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Il corso più figo al quale ho partecipato? Il Self Value!
Come sai se segui il mio blog molto raramente recensisco corsi di formazione. Non mi va di farlo per non fare pubblicità eccessivamente sfacciata a colleghi o a strutture amiche ma, oggi è completamente diverso. Solitamente mi astengo dal fare recensione, anche per un’altro motivo (del resto in qualità di marketer non mi vergogno della pubblicità) : ho sempre pensato che, se una esperienza d’aula fosse stata valida per me non è detto che poteva esserlo anche per gli altri. Per questo in linea di massima mi astengo dal pubblicare recensioni di corsi. Facendo il formatore ne frequento tanti per apprendere, trovare ispirazioni, idee, e fare pubbliche relazioni. Ma come ti dicevo stavolta è diverso! (altro…)
5 strategie per vendere le tue idee di successo
Una domanda frequente che spesso mi viene rivolta spesso nei miei corsi di comunicazione da tante persone anche di estrazione differente è : “come riuscire a “vendere” nel modo migliore una propria idea”.
DIetro questa domanda però si celano spesso 2 convinzioni. La prima è che l’unica competenza che ci manca per avere successo nella vita sia la capacità di vendere agli altri le nostre idee, quasi come se dovessimo convincere chi ci circonda ad adottare i nostri punti di vista. E l’altra è che per Vendere le proprie Idee ci sia un processo standard e definibile da utilizzare all’occorrenza in ogni circostanza.
E devo dirti che sarebbe davvero bello se fosse realmente così. Sarebbe davvero bello se si potesse avere una formula standard che funzioni sempre, ma la realtà non è così! Il successo dipende dalla vostra situazione specifica. e in questa occasione come in tutte le altre dove sono implicati rapporti umani non esiste un “Libretto delle istruzioni”.
Ci sono, tuttavia, una serie di strategie comuni che si possono adottare. La vostra migliore tattica di azione è quella di essere capaci di utilizzare una varietà di approcci per, chiarire al massimo il messaggio, essere più efficaci nella comunicazione e così rendere le vostre idee più appetibili., rispetto ad altre.
Del resto viene da se che chi riesce a comunicare meglio ha più opportunità di successo di chi comunica a fatica.
Queste strategie elencate di seguito potrebbero essere un buon inizio da cui poter partire.
1.Raffigurate la vostra idea.
Sulla base di tutto ciò che vi serve, fate un quadro iniziale di ciò che state cercando di voler realizzare; ad esempio con una storyboard, un video.. Cercate di rendere più chiaro possibile la realizzazione del piano e gli obiettivi da raggiungere. Usare supporti visivi alla vostra comunicazione dovrebbe essere una abitudine costante del vostro modo di comunicare. Se pensi che nel processo comunicativo un messaggio viene percepito per oltre il 55% del suo contenuto grazie al canale visivo, capisci anche che è indispensabile che tu ti aiuti con un qualcosa di grafico. Altrimenti rischi di perdere oltre la metà della tua efficacia potenziale. Non è necessario preparare slide ogni volta che devi fare una riunione. Quando illustri una tua idea, ti basta un mazzetto di fogli A4 e una penna per fare dei disegni. sviluppa questa abitudine e vedrai che la tua capacità di influenza crescerà notevolmente.
2.Create una chiara tabella di marcia di attuazione.
Se non ci sono passi evidenti da dover compiere su come realizzare la vostra idea, allora questa difficilmente prenderà il volo. Molte persone hanno bisogno per prendere una decisione di conoscere letteralmente il processo che posta al risultato sperato. In tanti hanno bisogno di spiegazioni step by step, di ciò che state proponendo e di quello che intendete fare.
Delineate con precisione il “come arrivare dalla situazione attuale al punto a”, in modo che anche gli altri abbiano sufficienti elementi per decidere se valga la pena effettuare gli investimenti necessari per portare a compimento la vostra idea.
3. Parlane già con qualcuno.
Piuttosto che aspettare il grande incontro in cui presentare la vostra idea e vedere le cose come vanno, vai attivamente alla ricerca di un qualcuno che possa aiutarti nell’impresa. Parlate a coloro che vi interessano dell’idea in anticipo, sollecitateli a condividerla e a supportarla. Inoltre, cerca qualche amico e parlane con lui, verifica quanto la tua presentazione è convincente e fatti consigliare. Chiedi come la tua idea può raggiungere e soddisfare i bisogni di chi deve decidere.
4. Farsi trovare pronti al momento giusto.
Alcune idee sono in anticipo sui tempi. E questo non accade solo ai guru delle aziende ICT ma un po a tutti noi. Quando mi sono iscritto all’università era da poco caduto il muro di berlino e decisi di studiare il Russo, perchè ero convinto che a breve si sarebbero sviluppati dei commerci incredibili con quei territori. Ma mio malgrado ci sono voluti più di 10 anni prima che si realizzasse questa previsione e io persi la motivazione velocemente. Come vedi a tutti può capitare di essere in anticipo con i tempi ma, nonostante ciò, vai avanti e apporta continui miglioramenti alla tua idea. Non fare come ho fatto io con il Russo ma, mettiti da parte e aspetta. Impara a restate con le orecchie aperte sulle dinamiche di mercato così che quando arriverà il momento giusto potrai finalmente lanciare la tua idea e raccogliere il successo che meriti.
