da tutti noi Buon 2016
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Gestione del tempo: 5 Modi per aumentare la propria produttività
La gestione del tempo è uno degli argomenti più gettonati su tutti i blog che parlano di formazione sviluppo personale. Il tempo è in effetti la risorsa più importante che abbiamo a disposizione per poter raggiungere i nostri obiettivi. Il tempo è anche la risorsa più democratica che esista. A qualunque ceto si possa appartenere, in qualunque famiglia si sia nati, il questa è l’unica risorsa che ci accomuna tutti. Indipendentemente da quanto siamo ricchi, belli, alti e fortunati le nostre giornate saranno sempre di 24 ore, le nostre settimane saranno sempre di 7 giorni, i nostri mesi sempre di 30 giorni. Essere efficaci nella Gestione del Tempo è una delle competenze più importanti sopratutto in questi anni di competizione globale e di riassestamento dei mercati. La nostra “capacità di gestione del tempo” è anche la misura della nostra produttività. La capacità produttiva di ciascuno di noi (a parità di fattori – tecnologia, know how, conoscenza, posizione di mercato etc.) è condizionata dal tempo che abbiamo a disposizione . Oggi la realtà che stiamo vivendo ci impone una maggiore attenzione verso il tema della produttività individuale. A tutti noi ci viene chiesto, anno dopo anno, di produrre di più con meno risorse. Dobbiamo imparare a fare sempre di più! Tuttavia non sempre disponiamo di tutto il tempo vorremmo avere, per portare avanti tutti i nostri progetti. La buona notizia che vorrei darti oggi è che per avere di più tempo a disposizione da dedicare a tutti nostri obiettivi non c’è bisogno di implementare complicati sistemi di organizzazione del lavoro o leggere voluminosi manuali di gestione del tempo. È possibile trovare tempo extra durante le nostre giornate semplicemente riorganizzando il modo in cui approcciamo i compiti che rientrano sotto la nostra responsabilità. Per farlo ho preparato una lista di 5 utili consigli relativi alle differenti aree della propria vita lavorativa. Dai un’occhiata a ciascuna delle seguenti aree e verifica se e dove è possibile apportare miglioramenti che ti permetteranno di dedicare più tempo alle cose sulle quali hai realmente bisogno di focalizzare la tua attenzione. 1. Comunicazione Efficace Forse non lo sai ma la comunicazione efficace ha molto in comune con la gestione del tempo!Una delle abilità più importanti in ogni attività professionale è, infatti, la comunicazione efficace. Ti sembrerà forse banale ma, i problemi di comunicazione e le incomprensioni sono tra le principali cause di dispersione di risorse. Quando comunichi con il personale, i fornitori e con i tuoi clienti, assicurati che tutte le istruzioni e le informazioni che intendi trasferire siano comprese esattamente nel modo in cui vuoi. Una delle cose che solitamente insegno nei miei corsi di comunicazione è il VALORE della ridondanza. Il semplice fatto di ripetere la stessa richiesta con parole diverse, alla fine di una conversazione, può fare una grande differenza e diminuire notevolmente la distanza (il gap) tra il risultato che tu desideri e quello che il tuo staff crede tu volessi. Quando si tratta di comunicazione, la CHIAREZZA dovrebbe essere sempre l’obiettivo numero uno. Potresti anche avere un Master in management, ma la persona con cui stai comunicando magari non ce l’ha. Usa un linguaggio semplice e vedrai che aumenterai notevolmente le probabilità che il tuo messaggio sia pienamente recepito. Solo parlando in modo chiaro, conciso e verificando che la persona con cui stai comunicando abbia davvero capito quello che hai detto, può farti risparmiare tempo prezioso ottenendo subito ciò che stai cercando. 