affrontare le proprie emozioni, la soluzione ai loro problemi arriverà da sola, perché è sempre stata dentro di loro. La soluzione ai loro problemi deve solo palesarsi.

 

3) Prova a dare una mano

Non siamo tutti uguali. Soprattutto non comunichiamo tutti allo stesso modo. Ci sono alcune persone su questa Terra che usano il lamento come modalità per chiedere aiuto. Queste persone non sono consapevoli di questo loro modo di fare. Nella maggior parte dei casi non sono consapevoli della loro condizione di bisogno, ne tantomeno dei loro meccanismi mentali. Avvertono solo una strana sensazione di disagio che traducono in lamento.

E così i loro commenti, le frasi che pronunciano, assomigliano più a delle denunce (“questo va male”, “questo non si può fare”, “Qua non c’è niente da fare etc etc ”) , piuttosto che a delle richieste di aiuto.

Questo mi capita ad esempio quando lavoro in aula con chi ha perso il lavoro. La frase più comune che mi sento dire è: “in questa città non c’è niente non ci sono opportunità è tutto una schifezza” . Come vedi, piuttosto che formulare una richiesta di aiuto consapevole del tipo “aho! mi dai una mano”, si rifugiano nel vittimismo (forse per la vergogna di ammettere di non essere autosufficienti , di non bastarsi da soli).

Prenditi la responsabilità di dare loro un piccolo aiutino. Bastano alcune frasi magiche per comunicare loro una vicinanza e un sostegno. Frasi semplici come : “aho!

Stai bene?” oppure, “C’è qualcosa che posso fare per aiutarti?”, “ti posso dare una mano in qualche modo?”

Piccole frasi del genere possono fare davvero miracoli. Nel 99% dei casi, queste frasi spingono la persona all’azione e ad uscire da quello stato di torpore e di negatività dove si erano arroccate!

4) Attieniti a temi di conversazione Frivoli

Uno di principali difetti di tutti noi italiani (ma particolarmente accentuato nelle persone del sud come me) è che ci prendiamo tutti troppo sul serio. Stiamo sempre a parlare di cose serie. Anzi abbiamo sempre un atteggiamento molto serioso! E ci vantiamo anche di questo !

Secondo la mia opinione, la negatività nasce anche dall’eccesso di “seriosità”!

Alle volte alcune persone accendono la propria negatività quando una conversazione richiama determinati argomenti. Tasse, Politica, Lavoro, Criminalità etc. etc.

Conoscevo una persona tempo fa che ogni volta che si parlava del suo lavoro affondava in un universo di vittimismo.

Non si accorgeva nemmeno di quello che dicevo o non dicevo, non mi ascoltava per niente, tappava letteralmente le orecchie. Cominciava e continuava a lamentarsi ogni volta che parlavamo del suo lavoro. E’ un commercialista. Se gli chiedevo : “come sta andando l’attività”, partiva con un fiume di negatività, sulle tasse , sui clienti che non volevano pagare, sul governo, e non riuscivo in alcun modo a fermarlo.

Vedi… il nostro primo impulso verso le persone negative di solito è quello di portarle per gradi verso posizioni più positive. Ma se la persona è evidentemente bloccata sulla sua negatività vuol dire che l’infelicità accumulata, in quella determinata area della sua vita, è troppo radicata e gli impedisce di affrontare una conversazione serena. Tutti i tentativi di portare la persona a vedere le cose in modo più positivo vengono dissipati all’istante.

Prova a portare la conversazione su un tema differente e, rigorosamente, più frivolo per alleggerire un po l’atmosfera. Parla di cose semplici come un film appena uscito nelle sale cinematografiche, aggiornamenti sulla vita privata di amici comuni, la migliore pizza della zona, cose all’ordine del giorno insomma. Parla del più e del meno. Cerca di tenere la conversazione su aree dove chi hai di fronte si sente più positivo.

 

5) ignora i commenti negativi

Un modo per aiutare le persone negative è quello di ignorare i loro commenti negativi.

Se ti accorgi che chi hai di fronte sta scivolando in un vortice di negatività ignora quello che ti sta dicendo o rispondi con un semplice “capisco” oppure, “Si” , “Certo”, “Umm”. Limitati insomma, a fare solo un cenno di assenso.

Diversamente, quando la persona comincia ad essere più positiva replica con entusiasmo alle sue affermazioni “cazzo! che figo! lo sai che hai proprio ragione, sei proprio forte aho!”.

