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Come Vincere la Paura di Parlare in Pubblico
Quello che segue è un guest post di Luigi Miano Life & Communication Coach.
La paura di parlare in pubblico è ufficialmente un problema sociale che crea un impatto a rilevanza anche economica. Questa paura può bloccare le carriere di persone con grande potenzialità, può stroncare la vita professionale di migliaia di professionisti.
Questo tipo di paura può addirittura sfociare in una fobia (fobia sociale) e paralizzare la vita relazionale.
Puoi pensare a quali siano le conseguenze di questa paura nella tua vita.
Ti senti limitato, impedito nel poter affermare le tue idee, i tuoi progetti?
PERCHE’ E’ COSI’ DIFFUSA?
Una domanda che mi sono posto durante la creazione dei miei corsi e laboratori (sulla tematica del vincere la paura di parlare in pubblico) è stata con grande umiltà: perché? Perché la paura di parlare in pubblico è così diffusa? Perché è ai primi posti? Eppure ci sono cose molto più terrificanti..
Mi sono dato alcune risposte più che altro in base al buon senso e poi in base alle conoscenze.
Di fronte ai tanti eventi stressanti che ci sono nella nostra esistenza credo che essere esposti di fronte ad un pubblico (che riteniamo giudicante) sia la più stressante.
Davanti ad un pubblico noi siamo “nudi” metaforicamente parlando. Siamo soltanto noi, le nostre abilità e conoscenze.
Se ci pensi è forse l’unica occasione in cui stiamo veramente portando noi stessi e non si può bluffare per quanto bravi si possa essere.
Questa nudità ci espone completamente alle nostre debolezze, alla nostra fragilità e critica interiore. Cominciano a scricchiolare le sicurezze precarie. Credo che questo sia uno dei motivi principali per cui parlare in pubblico è una attività così temuta.
Inoltre noi siamo i peggiori giudici di noi stessi e molte volte senza un motivo fondato. Gli altri ci giudicano con maggior clemenza di quanto ci giudichiamo noi.
Voglio ora suggerirti alcune soluzioni pratiche, tre soluzioni per affrontare e risolvere radicalmente:
SOLUZIONE N° 1
Voglio partire dai suggerimenti di colui che a mio parere è stato e continua ad essere il più grande esperto di Public Speaking: Dale Carnagie.
Egli suggerisce due indicazioni pratiche:
1) Parlare in pubblico è essenzialmente pratica. Puoi leggere tutti i libri che vuoi ma se non ti alleni non varrà a nulla! Non si può imparare a parlare in pubblico e vincere la paura se no si parla in pubblico.
2) Approfitta di ogni situazione per parlare in pubblico. Può essere qualsiasi evento anche il più banale che ci espone dinanzi al pubblico. Riunioni di associazioni, di condominio, di lavoro, matrimoni, brindisi etc. APPROFITTA!
Rompere il ghiaccio, sapere di poterlo fare ti darà già di per sé una carica ed una motivazione elevata. Il tuo livello di autostima crescerà.
SOLUZIONE N° 2
Altra accortezza è arrivare all’evento preparati sia fisicamente che mentalmente.
Come?
Per quanto riguarda l’aspetto fisico: conduciamo una vita sana. Le regole sono quelle che ben conosciamo tutti. Facciamo sport e curiamo la respirazione (ottimo lo yoga). Mangiamo bene, dormiamo a sufficienza.
Per quanto riguarda l’aspetto mentale facciamo molta attenzione a quello che ci diciamo i giorni prima dell’evento. Quali sono i nostri pensieri, dialoghi interni, domande? Attenzione, consapevolezza e gestione. E’ molto importante inoltre l’uso appropriato della immaginazione creativa. Creiamo un film dell’evento a nostro vantaggio. Visualizziamo l’esito con accortezza e che sia un successo. Viviamolo come se fosse un evento reale.
SOLUZIONE N° 3
Considera che fisiologia ed aspetti mentali sono strettamente correlati e ciascuno è in grado di influenzare l’altro.
Ti faccio fare un banale esercizio che può confermare questa teoria:
prova ad assumere l’atteggiamento classico della persona depressa. Sguardo basso, spalle cadenti, gambe che si piegano, respiro lento ed alto etc. Prova in questa fisiologia ad avere pensieri estremamente positivi, entusiasti. Potrai constatare che non è così semplice.
Al contrario qualora tu assumessi un atteggiamento tipico dell’entusiasta:
sguardo alto, spalle alte, petto in fuori, respirazione bassa addominale. A questo punto si che i tuoi pensieri sarebbero facilmente positivi.
Ti auguro un buon lavoro su te stesso/a
Luigi Miano
26-27 novembre a Roma Vinci la paura di parlare in pubblico
Info www.corsiset.it corsiset@gmail.com
Luigi Miano
Life & Communication Coach
Trainer in corsi di Public Speaking
www.coachingonetoneroma.it
ciao caro!
scusa, ma la caffettiera non è in piazza dei martiri???
vorrei venire, ma il giorno dopo ho un corso a roma e debbo vedere se devo partire il giorno prima o no.
se posso, vengo volentieri, se fai anche un corso sulla lettura veloce, tienimi aggiornato
🙂
ciao carissimo!
🙂
1abbraccio
Josè
Ottimo Josè
La caffetteria è vero è a piazza de martiri. Ma il proprietari hanno in gestione anche un locale (molto bello devo dire) a via filangieri al primo piano. E’ un locale utilizzato per gli eventi di formazione, meeting e convegni. Vedi di fare un salto che in fondo non siamo troppo lontani da casa tua. Ciao
quali sono gli studi scientifici che dimostrano questo? Ad esempio se io rallento la lettura capisco di più e più in profondità, posso aumentare la velocità nelle parti di testo che conosco già e quindi lì va bene il colpo d'occhio, ma per parti nuove e complesse mi sembra più produttivo rallentare.
ciao Stefania e grazie per il tuo interesse! Se mastichi l’inglese posso consigliarti qualche articolo che parla di questo. In particolare ti segnalo: Extensive Reading: Speed and Comprehension” (Bell 2001). Bell è comunque uno solo dei tanti che hanno evidenziato la correlazione tra lettura lenta e scarsa comprensione, già verso la fine dell'800 un francese, un tale Javal, giunse a conclusioni analoghe. Comunque poi verso la fine del post ti segnalerò un paio di articoli di bibliografia. In un metodo di studio organico, la lettura veloce ci consente di fare una panoramica generale e di cogliere i nessi tra le varie parti del testo, successivamente utilizzando lo strumento delle mappe mentali si riesce a ridurre la complessità e a memorizzare a lungo termine.
Se hai altre domande chiedi pure.
Un saluto e a presto!
PS: di seguito la bibliografia di cui ti parlavo:
– Richard, W (1982). Improving Reading Speed in Readers of English as a Second Language. JALT Journal, 4,
– Bell, T (2001). Extensive Reading: Speed and Comprehension.The Reading Matrix, Vol 1, No 1, April 2001.
Floriana Pagliano
Psicologa
http://www.florianapagliano.it
info@florianapagliano.it
è vero il carattere lo costruiamo negl’anni ma l’imprinting è genetico,pertanto ognuno di noi ha un data base gia scritto che si modifica nel tempo nel bene o nel male(parere soggettivo).