2. Pianificazione La capacità di pianificare le proprie attività, oltre ad essere fondamentale per una efficace “gestione del tempo“, è una di quelle competenze che possono fare davvero la differenza tra chi ha successo nella vita e chi non ce l’ha. Questa è necessaria sia per i compiti di routine che per i grandi progetti. Tieni sempre un Planning annuale sulla scrivania in cui registrerai i progetti che si ripetono a scadenze fisse (annuale/mensile, etc.), in modo che potrai vedere a colpo d’occhio quando c’è bisogno di iniziare a raccogliere informazioni su di essi e dare impulso alle attività. Nel caso dei progetti di grandi dimensioni, pianifica il tutto dall’inizio. Un grande autore motivazionale Steven Covey nel suo i 7 pilastri del successo ripete spesso il concetto “Comincia pensando dalla fine”, sottintendendo l’importanza di una pianificazione dettagliata prima di avviare ogni singolo progetto. Scomponi gli obiettivi in piccoli passi e stabilisci una data entro la quale ogni passo dovrebbe essere completato. Delega qualunque compito che può essere svolto da qualcun altro, a costi ragionevoli ma, tieni sempre sotto stretto controllo, con il tuo planning, chi fa cosa e entro quando deve essere portata a termine. Una volta pianificato il tutto, sarai molto meno propenso a rimandare fino all’ultimo minuto. 3. Stabilisci le giuste PRIORITA’ Se ti accorgi di saltare da un’attività ad un’altra, e se ogni giorno hai la brutta sensazione di non aver concluso niente o devi sempre correre per finire entro le scadenze, forse questo è un segnale d’allarme che potrebbe voler dire che nella tua vita è necessario riorganizzare il modo in cui ti approcci alla pianificazione delle attività e forse dovresti cominciare a lavorare su una valida strategia per fissare le tue priorità. Stabilire le proprie priorità è il primo passo per un’efficace gestione del tempo. Ogni mattina scorri le tue e-mail e assegna le opportune priorità ai relativi contenuti. Una volta che sai cosa deve essere fatto, quanto è urgente, e quanto tempo è probabile che ci voglia per completarlo, aggiungi le attività in ordine di importanza al tuo programma per la giornata lavorativa. Uno degli elementi di maggiore distrazione e causa di mancanza di concentrazione è proprio la posta elettronica. Se da un lato l’eMail ha migliorato notevolmente la sfera delle opportunità di comunicazione, dall’altro ci ha resi sempre disponibili alle richieste di tutti. Impara a consultare la tua posta elettronica solo periodicamente (due o al massimo 3 volte al giorno è sufficiente). Quando arrivano le e-mail, dai la priorità a tutti gli elementi che hanno bisogno di attenzione e poi aggiungi questi al tuo programma di lavoro. Lascia tutte le altre (newsletter, deal di Groupon, offerte promozionali e quant’altro) per un secondo momento . Le leggerai quando avrai portato a termine i compiti più urgenti! Alla fine di ogni mese dai un’occhiata ai progetti in programma per il mese successivo e rifletti in anticipo su quando potresti iniziare a lavorare su questi, in modo che potrai cominciare il mese sapendo già cosa deve essere fatto. 