Se seguirai spesso questa indicazione ti accorgerai che il tuo interlocutore ti ripagherà al più presto con tanta positività. La persona si adatterà presto a pensare e a manifestare maggiore positività.

 

6) loda la persona per le cose buone che fa

Le persone negative non sono negative solo quando sono con gli altri. Sono negative innanzitutto con loro stesse. Se già tu provi fastidio e avverti la loro negatività nello stargli vicino, pensa un po come devono sentirsi loro quando rimangono tutto il giorno da soli con loro stessi.

Chiediti un po : “Quali sono le cose che queste persone sanno fare bene?”, “Quali sono le loro qualità”, “Cosa ti piace di queste persone?” .

Riconosci le cose positive, le cose che sanno fare bene , le loro qualità e lodali per questo. In un primo momento potrebbe capitare che loro si sentano sorprese dal ricevere un complimento e potrebbero rifiutarlo (“non è vero non sono poi così bravo”) ma, stai sicuro che dentro di loro si sentiranno molto meglio.

Consideralo come un primo seme di positività che stai piantando dentro di loro e che presto fiorirà.

 

7) Sentiti responsabile delle tue reazioni

Indipendentemente dal fatto che la persona sia o meno oggettivamente una persona negativa, in quel momento, sei tu che la stai ascoltando e la stai percependo come “negativa”.

Quando ti accorgi di questo, capisci anche che, in realtà, la negatività è il prodotto delle lenti attraverso le quali tu stai guardando il mondo.

Prenditi la responsabilità della tua percezione della realtà e del tuo filtro percettivo. Per ogni caratteristica di quella persona e per ogni pezzettino di discorso che stai affrontando, ci sono due interpretazioni: una positiva ed una negativa.

Impara a soffermarti su quello che c’è di buono piuttosto che sulle negatività che vedi ad un primo sguardo. Può sembrare difficile all’inizio ma, quando la si comincia a coltivare, questa abilità diventa una caratteristica della nostra personalità.

Infine

Infine, qualora tutto dovesse fallire, riduci le occasioni di contatto con loro o evitali completamente. Se la persona negativa in questione è un tuo buon amico, fagli sapere della gravità della cosa e spingilo a lavorarci su dove possibile. Non è sano passare troppo tempo con persone che ti scaricano e ti risucchiano energia. Il tuo tempo è prezioso per questo spendilo con chi ha un effetto positivo su di te.

 

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Comunicazione

Come vincere la paura di parlare in pubblico?

Stress e paura di parlare in pubblico ?

Ti sei mai posto il problema della gestione dello stress nella comunicazione in pubblico ?

Vorresti vincere il panico e  conquistare la tua platea? 

In uno studio effettuato in Inghilterra la “paura di parlare in pubblico” è risultata al primo posto tra le fobie degli intervistati, precedendo la paura della guerra, delle calamità naturali, dei serpenti ecc.

Le opportunità di parlare in pubblico sono numerose, e non esistendo un’adeguata preparazione scolastica si arriva molto spesso ormai adulti al primo impatto col pubblico. La sensazione che si prova è di sentirsi nudi, in piedi, esposti allo sguardo critico dei presenti.

In questa situazione lo stress è inevitabile, ed è proprio lo stress la causa dei maggiori problemi e delle più gravi difficoltà del parlare in pubblico. La prima fase di lavoro consiste pertanto nel capire le ragioni dello stress per poi poterlo gestire.

Le cause della paura di parlare in pubblico

Le cause dello stress umano sembrano oggi piuttosto note: noi siamo stressati di fronte a situazioni che la nostra memoria vive come negative. Per esempio, se in passato abbiamo avuto un’esperienza traumatica nel parlare in pubblico, causata da un vuoto di memoria o dall’incapacità di gestire una domanda aggressiva, tutte le volte che si ripresenterà la stessa occasione il cervello ci invierà un segnale di pericolo che attiverà l’ipofisi, e, attraverso un complesso sistema ormonale, stimolerà la produzione di adrenalina.

Ma lo stress causato dal parlare in pubblico viene avvertito anche da coloro che non hanno avuto esperienze negative precedenti, perché di fronte a una situazione nuova, mai vissuta prima, il cervello entra comunque in uno stato di allerta.

Lo stress non è un fenomeno soggettivo e imprevedibile, bensì un processo biochimico che si sviluppa e segue meccanismi fisiologici prestabiliti. E’ un meccanismo di difesa finalizzato all’aumento dei livelli di attenzione e di risposta agli stimoli dell’ambiente esterno.  Questo meccanismo caratterizza tutti gli esseri viventi.

