Carriera

Come ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali all’estero

ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali
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Quello che segue è un articolo di Maria Antonietta Tortola Giornalista, Web Editor & Copywriter, Social Media Editor [settore Hotel & Travel] Specializzata in comunicazione, marketing d’impresa e relazioni pubbliche, che ci parla di riconoscimento di qualifiche professionali per tutti coloro che hanno voglia di lavorare all’estero.

Come ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali all’estero.

Lavorare all’estero, e ancor di più in un Paese membro dell’Unione Europea, è un’ambizione di molti, un’occasione di crescita professionale e non solo e la soluzione migliore per esercitare alcune professioni particolarmente richieste. Cresce sempre di più il numero di
persone che prende in considerazione le opportunità offerte dai Paesi stranieri.
Ma se negli ultimi tempi si registra un aumento di giovani disposti a cercare un futuro migliore lontano da casa, altrettanti sono quelli che hanno ancora delle riserve in merito. Sicuramente per ingranare la marcia occorrerà volontà e forza d’animo, affrontare i problemi che possono presentarsi con consapevolezza e determinazione e cercare di inserirsi nel contesto scelto con apertura e disponibilità.
Del resto i pro sembrano superare i contro e inoltre, qualora si desiderasse rimpatriare, una pregressa esperienza lavorativa all’estero si rivela un ottimo biglietto da visita e rende maggiormente competitivi nel mercato del lavoro nazionale. Infatti molte aziende non nascondono di favorire, nelle selezioni del personale da assumere alle loro dipendenze, quanti hanno lavorato in un Paese straniero.

Le professioni devono essere regolamentate

Innanzitutto occorre verificare se la propria professione sia regolata nel Paese dell’Ue scelto, consultando la banca dati delle professioni regolamentate, per conoscere quali sono nello specifico e per sapere a quali autorità rivolgersi. Nel caso di infruttuosa ricerca, ci si può rivolgere agli sportelli nazionali competenti per le qualifiche professionali, attraverso i quali poter essere informati anche sulla documentazione occorrente.
In ogni caso, qualora, la professione cercata non sia regolamentata, la si potrà svolgere alle stesse condizioni dei cittadini del Paese ospitante. Le professioni, per le quali è richiesta un specifica qualifica, sono distinte in quelle per cui è obbligatorio presentare domanda di riconoscimento del diploma (ad esempio avvocati e ingegneri) e quelle riconosciute
automaticamente (come medici e infermieri).
Le professioni non regolamentate invece, non presentano particolari problemi, non essendo infatti necessaria una qualifica, possono essere esercitate in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Mentre per le professioni regolamentate va presentata apposita domanda di riconoscimento, per quelle riconosciute automaticamente bisogna espletare solo delle pure formalità amministrative.
Una volta ottenuto il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali, le autorità preposte, ricevuta la domanda e richiesti altri eventuali documenti, devono adottare una decisione nel termine di quattro mesi dalla ricezione della domanda completa e in caso di rigetto della stessa, devono darne specifica motivazione.

Per far carriera occorre conoscere la lingua

Il Paese ospitante potrebbe richiedere la conoscenza (almeno ad un livello base) della lingua, anche al solo scopo di verificare se i requisiti linguistici dei quali si è in possesso permettano un adeguato esercizio della professione.
Ecco perché, prima di intraprendere un simile percorso potrebbe essere utile fare un viaggio
studio. Consultando siti di agenzie on line specializzate come www.esl.it
ad esempio, sul quale scoprire soluzioni per organizzare soggiorni linguistici ad hoc, anche di lunga durata che permettano di accedere a stage, career training o tirocini aziendali.
Ad oggi questa si conferma la soluzione più facile per andare a vivere in un Paese straniero. Non è un caso infatti che un alta percentuale di viaggi studio all’estero per imparare una lingua straniera si trasformi in un’esperienza lavorativa di lunga durata, se non addirittura permanente. Peraltro le autorità potrebbero richiedere copie autenticate e traduzioni asseverate di alcuni documenti e soprattutto dei certificati relativi alle qualifiche.

Poi, dopo aver ottenuto un riconoscimento, si potrà far uso del proprio titolo accademico nonché di quello professionale nel Paese scelto per esercitare e se la professione è regolamentata da un ordine professionale sarà necessaria per farlo, la previa iscrizione allo stesso.

 

Articolo di
maria antonietta tortolaMaria Antonietta Tortola Giornalista, Web Editor & Copywriter, Social Media Editor [settore Hotel & Travel] Specializzata in comunicazione, marketing d’impresa e relazioni pubbliche, opero prevalentemente come professionista nell’ambito della gestione degli uffici stampa, della comunicazione istituzionale, della comunicazione per eventi e convegnistica e delle relazioni con i media. Negli ultimi anni, parallelamente all’evoluzione della comunicazione e del marketing mi sono specializzata anche nell’utilizzo degli strumenti web e social media.

Luciano Cassese
Luciano Cassese CEO Fosforo24 Fondatore ed editore di Professioneformatore.it Trainer, Speaker, Self Marketing Coach, Imprenditore On Line Appassionato Marketing, Sviluppo Personale, Meditazione http://www.lucianocassese.it
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