4. Vincere la Procrastinazione Per molte persone questo è il più grande ladro di tempo con il quale si trova a convivere. La procrastinazione è un po’ come l’edera che nei boschi si arrampica sugli alberi e pian piano ne sottrae energia vitale! Rimandare è uno dei modi migliori per trovarsi ingolfati sotto scadenza. Se anche a te capita di vivere periodi che ti sembrano eccessivamente pieni di impegni, anche tu sei uno dei tanti che soffre di procrastinazione. La cosa più importante che dovresti fare, sarebbe riconoscere che anche tu sei affetto da questa forma di virus. Subito dopo identifica le attività che tendi a rimandare il più a lungo possibile. Una volta che sai quali sono le cose rimandi di più, cerca di comprendere il motivo per il quale continui a rimandarle e non vuoi farle subito. Forse sono troppo grandi per te, forse sono troppo noiose, o semplicemente ti sembrano uno spreco di tempo. Dopo aver individuato il ragionamento che sta dietro ai tuoi problemi di procrastinazione, potrai trovare facilmente una soluzione, come ad esempio la suddivisione, delle attività troppo impegnative e dei progetti di grandi dimensioni in parti più piccole, la pianificazione dei compiti noiosi in momenti della giornata dedicati esclusivamente a loro, e la delega di qualsiasi compito eccessivamente di routine da sembrare uno spreco di tempo. Elimina la procrastinazione dalla tua giornata di lavoro e vedrai che riuscirai a realizzare molto di più ogni giorno. 5. Saper DELEGARE gli incarichi In questi ultimi anni ho scoperto sulla mia stessa pelle che la delega è la vera e propria arma segreta (ninja) per un’efficace “gestione del tempo” e per un progressivo “aumento della prosperità personale“. Se disponi di uno staff che lavora per aiutarti, delega alcune delle tue attività di routine che possono essere svolte facilmente da qualcun altro. Se non disponi di uno staff inizia a valutare quali attività possono essere gestite in outsourcing, ricorrendo ad altri professionisti o fornitori di fiducia. Ricordati di comunicare le istruzioni in modo chiaro e assicurati che siano sempre pienamente comprese prima di lasciare il compito sotto la responsabilità dei tuoi impiegati e dei tuoi fornitori. Una volta che hai delegato qualcosa, ti basta fare solo un rapido esame per assicurarti che il tutto sia fatto correttamente e puntualmente. Ridistribuisci alcuni incarichi tra i membri del team e avrai più tempo libero per svolgere il tuo lavoro. In questo modo ti concentrerai sempre di più su attività a più alta specializzazione e valore aggiunto. Il sesto e il settimo consiglio sulla “gestione del tempo”, aggiungili tu! Pensi che questa lista di suggerimenti sulla “Gestione del tempo“possa essere utile a te e agli altri lettori di Porfessioneformatore.it? In tutta sincerità quale consiglio ti sentiresti di aggiungere a questa lista ? Sentiti libero di aggiungere un tuo consigli inviando un commento a questo Post qui sotto ! Risorse per migliorare la tua “Gestione del Tempo” Vuoi approfondire il tema della gestione del tempo ? Vuoi diventare un vero esperto di questa materia ed essere un grande manager di te stesso ? 20 consigli di time management (gestione del tempo) Puoi cominciare a sviluppare questa competenza ora gratuitamente scaricando il report 20 consigli di time management da questo indirizzo https://www.professioneformatore.it/time-management/ Questa risorsa è gratuita e messa a disposizione di tutta la comunità degli iscritti a professioneformatore.it Zen To Done Vuoi migliorare del 100% le tue competenze in termini di gestione del tempo ? Posso suggerirti di acquistare il capolavoro di Leo Babauta “Zen To done” tradotto in italiano da Leonardo di Paola e Viviana Taccione , Costa solo 9,70 ma il suo valore è ben più elevato.
