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Come Creare un Ambiente di Lavoro Felice
Oggi vorrei parlare di un argomento che in parte potrebbe sembrare strano e forse desueto, demodè (come direbbero alcuni) “Come creare un Ambiente di Lavoro Felice“.
Di questi tempi parlare di felicità e accostarla al tema del lavoro per alcuni potrebbe sembrare un utopia o addirittura un controenso. Già sento le voci di tanti commenti che dicono “Già è tanto che ce l’hai un lavoro! adesso lo vuoi pure “felice”?
E’ possibile ancora parlare di un “Ambiente di lavoro Felice“? e sopratutto: Come si realizza un ambiente di lavoro felice?
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Riscopri la serenità grazie al silenzio: 5 consigli per abbracciare il “dono universale”
Consumismo, nuove tecnologie, news in tempo reale: il mondo contemporaneo, con i suoi ritmi folli, ti travolge senza che te ne renda conto.
Le email al tuo capo, il traffico cittadino, le telefonate dei tuoi amici bisognosi di attenzione: ogni giorno ti senti sempre più schiacciato.
Se hai l’impressione che la tua vita cominci a calzarti stretta, è giunto il momento di concentrarti esclusivamente su di te: lasciati alle spalle il tuo frenetico stille di vita e riscopri la tua interiorità grazie al silenzio.
Il tuo cervello è continuamente stimolato dagli innumerevoli rumori del mondo che ti circonda, spesso negativamente: un ambiente particolarmente rumoroso è determinante per lo sviluppo dello stress. Questo accade perché i rumori mettono il cervello in un continuo stato di allerta, favorendo così la produzione dell’ormone dello stress. Pertanto, in contesti chiassosi ci sentiamo più agitati ed ansiosi del normale.
L’inquinamento acustico può addirittura causare disturbi fisici quali insonnia e malattie cardiache. Come ha dimostrato uno studio del 2011 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno sono più di 3000 le persone colpite da infarto causato da inquinamento acustico.
Imparare a conoscere il silenzio ti aiuterà a sconfiggere lo stress e a migliorare sensibilmente la qualità della tua vita.
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Bisogni educativi speciali BES, DSA e PDP facciamo un po’ di chiarezza
L’articolo che segue è un articolo di Cinzia Parmi Insegnante e autrice del sito Mammastyle.it
Essere genitore oggi non è certo semplice: fra i salti mortali per riuscire a portare il bambino a scuola e arrivare al lavoro in tempo; i mille corsi pomeridiani e i variegati campus estivi, è difficile star dietro a tutto quello che circonda la crescita di un figlio.
Man mano che le varie realtà si fanno avanti, si prende confidenza con le diverse sfaccettature di ogni situazione: se il bimbo sta male, si scopre che il genitore ha diritto a dei giorni di permesso dal lavoro, se il bambino vuole imparare a nuotare occorre sottoporlo a una visita medica con elettrocardiogramma,… e se il ragazzo presenta particolari problematicità a scuola è un BES.
Prima che le maestre diano questa comunicazione alla famiglia, molti genitori non sanno nemmeno che, dal 2012, anche in Italia c’è una normativa che regolamenta i Bisogni Educativi Speciali, meglio noti come BES.
E la prima e naturale reazione alla scoperta che questa realtà riguarda il proprio figlio è chiedersi quali siano i problemi del bambino, se lui sia diverso dagli altri e – se sì – in che cosa.
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come aumentare la produttività personale
Uno dei problemi che affronta chi fa il libero professionista o chi guadagna a seconda del proprio impegno è gestire la propria produttività.
Lavorare auto gestendosi può essere anche molto difficile. Nessuno ti impone dei ritmi, sei solo e devi governare le tue giornate, stabilendo le priorità e valutando quali task richiedono il maggiore impegno. Inoltre, sono tante le distrazioni per chi per esempio lavora a casa, ci possono essere molteplici elementi che ti inducono a rimandare un certo compito al giorno successivo e così via.
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Ciao