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L’Ottimismo Logico: il segreto per vivere la vita che si desidera

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L'ottimismo logico -

È più importante pensare in positivo o non pensare in negativo?“, con questo interrogativo Pritchett ci introduce al “l’ottimismo logico”, una forza ad ampio spettro di enorme valore per tutti gli individui, presentata come la chiave per gestire al meglio ogni situazione e per conseguire risultati effettivi.

L’ottimismo logico di cui parla Pritchett non è “il vecchio potere del pensiero positivo” rivisto e corretto: si tratta, invece, di dare il giusto peso alle cose e di gestire in modo razionale pensieri ed emozioni.

Le persone che hanno ottimismo sono più creative ed empatiche, più disponibili, più flessibili; inoltre l’ottimismo contribuisce alla buona salute. L’autore spiega come sviluppare in 12 passi un atteggiamento mentale concreto, orientato a ridurre i pensieri negativi, ad avere maggiore energia e ad accrescere la speranza, per superare anche le difficoltà e per sfruttare al meglio le opportunità della vita.

Ecco a te  i 12 Principi Fondamentali di “L’Ottimismo Logico”

1. GOVERNARE PENSIERI ED ATTEGGIAMENTI

Se è vero che il pensiero positivo genera indiscussi vantaggi, il pensiero “non negativo” può produrre benefici d’importanza ancora maggiore. Per questa ragione, sostiene Pritchett, occorre concentrarsi sull’obiettivo che si vuole raggiungere ed eliminare i pensieri negativi e oscuri. Le ricerche effettuate dalla “Psicologia Positiva” evidenziano come la vera forza dell’ottimismo  nasca dal cambiamento del proprio modo di gestire i sentimenti negativi, e non dalla ripetizione costante di affermazioni positive. Il trucco è di riuscire a governare il modo di interpretare le situazioni che ci coinvolgono. L’ottimismo logico risulta così un metodo vincente, perché, basandosi su aspettative positive, infonde energia e rende gli individui più consapevoli delle loro capacità.

2. DETERMINARE IL PROPRIO GRADO DI OTTIMISMO

Le ricerche e gli studi sull’atteggiamento umano rivelano che negli Stati Uniti circa tre persone su quattro si credono ottimiste. Le medesime ricerche mostrano anche come ottimismo e pessimismo siano, invece, due caratteri distribuiti equamente all’interno della popolazione. Secondo gli psicologi, quasi il 50% dei tratti caratteriali di un individuo sono ereditari. Alcuni affermano che la percentuale concernente l’ottimismo sia pari al 25%, in quanto solo una parte della propria positività sarebbe “geneticamente programmata”, laddove la restante parte sarebbe condizionata dall’influenza degli eventi sulla propria personalità. Un altro dato significativo emerso è che il grado di ottimismo varia nel corso delle ventiquattro ore, o a causa delle circostanze. Ad esempio, quando si è malati o stanchi è probabile un peggioramento dell’umore. Gli atteggiamenti, comunque, prevalgono sul condizionamento degli eventi esterni: le ricerche dimostrano che chi è incline al pessimismo, anche in occasione di una circostanza fortuita, torna presto a pensare in negativo, mentre ottimisti riescono a ritrovare la felicità e l’allegria anche in seguito a complicazioni gravi.

3. COLTIVARE UNO STILE INTERPRETATIVO OTTIMISTICO

Uno stile interpretativo dei fatti ottimistico alimenta un sé consapevole delle proprie capacità e convinto che tutto andrà per il meglio. Un approccio pessimistico determina un sé ipercritico, che si aspetta sempre il peggio. Alcuni ricercatori hanno identificato le caratteristiche principali della mentalità ottimistica:

  • L’ottimista tende a considerare le difficoltà solo temporanee;
  • L’ottimista ha piena fiducia in se stesso;
  • L’ottimista non si colpevolizza mai;
  • L’ottimista individua il problema come specifico e a se stante, senza  ingigantirlo oltremisura.

4. ABBANDONARE LO STILE INTERPRETATIVO PESSIMISTICO

Il pessimismo può diventare la causa di molti disturbi, anche gravi. I pessimisti, oltre a consentire ai pensieri negativi di affollarsi nella propria mente, commettono tre errori nel modo di interpretare gli eventi negativi:

  •  Tendono ad accusare se stessi;
  • Attribuiscono carattere permanente agli eventi negativi;
  • Esasperano la portata degli effetti negativi che una difficoltà comporta, lasciandosi sopraffare da apprensioni ingiustificate.

5. RICONOSCERE I PENSIERI NEGATIVI E NEUTRALIZZARLI

Per sopprimere i pensieri negativi è necessario individuarli sul nascere, perché è più facile proteggersi dalla negatività nelle sue prime fasi: appena si comincia ad avvertire una preoccupazione, occorre fermarsi a riflettere sui successi ottenuti e sui punti di forza attuali. Pritchett ritiene anche che bisogna resistere all’impulso di commiserare gli altri ed evitare di impantanarsi con loro nel cattivo umore. Le persone traggono più benefici se orientate a fare attenzione alle risorse di cui dispongono.

6. RICONTESTUALIZZARE POSITIVAMENTE IL PROBLEMA E LA DELUSIONE

L’atteggiamento naturale di ognuno di noi in caso di avversità è di pensare subito ai pericoli ed ai lati oscuri che ad esse si accompagnano. Pritchett consiglia, una volta superato lo shock iniziale, di dedicare uguale attenzione alla ricerca dei possibili benefici in grado di compensare quei disagi del momento. Questa operazione richiede uno sforzo consapevole e permette di superare lo stress, le incertezze e la sofferenza senza indugio.