3 Aree nelle quali dovresti investire con la crisi
I need a dollar, dollar is what i need, and if I share with you my story would you share you dollar with me Sono queste le parole del recente successo di Aloe Black ” I Need a Dollar“, una canzone dal sond veramente esagerato, accompagnato da una voce soul in stile Motown anni ’70. Appena ascoltata, la prima volta, sono rimasto immediatamente colpito. La black music mi è sempre piaciuta tanto e, in particolare, la motown ’70 ’80. Di sicuro l’avrai ascoltata anche tu I need a dollar ! Le radio la danno in continuazione. Ma indovina un po di cosa parla questa canzone? Parla di un tipo che perde il lavoro, e finisce per fare il barbone. Questa canzone parla di CRISI o meglio della CRISI. Se non te ne sei accorto c’è la crisi ! Anche la soul music ce lo dice ! E sembra che il nostro paese, l’Italia stia facendo davvero tanta fatica a venirne fuori, nonostante la ripartenza dell’economia americana, i trend di crescita positivi delle economie nord-europee, le rassicurazioni delle istituzioni finanziarie internazionali, e del governo. Per di più, i media riportano solo cattive notizie e rappresentano un malcontento crescente generale nel paese, dimostrato anche dalle recenti manifestazioni dei lavoratori e dei cosiddetti giovani precari. In questo contesto, fatto di difficoltà oggettive ed informazione costantemente negativa, è facile per tanti, perdere la speranza, abbandonarsi al vittimismo e al fatalismo. Ma è arrivato il momento di dire : “Basta!”. E’ arrivato il tempo di guardare in faccia alla realtà e provare a fare le scelte giuste per attraversare questi tempi da protagonisti e non più da vittime. Capire la crisi Come ho scritto anche da altre parti, la crisi viene da lontano, non certo da quest’ultima bolla speculativa dei mutui americani. Certo la crisi dei mutui americani ha dato una notevole spallata alla nostra fragile economia nazionale ma, c’è da dire che tutto il modello di sviluppo economico italiano, incentrato sul ruolo trainante dell’Operatore Pubblico è entrato in crisi ben più di 15 anni fa. In questi tempi possiamo dire che stiamo vivendo un vero e proprio periodo di transizione. Le riforme strutturali degli anni 90 (l’apertura dei mercati internazionali che ha esposto le aziende nazionali alla globalizzazione e alla conseguente concorrenza di gruppi industriali stranieri a maggiore capitalizzazione, le riforme giuslavoristiche che hanno introdotto anche in Italia la flessibilità, le privatizzazioni delle aziende pubbliche e la liberalizzazione dei mercati calmierati e monopolistici), e le recenti crisi finanziare stanno rendendo il mercato del lavoro un posto davvero molto competitivo. Oggi è davvero difficile scegliere un’area di attività, o un business nel quale investire. Se fino a ieri una laurea in ingegneria garantiva una luminosa carriera in una grande azienda e una laurea in giurisprudenza consentiva l’accesso alle migliori professioni liberali e a livelli di reddito di eccellenza, oggi tutto questo non è più vero, anzi semmai è vero proprio il contrario. L’unica cosa certa sembra essere il cambiamento! Oggi non c’è nulla che garantisca un posto fisso! E nulla garantisce nemmeno una carriera! Evitando di approfondire in questo articolo tutti gli aspetti che caratterizzano la crisi economica e il cambiamento epocale che la nostra economia sta vivendo, c’è da dire che, per tutti i lavoratori esclusi i dipendenti del pubblico impiego, esiste realmente a tutt’oggi la possibilità di rimanere di rimanere senza lavoro, anche in nel breve periodo. Anche se quello che dico, a molti potrà sembrare un presagio di sventura da esorcizzare con qualche esotico spergiuro, oggi non c’è realtà aziendale capace di garantire una carriera professionale nel lungo periodo a chiunque. I tempi che viviamo sono tempi di cambiamento e incertezza. Quindi, a mio giudizio c’è solo un a cosa da fare : prendere atto del fatto che solo il cambiamento è l’unica certezza, e almeno per quanto possibile, iniziare a proteggersi contro una eventuale tragedia futura. In questo articolo ho individuato 3 aree nelle quali sarebbe opportuno, per ognuno di noi, investire in questo tempo di incertezza, per abbattere il rischio di rimanere senza lavoro e senza prospettive. 