5.Scegliete un venditore diverso.
Se pensi proprio di non avere quelle capacità persuasive da non riuscire a vendere la tua idea come merita, trova qualcuno che lo faccia per te! Meglio mettere in piazza l’idea, anche se da qualcun altro, che non portarla mai alla luce del sole.
Risorse
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La via della prosperità – Recensione
“La via della prosperità”: i consigli di un grande motivatore per ottenere ricchezza e pace mentale
Quante volte avrai sentito dire che “i soldi non fanno la felicità”? Eppure spesso avrai pensato che, se solo fossi più ricco, potresti risolvere quel paio di cose che ti impediscono di essere pienamente tranquillo e felice, non è vero?
Nel suo audiolibro “La via della prosperità” del 1905, l’inglese James Allen ci suggerisce di distinguere la ricchezza dalla prosperità.
Acquistare titoli azionari, obbligazioni, immobili, possedere una società che produce molti utili sono tutte manifestazioni chiare e tangibili di ricchezza, ma non dicono nulla su come sono state guadagnate, a che prezzo, né da chi le ha guadagnate, sulla qualità della sua vita.
La ricchezza è oggettiva, mentre la prosperità è soggettiva e dipende da quanto tu sei stato capace di migliorare te stesso. Tutti possono diventare ricchi, con impegno, perseveranza e fortuna, ma chi è davvero prospero, oltre ai soldi e ai beni materiali, ha conquistato anche la pace mentale.
James Allen è considerato uno dei più grandi motivatori di tutti i tempi, per l’enfasi che per primo ha dato sul potere della mente nel condizionare le nostre azioni. Eppure la sua vita non fu affatto facile: dopo aver perso il padre, a quindici anni fu costretto a lasciare la scuola e a lavorare in fabbrica poi come modesto reporter nell’Inghilterra di fine Ottocento. Nel 1902, raggiunse l’illuminazione e decise di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, ritirandosi in un paesino di campagna nel sud dell’Inghilterra: fu l’intuizione giusta e Allen raggiunse un clamoroso successo e la prosperità. Ecco perché ho deciso di parlarvi proprio della sua visione così ben descritta ne “La via della prosperità”.
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Come trasformare la negatività in creatività
Sappiamo da molta letteratura e anche dalle nostre esperienze di vita che è bene evitare gli stati d’animo negativi, per esempio la malinconia, la tristezza, il senso di inadeguatezza e la rabbia.
Siamo abituati a temere e ad allontanare questo tipo di emozioni e dopotutto questo è un buon consiglio. Nessuno si augura di permanere in questo tipo di stati d’animo, perché spiacevoli e capaci di tenerci lontani dalle gioie piccole e grandi della vita. Quello che però voglio dirti, in questa occasione, è che ci sono delle ragioni scientifiche che inducono a riconsiderare le possibilità creative di tali emozioni.
In pratica, queste dinamiche negative del nostro essere possono stimolare alcune aree del cervello che hanno a che fare con la creatività, il problem solving e l’attenzione prolungata verso la soluzione di un problema. Insomma queste emozioni, insieme ai nostri talenti, possono far scattare soluzioni creative che risolvono lo stato negativo.
Chi è sempre in ottima forma emotiva tende ad un flusso più libero dei pensieri mentre chi è alle prese con frustrazioni di vario tipo è probabile che concentri le sue energie per superarle.
Gli studi di vari psicologi americani dimostrano che anche gli umori positivi ottengono risultati nell’ambito del problem solving ma che i risultati degli umori negativi siano capaci di andare maggiormente in profondità. Più precisamente gli stati positivi ed energici producono un pensiero largo ma poco profondo mentre quelli negativi producono visioni più ristrette ma anche più profonde.
Gli studiosi affermano che è probabile che il cattivo umore sia maggiormente collegato all’introspezione e quindi di conseguenza alla creatività.
Nessuno vuole suggeriti con questi studi che è meglio essere depressi o arrabbiati. Il punto è che in queste occasioni bisognerebbe evitare di essere passivi e scegliere un’attività che stimoli la creazione di idee, per esempio la scrittura, il lavoro di approfondimento e anche l’esercizio.
E’ questa allora la chiave del successo, non lasciare che rabbia, tristezza e frustrazione ci inghiottano in un vortice di passività e di autocommiserazione. Andare invece esattamente nella direzione opposta quella dell’auto espressione e della creatività: trovare soluzioni profonde partendo proprio dal punto in cui si è. Per esempio, cominciare mettendo per iscritto lo stato motivo nel quale si è immersi, descrivere l’angoscia e poi viaggiare verso la ricerca di soluzioni e possibili strade da seguire.
Proviamo adesso a fare una lista dei passaggi necessari a uscire dai momenti di crisi.
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