7. ABITUARSI A SPERARE

La speranza è l’aspettativa favorevole in merito agli esiti di un evento o una situazione. La speranza aumenta le possibilità di riuscita e di successo, rendendoci più felici e più sani. Secondo Pritchett, la speranza è come un muscolo che va allenato continuamente. Generalmente non si ha in grossa considerazione la speranza, finché non la si perde. E quando si perde la speranza, si perde automaticamente fiducia in se stessi. La forza di volontà comincia a vacillare. Di conseguenza, calano le aspettative e non ci si impegna più. Lo psicologo Seligman usa l’espressione “impotenza acquisita” per descrivere la condizione di coloro che non riescono più a sperare. Questo stato d’animo conduce alla passività ed inevitabilmente alla resa. Perciò occorre lavorare costantemente sulla speranza, affinché diventi una componente attiva del processo razionale quotidiano. L’autore definisce la speranza come “un atto di concentrazione mentale”.

8. SAPERE RICORRERE AL PESSIMISMO

In alcune situazioni il pessimismo favorisce una visione più accurata e chiara della realtà, accentuando anche la percezione del pericolo. Julia Norem, ricercatrice del Wellesley College, sostiene che alcune persone seguono un approccio che definisce “pessimismo difensivo“. Questa strategia attraversa tre fasi per combattere l’ansia legata agli eventi futuri:

  • Nutrire aspettative molto basse;
  • Considerare tutti gli esiti negativi possibili; 
  • Rielaborare tutte le soluzioni eventuali, cercando quella più adatta a conseguire migliori risultati.

Questo stato di apprensione, al di là dei suoi connotati spiacevoli, aiuta a sentire di avere il controllo delle situazioni ed a ricavarne qualche vantaggio.

9. PROFESSARE LA GRATITUDINE E IL PERDONO

L’autore propone due tecniche per indirizzarci verso l’ottimismo: la gratitudine e il perdono. Normalmente è più facile essere grati che perdonare, in quanto la gratitudine impone solo di apprezzare le cose positive che ci circondano, senza darle per scontate. Orientando il proprio punto di vista alla gratitudine si può trarre benessere, raggiungendo calma ed appagamento. Il valore del perdono è connesso alla sua azione purificante: esso lava via i dispiaceri. Sino a quando la coscienza sarà in balia di pensieri associati alla rabbia, al rancore o alla vendetta, la positività non potrà produrre i suoi vantaggi.  La ricerca scientifica conferma la funzione terapeutica del perdono.

10. SFRUTTARE AL MEGLIO I PROPRI PUNTI DI FORZA

Sfruttare i propri punti di forza crea lo spazio ideale per crescere ed ottenere alti rendimenti. Come ci accorgiamo se stiamo facendo leva sui nostri punti di forza caratteristici? L’individuo in questione sperimenterà una naturale facilità nel portare a compimento un determinato lavoro. Tutto sembrerà così semplice da ritenere quasi scontate un certo tipo di abilità. Pritchett asserisce che si possono ottenere più benefici applicando i propri punti di forza, anziché tentando di superare le proprie debolezze.

11. IMMERGERSI NEL PRESENTE

Quando si viene completamente assorbiti da ciò che si fa, i pensieri negativi scompaiono, perché la mente è assorta nelle mansioni che si stanno svolgendo. Questo stato mentale viene definito da Pritchett “abbandono al flusso“. Da esso si riemerge con un sovraccarico di energie. Ripensando a questi momenti successivamente, ci si sente molto gratificati, euforici e di ottimo umore. Il flusso ha luogo unicamente in tempo reale: quindi è importante fissare la nostra attenzione sul presente, ovvero su quello che bisogna fare in un preciso istante. Il primo passo per abbandonarsi al flusso è concentrarsi su come sono le cose e non su come erano, o come potrebbero essere. Il flusso ha un ottimo impatto sull’emotività perché le persone di solito sono più indulgenti nelle attività che preferiscono. La soluzione migliore sarebbe integrare i propri punti di forza al proprio lavoro, anche se è più probabile avvicinarsi alle proprie mansioni, cercando di tirare fuori il meglio di sé.

12. CAMBIARE IL PROPRIO MODO DI AGIRE PER PENSARE NEL MODO GIUSTO

Negli ultimi decenni gli psicologi hanno dimostrato che il pensiero può letteralmente cambiare anche in età adulta. Qualora si venga travolti da un’ondata di pessimismo, Pritchett suggerisce di porsi tre domande:

  • Come ci si sente?
  • Cosa si pensa?
  • Come ci si comporta?

Questi tre aspetti sono connessi tra di loro al punto che, modificando uno di essi, si può incidere sugli altri due. Pertanto, cambiando il comportamento, si possono rivoluzionare stati d’animo ed atteggiamenti. Pritchett richiama il pensiero di Julia Cameron, la quale osserva come spesso cerchiamo di cambiare il nostro modo di pensare per arrivare a comportarci nel modo giusto, anziché cambiare il nostro modo di agire per arrivare a pensare nel modo giusto. Sebbene entrambi gli approcci possano ritenersi validi, cambiare il modo di agire conduce a risultati più immediati.

Copertina libro l'Ottimismo LogicoL’ottimismo logico“, un libro utile che offre un aiuto immediato per migliorare nel lavoro, e soprattutto per migliorare la qualità della propria vita. Una lettura facile e veloce che riassume in modo misurato ricerca scientifica e pensiero psicologico. Un manuale che racchiude un messaggio importante: cambiando la propria prospettiva della vita, si può cambiare la vita stessa!

 

 

 

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Valentina Pianelli
Direttore Responsabile di professioneformatore.it, Giornalista, Redattore, Autore, esperta di comunicazione e nuovi media, strategie di marketing e social media marketing. Profilo LinkedIn
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