1. Acquisire una educazione finanziaria A scuola e all’università non ci viene insegnato come gestire il danaro, così dobbiamo imparare a farlo da soli. Provando, riprovando e alle volte anche sbagliando. Di sicuro chi ha frequentato la ragioneria o la facoltà di economia e commercio avrà appreso alcune basi in materia competenza finanziaria, come la nozione di bilancio, di conto corrente, libretto degli assegni, cambiali e operazioni di credito al consumo ma, comunque sia, nessuno di noi è stato preparato ad affrontare il gioco del denaro, ne tanto meno ad affrontare una crisi di liquidità e solo pochissime persone hanno una conoscenza pratica della gestione dei “flussi di cassa.” Capiamoci, dal mio punto di vista, avere una educazione finanziaria non significa avere conoscenza nozionistica delle operazioni e dei mezzi di pagamento e delle principali operazioni sui mercati . Quando parlo di educazione finanziaria intendo riferirmi ad una competenza a carattere gestionale in materia di “danaro”. Quando parlo di competenza gestionale intendo che bisogna saper utilizzare il danaro in modo tale che questa risorsa frutti qualcosa. Quando parlo di competenza in materia finanziaria, in altre parole, intendo che bisogna sapere come fare a far lavorare il danaro per noi al nostro posto. Non intendo certo sapere come fare a spenderlo. Recentemente ho cominciato a leggere il nuovo libro di Robert Kiyosaki , la “Cospirazione dei ricchi.” Il volume traccia il quadro che Robert Kiyosaki ha dell’economia globale ed esplora il motivo per cui la gente stia attraversando questi tempi turbolenti. L’autore offre le sue soluzioni ai problemi finanziari e spiega cosa abbia portato al caos economico di oggi e come superarlo. La cosa più interessante di tutto il volume è che l’autore dimostra che quello che può sembrare il peggiore dei momenti che l’economia globale stia attraversando, sia in realtà un’opportunità senza precedenti. Lo ripeto per kiyosaki stiamo incontrando un’opportunità senza precedenti. Per Robert, (che ha anche scritto anche il bestseller “Padre Ricco Padre Povero” del quale ti consiglio vivamente la lettura) capire la nostra storia economica, così come sviluppare la capacità di saper leggere le nuove tendenze (prima fra tutti il fenomeno internet), saranno di grandissimo beneficio a tutti noi durante questo periodo di tempo ricco di incertezze. C’è da aggiungere inoltre che, sono realmente poche le persone che hanno una reale competenza nella gestione del danaro. Pertanto raccomando non solo a tutti la lettura di questo libro ma, (come suggerisce lo stesso Kiyosaki) anche trovare qualcuno che sia ricco (che riesca a guadagnare soldi anche quando smette di lavorare) e imparare da lui a gestire il danaro. Dando uno sguardo a tutti i migliori autori internazionali in materia di danaro e ricchezza, una competenza sembra essere fondamentale per tutti loro: La capacità di far lavorare il danaro per proprio conto e generare rendite. E questa capacità nasce solo da una corretta educazione finanziaria. Sviluppare una buona competenza gestionale del danaro ha almeno 2 effetti positivi: Il primo è che imparando, prima a risparmiare e poi a far fruttare i nostri risparmi attraverso investimenti oculati svilupperemo la possibilità di generare piccole rendite. Il secondo sarebbe il fatto che di fronte ad una nuova crisi di qualunque natura avremmo comunque un paracadute. Infatti, potendo sostenere il nostro reddito da lavoro con delle entrate a carattere passivo (delle rendite per l’appunto) potremmo affrontare più facilmente i periodi di cambiamento. 