È l’adrenalina a scatenare la sintomatologia da stress nelle due manifestazioni istintive: l’attacco o la fuga. D’altro canto l’adrenalina è indispensabile all’essere umano per affrontare le situazioni difficili; è così che l’organismo riesce a produrre più energia, sia psichica che muscolare, acuendo anche i sensi della vista e dell’udito.

Lo stress non è dunque solo un fenomeno negativo, come ben sanno gli sportivi, le persone di spettacolo e anche coloro che sono chiamati a parlare in pubblico.

Immagina cosa accadrebbe se in una finale olimpica sui cento metri piani un atleta iniziasse a sbadigliare ai blocchi di partenza? Un simile segnale indicherebbe che l’atleta è “scarico”, e probabilmente non potremmo attenderci prestazioni di spicco.

 

paura di parlare in pubblico immagine disegnata

Stress e prestazione

Nella relazione tra stress e prestazioni è possibile osservare come la prestazione tende ad aumentare con il crescere della tensione, così che se il livello di tensione è molto basso anche la prestazione è scarsa. In una comunicazione in pubblico questo avviene quando il relatore non dà peso al suo lavoro o all’uditorio, presentandosi scarsamente preparato e “con le pile scariche”.

Si arriva però a un punto, chiamato soglia critica, in cui la tensione è così alta da non poter più essere gestita dall’oratore. Si raggiunge questa soglia quando l’oratore percepisce non più come una sfida la sua opportunità di parlare in pubblico (in una sfida, più alta è la posta in palio più elevata è la tensione), bensì come una vera e propria minaccia. L’oratore vive in questo caso l’evento come un pericolo e teme di perdere il controllo della situazione.

I segnali dello Stress

Vi sono dei segnali che comunemente evidenziano un livello di adrenalina elevato in un relatore. È importante conoscerli perché possano essere meglio gestiti o camuffati:

  1. Voce alterata. Spesso soffocata, a volte aggressiva.
  2. Palpitazioni.
  3. Sudorazione. Quando è visibile, tradita soprattutto dall’alone sotto le ascelle, è sgradevole.
  4. Tremolio. Si attenua molto con la gestualità.
  5. Scarsa lucidità.  quando si è in tensione  si perde lucidità e si manifestano i vuoti mnemonici.

Quando un relatore si accorge di essere in preda al nervosismo e avverte questa energia in eccesso reagisce cercando di dominarla: mani e braccia sembrano diventate delle protesi piene di energia che devono essere bloccate, le gambe sembrano muoversi da sole, lo sguardo diventa fugace, saltando da una persona all’altra senza cercare il contatto.

La soluzione può sembrare quella di mettere le mani in tasca o dietro la schiena o intrecciarle o infine incrociare le braccia.

Ma tutti questi tentativi finiscono per aggravare la situazione, perché l’energia in eccesso non può essere repressa e riaffiorerà in modo ancora più evidente: le mani in tasca o intrecciate inizieranno a contorcersi, le gambe bloccate dai piedi fermi a terra inizieranno a dondolare e così via, mettendo ancora più in risalto il nervosismo del relatore.

Siamo arrivati così ad una regola fondamentale sulla gestione dello stress: l’energia nervosa non va soffocata, va soltanto utilizzata positivamente per rafforzare la comunicazione.

 

Gestire lo stress quando devi parlare in pubblico

Gestire lo stress significa essere coscienti che abbiamo una forte carica di energia a disposizione, che ci sarà di grande aiuto se ben incanalata.

In questa pagina ti presento 3 delle 7 regole che ho identificato (che presento nel mio corso gratuito per e-mail  Public Speaking – Conquista il tuo pubblico in 7 semplici mosseclass=”Apple-style-span” style=”font-style: normal; font-weight: normal; “>)  per vivere positivamente lo stress da presentazione. 

1. Essere consapevoli che tutti coloro che parlano in pubblico hanno lo stesso nostro problema di do¬ver gestire opportunamente la propria tensione. La disinvoltura che spesso riscontriamo negli altri è quasi sempre un ottimo camuffamento.

2. Prendere coscienza del fatto che il nervosismo è quasi sempre un problema nostro, squisitamente personale, non visibile all’esterno, a meno che non si cerchi di soffocarlo.

3. Preparare bene ogni dettaglio della riunione, ma studiare nei minimi particolari i primi minuti di apertura, quando la tensione è massima.

