ambiente di lavoro felice

 

Oggi vorrei parlare di un argomento che in parte potrebbe sembrare strano e forse desueto, demodè (come direbbero alcuni) “Come creare un Ambiente di Lavoro Felice“.

Di questi tempi parlare di felicità e accostarla al tema del lavoro per alcuni potrebbe sembrare un utopia o addirittura un controenso. Già sento le voci di tanti commenti che dicono “Già è tanto che ce l’hai un lavoro! adesso lo vuoi pure “felice”?

E’ possibile ancora parlare di un “Ambiente di lavoro Felice? e sopratutto: Come si realizza un ambiente di lavoro felice?

I ricercatori americani dicono che è semplice, la risposta sta nel processo di comprensione della cultura aziendale. Non bastano campi di calcio e aree relax quanto invece possibilità di orari flessibili, di norme sulla sicurezza rispettate, ecc.

Tutti gli esperti americani sono d’accordo sul fatto che per avere un Ambiente di lavoro felice devono essere rispettati alcuni principi fondamentali. Eccone una lista:

  • fare le scelte giuste in fase di assunzione,
  • comunicare le finalità della azienda,
  • coltivare rapporti civili,
  • incoraggiare l’innovazione,
  • scoprire cosa è importante per ciascuna persona,
  • condividere oneri e onori,
  • guardare le persone negli occhi.

Non sempre la felicità nell’ambiente di lavoro è un obiettivo operativo per le aziende, nonostante sia documentato che maggiore soddisfazione produce migliore produttività.

Per esempio, uno dei fattori chiave è prestare attenzione a cosa è importante per i dipendenti. La prova è che negli Stati Uniti la principale causa che spiega l’abbandono del lavoro è il sentirsi incompresi, non apprezzati.La differenza con le aziende in cui invece c’è un palese apprezzamento del lavoro dei dipendenti consiste in un risultato completamente diverso.

L’ottimismo e la felicità sono ormai, in tantissimi studi, confermati come fattori di successo e non è come si pensa il contrario. Quando il cervello è orientato alla positività si è più produttivi di circa il 30%, si sentono i sintomi della fatica in modo minore ed è più probabile ottenere una promozione. Dunque una carica di positività è il maggiore vantaggio competitivo che si possa avere nella propria carriera professionale. La questione è riuscire a mettere in pratica, per aziende grandi e piccole, quelle strategie che valorizzino la positività.

Nella letteratura che riguarda la psicologia del lavoro sono note storie aziendali in cui in un momento di crisi aziende hanno investito sul loro personale invece di tagliare, per esempio valorizzando la sicurezza sul lavoro e ottenendo così un rasserenamento della forza lavoro e un aumento dei profitti nel giro di un anno.

Altri esempi di miglioramento dei guadagni aziendali riguardano l’applicazione di misure di flessibilità di luogo e tempo per i lavoratori.

Le piccole imprese, in genere, pensano di non poter dare nulla ai loro dipendenti, perché non hanno soldi per asili nido o cose del genere. In questa maniera, queste aziende trascurano una risorsa chiave che invece hanno a disposizione, l’attenzione verso i propri dipendenti.

La maggior parte dei dipendenti si sente infatti invisibile agli occhi del datore di lavoro, fino a quando non compie qualcosa di negativo per l’azienda, ottenendo un calo dell’autostima ancora maggiore.

Sono tantissimi i lavoratori che affermano che i loro superiori sono il più grande fattore di stress. E’ un elemento abbastanza banale ma una delle gestioni più critiche del business è il rapporto con le persone. Questo elemento è capace di ridurre assenteismo, aumentare produttività e prestazioni.

Le relazioni sul posto di lavoro sono un fattore che incide enormemente sul grado di coinvolgimento dei lavoratori con le loro attività. Sono le imprese più piccole a mostrare un ambiente di lavoro maggiormente affiatato e un coinvolgimento dei lavoratori maggiore.

Il livello di retribuzione è sicuramente un fattore capace di incidere sulla felicità dei lavoratori ma non va dimenticato che i lavoratori hanno bisogno di un impegno creativo che fortifichi la loro partecipazione. Così anche il rapporto faccia a faccia tra lavoratori evita incomprensioni e fraintendimenti. Infine, un clima di rispetto reciproco deve permeare tutta l’organizzazione.

Il segreto è trattare i propri dipendenti come si tratta un cliente, un amico o un proprio familiare.

Molti manager dimenticano di chiedere ai loro lavoratori cosa vorrebbero per migliorare il luogo di lavoro. Questo accade anche nel caso in cui l’azienda premia i suoi dipendenti, si concedono benefici cioè che non sono realmente appetibili per i lavoratori.

Il cambiamento organizzativo passa per un cambiamento culturale che permetta ai manager di vedere i loro dipendenti come alleati e non servi. Con degli alleati hai un livello molto alto di condivisione e questo permette ai dipendenti di capire meglio come stanno andando le cose in azienda e intervenire di conseguenza.

Un buon Imprenditore tiene in conto anche le differenze generazionali che in genere incidono sul modo di concepire il lavoro e gli obiettivi professionali.

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Autore: Luciano Cassese

Luciano Cassese CEO Fosforo24 Fondatore ed editore di Professioneformatore.it Trainer, Speaker, Self Marketing Coach, Imprenditore On Line Appassionato Marketing, Sviluppo Personale, Meditazione https://www.lucianocassese.it