2. Il tuo personal branding Mamma mia che parolone Americano ! Che significa personal brand ? in parole semplici significa avere un proprio marchio. Come trovi scritto anche su wikipedia : “Il personal branding è l’arte di vendere se stessi con modalità simili a quanto avviene con altri prodotti commerciali. A differenza di altre discipline di miglioramento personale, il personal branding suggerisce di concentrarsi oltre che sul valore espresso anche sulle modalità di promozione.” La competenza di investire nel proprio personal brand sta diventando una vera e propria competenza critica per la nostra stessa sopravvivenza professionale. Come ho scritto oltre un anno fa in “Quanto hai a cuore la tua immagine on line“, internet ormai è diventato così tanto pervasivo che non abbiamo più privacy e la distinzione tra vita pubblica e vita privata si è assottigliata tantissimo. Pensaci ! Fino a qualche tempo fa solo poche persone dovevano curare la propria immagine pubblica. Solo i politici, i capitani d’azienda , i calciatori e le star del cinema, erano esposte al giudizio pubblico dai mezzi di informazione tradizionali ( radio, televisione e giornali) ma, oggi con internet siamo tutti esposti al giudizio della gente come in una gigantesca vetrina. Ci sono due cose che dovresti sapere : proteggere la tua immagine, il tuo personal brand, è un qualcosa che non puoi trascurare perchè Internet e i social network hanno reso possibile a chiunque condividere fotografie immagini racconti che ti riguardano. Il comportamento on line, tuo e delle persone che frequenti, potrebbe un giorno pregiudicare le tue opportunità di carriera. Ti faccio un esempio: vai ad una festa bevi un po’ di più del dovuto. Il tuo comportamento esce fuori dal seminato e c’è qualcuno che ti fa delle foto mentre ubriaco balli sui tavoli. Quelle foto nei prossimi giorni finiranno su facebook ed influenzeranno non solo la tua immagine pubblica di oggi ma anche quella di domani (su internet tutto viene conservato). Sai una cosa è sempre più diffusa la pratica di cercare informazioni personali su internet. Quando invii un curriculum dove pensi che i selezionatori che recuperino informazioni? Secondo i risultati du una indagine pubblicata sul quotidiano “La repubblica” ad aprile 2011 ben 7 direttori del personale su 10 cercano informazioni in internet sui candidati prima di assumerli. E di cosa vanno alla ricerca? In primis il profilo di facebook, ma anche gli interventi sui forum, sui blog e qualunque altra traccia lasciata su Internet! C’ è da aggiungere inoltre che oggi è facilissimo per chiunque acquistare un dominio internet con il tuo nome e e cognome oppure iscriversi ad un social spacciandosi per te. Un tuo concorrente potrebbe creare un profilo facebook con il tuo nome o con il nome della tua attività semplicemente per rendere difficile farti trovare su internet. In secondo luogo, promuovere il tuo brand è una attività che dovrebbe diventare parte integrante delle azioni di ricerca di lavoro in questi tempi difficili, in quanto crea opportunità di visibilità di consenso e approvazione da altre persone, al fine di assicurarsi un nuovo lavoro senza sforzo. Considera che oggi siamo tutti sul mercato. Cambiare lavoro è qualcosa che oggi fa parte della nostra realtà. Prima o poi tutti ci confrontiamo (che per un motivo chi per un altro) con la ricerca di nuove opportunità di lavoro e dobbiamo essere preparati per farlo al meglio. Ottenere le risorse digitali a proprio nome, (come il tuo nome di dominio e profili sui social network), è fondamentale, in quanto ci permette di controllare e decidere l’immagine che sarà legata al nostro nome oltre a consentirci di creare un gruppo di persone che in qualche modo ci segue e riconosce la nostra professionalità. 3. Costruire relazioni forti Conosci la teoria dei 6 gradi di separazione? In base a questa teoria ogni persona che abita sulla Terra può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze personali con non più di 5 intermediari. In altre parole tu sei collegato a chiunque (compreso Obama e Madonna) da una catena di soli 5 max 6 persone (amici conoscenti parenti). Nel mio eBook “Lavoro Trovarlo e cambiarlo anche con questa Crisi” parlo tanto di questa teoria ed in particolare delle tecniche per creare e gestire reti di relazioni utili a carattere professionale. In quest’articolo tuttavia, non mi soffermerò sulla disamina della teoria dei 6 gradi di separazione ma, voglio parlarti dell’importanza dei legami deboli e di come questi andranno a cambiare in questo periodo di crisi. Un concetto importante quando si parla di “Reti dei relazioni” e quando si progetta