 

Conclusione

La paura di affrontare il pubblico non deve far dire: «Non ci vado!», anzi utilizzare bisogna l’occasione per affinare le nostre capacita’.
E assolutamente normale essere tesi per i primi tre minuti di intervento. Poi lo stato di tensione cala e parlare innanzi alla platea diventa naturale.
E’ possibile gestire lo stress e la paura di parlare in pubblico con pochi e semplici accorgimenti.

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Fermati un istante! 

Se anche tu devi Parlare in pubblico vorrei che sapessi che questo articolo è un estratto del “Corso gratuito di “Public Speaking – Conquista il tuo pubblico in 7 semplici mosse” per e mail di professioneformatore.it . Il Corso per e-mail è completamente gratuito.

Questo materiale è strutturato come un corso suddiviso in 7 appuntamenti bisettimanali. Nell’arco di tre settimane a partire da oggi riceverai nella tua casella di posta elettronica 2/3 paragrafi a settimana. Nell’insieme i sei capitoli di cui si compone questo corso costituiscono un intero manuale sulle tecniche e strategie per parlare in pubblico. Clicca qui per accedere al materiale 

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Comunicazione Life Style Management

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Anthony Robbins

 

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Anthony Robbins (1986)

Vuoi eliminare le tue paure o fobie? Sei un fumatore e Vuoi smettere di fumare?
Vuoi eliminare paure e fobie? Vuoi far carriera?
Vuoi diventare un abile venditore?
Vuoi instaurare un buon rapporto di coppia?
In altre parole Vuoi ottenere successo in ogni abito della tua vita?

Bene! Allora questo libro di Anthony Robbins fa proprio al caso tuo!

Innanzitutto chi è Anthony Robbins e cosa può insegnarci?

Robbins è uno dei formatori più conosciuti e famosi al mondo. È considerato un guru dello Sviluppo Personale, disciplina che come saprai deriva dalla tradizione del self-help (movimento culturale anglosassone che pone quale presupposto dello sviluppo personale l’applicazione di tecniche, idee e metodi provati con risultati concreti da altri che hanno già ottenuto l’efficacia desiderata). Tony Robbins è conosciuto ormai in tutto il mondo per i suoi testi e per i suoi corsi sulla crescita personale, sulla comunicazione, sulla leadership e sulla motivazione.

E’ stato il coach e consulente di molte persone famose, tra i quali Mikhail Gorbachev, l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, imprenditori, Donald Trump e molti altri.

Il volume “Come ottenere il meglio da sè e dagli altri” la cui prima edizione è stata pubblicata nel 1986 (arrivato oggi nella versione Italiana alla seconda edizione – Bompiani editore) è uno primi best seller per la crescita personale scritto da Robbins.

Nel testo l’autore illustra un insieme di tecniche e strumenti pratici tali da rendere ogni individuo capace di realizzare iniziative concrete finalizzate a superamento delle eventuali paure inconsce, alla definizione di obiettivi concreti e a mettere in atto tutto quello che occorre per avere successo in ogni campo delle propria vita.

Le abilità principali che si devono acquisire per conseguire il successo, afferma Robbins, si basano sulla comunicazione. Le persone di successo sono individui eccellenti nella comunicazione con gli altri, ma soprattutto nella comunicazione con se stesse. Sono in grado di decidere quale significato avrà per loro un dato evento, e di conseguenza tendono a non suddividere la loro esperienza di vita tra “successi” e “fallimenti”, bensì a guardare con maggiore attenzione ai risultati concreti ottenuti.

Migliorarsi sulla base dei risultati conseguiti è il fondamento di ogni progresso, ma richiede una certa apertura mentale. Robbins analizza le sette caratteristiche che a suo giudizio rendono le persone di successo: passione, convinzione, strategia, chiarezza di valori, energia, potere di coesione e padronanza della comunicazione.

Il modo più facile per conquistare il successo consiste nel prendere come modello il comportamento di una persona che lo ha già fatto. Si tratta di un importante concetto formulato dalla programmazione neurolinguistica (in sigla PNL) fondato sulla premessa che la neurologia degli esseri umani è sempre la stessa, di conseguenza “qualsiasi cosa può fare un individuo, la può fare anche un altro” semplicemente copiandola.