un sistema di promozione della propria professionalità è quello dei “legami deboli”. Mark Granovetter negli anni ’70 ha pubblicato due articoli sulle modalità con cui le persone cercano e trovano lavoro ed ha avanzato l’ipotesi che i risultati maggiori nelle azioni di ricerca provengono dai cosiddetti legami deboli. Secondo Granovetter la società è strutturata in cluster (grappoli, gruppi) altamente connessi, o cerchie molto ristrette di amici dove tutti conoscono tutti (il gruppo di amici della palestra, il gruppo degli ex colleghi di scuola, gli amici del circolo del golf, etc etc ) . Pochi legami con l’esterno mettono in contatto i differenti gruppi di aggregazione con il resto del mondo (coloro che frequentano gruppi differenti mettono in relazioni persone che altrimenti non avrebbero un legame). Questi legami svolgono una funzione critica nella intermediazione, sono detti “legami deboli” in contrapposizione ai legami forti. Nella ricerca di nuove opportunità di lavoro ad esempio può essere utile uscire fuori dalla cerchia di amicizie note per affidarsi a legami deboli in grado di aprire la comunicazione verso altri cluster o gruppi di individui. Nella ricerca di nuove opportunità di lavoro dunque è fondamentale uscire fuori dalla cerchia di amicizie note per affidarsi a legami deboli in grado di aprire la comunicazione verso altri cluster o gruppi di individui. Secondo questa teoria sono i legami deboli, gli amici degli amici degli amici, che ci mettono in condizione di trovare quello che cerchiamo. Orbene, i legami deboli funzionano benissimo in fasi di espansione economica (quando ce n’è per tutti per intenderci) ma, nei periodi di recessione perdono la loro forza espansiva. Tornando all’esempio della ricerca del lavoro: un persona che nella raffigurazione della propria rete professionale rappresenta un legame debole molto probabilmente favorirà per un’occasione di impiego qualcuno che gli è più vicino (legame forte) piuttosto di una persona che conosce appena. Durante questa crisi economica, i legami forti stanno acquisendo sempre più valore. Del resto è sempre così, nei periodi di difficoltà le persone tendono a creare gruppi omogenei (si stringono tra di loro) . La competenza chiave nella quale è opportuno investire in questo periodo di crisi è per l’appunto la costruzione di nuovi legami forti. Quindi occorre capire, innanzituto chi, tra il gruppo di legami deboli, si vuole avere vicino e quali sono le persone che si ritiene possano effettivamente prendersi cura di noi e diventare il vostro “rifugio sicuro”, nel prossimo futuro. I tuoi familiari e gli amici di sempre, ci si augura che siano presenti al momento opportuno ma, a questi, occorre aggiungere anche altre persone: nuovi amici, clienti, fornitori, colleghi etc etc. Le relazioni hanno un valore molto più grande del denarconsentono consentono di costruire un nostro brand personale e con il passaparola ci aiutano a raggiungere nuovi clienti e nuove opportunità di lavoro e carriera. Oltre a investire nella tua formazione finanziaria e il tuo personal brand , un consiglio che posso darti è quello di trascorrere almeno 10 ore alla settimana per trasformare le parte dei tuoi legami deboli in legami forti e farti nuovi amici.
6 cose che ci insegna la Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith
In questo articolo ho deciso di recensire un classico della letteratura economica: “La Ricchezza delle Nazioni” di Adam Smith. Quello di oggi è un articolo un po’ inconsueto su queste pagine di professioneformatore.it. Come sai su questa rivista non ci occupiamo di “teoria economica“. Sono sempre stato un appassionato studioso di economia, da quando ero un giovane studente della facoltà di Scienze Politiche (più di 20 anni fa ormai), ma il vero motivo per cui ho deciso di scriverlo e pubblicarlo in questi giorni, è perché spero che in questo momento di festa, in questi giorni in cui tutti si fermano e si prendono il tempo per stare un po’ di più con se stessi, per re-incontrare i propri valori e ri-scoprire le cose che più stanno a cuore, possa essere di ispirazione a quanti si interessano di formazione e sviluppo personale. (altro…)