Robbins cita il bestseller di Blanchard e Johnson “The One minute manager” per provare che “il successo lascia degli indizi”; anche quando non possediamo alcuna competenza o conoscenza riguardo a una determinata cosa, possiamo impararla velocemente se abbiamo a disposizione i modelli giusti. La maggior parte degli individui segue dei modelli a livello inconscio, e per questo alle volte segue in maniera inconsapevole modelli sbagliati (o meglio non funzionali ai propri obiettivi). Se invece riusciremo a scegliere le persone e i modelli di riferimento in maniera consapevole, acquisteremo il controllo del nostro destino.

Robbins dedica un capitolo intero alle “sottomodalità”, ossia i tipi di esperienza sensoriale visiva, uditiva o di altro genere che possiamo manipolare mentalmente allo scopo di cambiare il nostro modo di vedere le cose. Esiste un metodo, il modello “swish”, che comporta la sostituzione delle immagini negative presenti nella nostra mente con immagini positive. Facendo scorrere più volte nella nostra testa il “film” in cui accadono queste cose, è difficile continuare ad avere la stessa visione di ciò che consideravamo un comportamento distruttivo. Dobbiamo pertanto imparare a “far funzionare il cervello” adottando modelli e mappe di riferimento capaci di riprogrammarci in maniera più funzionale ai nostri obiettivi.

“La cattiva sorte è un punto di vista” dice Robbins: ci sono sempre dei modi diversi di percepire le cose, e “ri-contestualizzando” un’esperienza abbiamo molta più scelta riguardo a come reagire alla vita. Come detto, le persone di successo vedono le cose in termini di risultati; il risultato è il fatto, non la nostra reazione emotiva nei suoi confronti. La nostra risposta è la nostra scelta.

Tutte le persone di successo sanno creare dei rapporti; hanno la capacità innata di calarsi nella mentalità di chiunque incontrino, e questa loro abilità conferisce all’incontro un valore reale. C’è chi passa la vita a sviluppare le proprie doti interpersonali, ma esistono delle doti di rapporto che hanno lo stesso effetto e che possiamo acquisire nel giro di pochi minuti, se solo siamo disposti a farlo. Il punto è che possiamo essere più persuasivi attraverso un accordo che attraverso una competizione. La competizione è uno dei numerosi modelli presenti nel nostro cervello che lasciamo funzionare senza pensare che potremmo sostituirlo con una modalità più efficace. La strada che conduce al potere illimitato consiste nel ricercare costantemente un modo diverso, migliore di fare qualcosa. Se impieghiamo sempre le stesse tecniche, otterremo sempre gli stessi risultati.

Come ottenere il meglio da sé, scritto quando era ancora presidente Ronald Reagan, contiene alcuni riferimenti ormai un po’ datati, ma leggendo questo libro anche lo studioso esperto nel successo ricorderà per quale motivo Robbins è considerato il più grande guru motivazionale del mondo. Per chi ha poca familiarità con la PNL, si tratta di un’ottima introduzione ad alcuni concetti e tecniche, fra cui il “modeling”. Una delle principali affermazioni di Robbins è: “Per quanto grigio possa essere il mondo in cui viviamo, se abbiamo la possibilità di leggere qualcosa sulle realizzazioni compiute da altri, riusciremo a generare dentro di noi le convinzioni che ci permetteranno di riuscire”. Leggere le storie di successo delle persone che ammiriamo, avvalendoci così di secoli di esperienze di vita, è stato il trampolino di lancio di molti personaggi illustri.

La fortuna non urla e non si sbraccia, tuttavia lascia degli indizi per chi sa coglierli; il potere illimitato non ci apparterrà finché non svilupperemo la dote dell’azione, e questo libro è un valido punto di partenza per diventare una persona insigne, cioè una persona che agisce.

Nel complesso Il libro è molto scorrevole pur essendo un volume discretamente corposo e ricco di contenuti.

Io personalmente l’ho letto ormai diversi anni fa e devo dire che, a distanza di anni, continuo a consultarlo quando sento il bisogno di recuperare qualcosa di importante.

Lo consiglio a tutti quelli che vogliono ottenere di più dalla propria vita e che vogliono definire in maniera chiara e raggiungere i propri obiettivi.

Da questo libro possono trarsi grandi suggerrimenti oltre che tecniche e nuovi approcci per raggiungere il successo che ognuno di noi merita. Le tecniche esposte nel libro sono basate sulla Programmazione Neuro Linguistica, una neuro-scienza sviluppata ne gli anni ’70 da Richard Bandler e John Grinder. Potete trovare informazioni su wikipedia a questo indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica

Se sei interessato all’acquisto on line di questo volume puoi prenderlo dal sito de “Il Giardino dei Libri

 

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