Scena divertente, a dir poco esilarante , ma anche stimolante grazie al commento di due formatori d’eccellenza. Spesse volte ci facciamo del male per dimostrare a noi stessi di aver ragione . Gli esperti la chiamano “dissonanza cognitiva” , oppure “profezia autoavverantesi” . Questo video è una buona dimostrazione di quanto possa essere controproducente.
Quando gli fu comunicato che poteva camminare mi disse a bassa voce: “…se mi rialzo dalla sedia a rotelle torno a essere uno normale, mentre in sedia a rotelle sono il numero uno … credo che sia un prezzo piccolo da pagare per un grande balzo in graduatoria!”. E non si alzò più.
Video per la formazione : quanti coltelli nelle gambe
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Tre semplici passi per costruire una grande autostima
Il tema dell’autostima è uno dei temi fondamentali nel campo della formazione professionale. Non si contano il numero di pubblicazioni in merito e di corsi che ogni anno vengono proposti per sviluppare la capacità di coltivare e la propria autostima nella via. Sono consapevole che in tanti, a seguito della pubblicazione di questo articolo storceranno un po’ il naso, se non l’hanno già fatto solo leggendone il titolo. Del resto il tema dell’autostima è sicuramente uno dei temi più discussi negli ultimi anni dagli esperti delle scienze Psicologiche, e proporre lise di consigli da seguire potrebbe sembrare riduttivo. Tuttavia non ho resistito alla tentazione di scrivere un veloce prontuario di Auto Aiuto (per dirla all’americana) a disposizione i tutti coloro che volessero avere un breve, veloce, ed efficace prontuario da tenere sempre a portata di mano. Prima di partire con il mio articolo sull’illustrazione di 3 semplici passi per costruire una grande autostima, vorrei accordarmi con te sul significato che attribuiamo a questo termine. Prendo in prestito a questo scopo la definizione riportata su Wikipedia […. L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto approvazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola auto-stima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri….] Il collegamento tra la nostra autostima e quello che otteniamo dalle nostre azioni è veramente cruciale. L’autostima infatti è il fondamento della nostra fiducia e delle interazioni con noi stessi e con il mondo esterno. Coltivare un buon livello di stima verso se stessi, gioca un ruolo importantissimo nel determinare il nostro stato d’animo, le nostre convinzioni, gli atteggiamenti, e la qualità delle relazioni che creiamo nel corso della vita. Ognuno di noi si impegna sempre per rendere al massimo, per sentirci meglio e per diventare una persona migliore. Capire cosa possiamo fare per superare i sintomi di bassa autostima è un ottimo modo per moltiplicare gli aspetti positivi nella nostra vita. Generalmente la maggior parte di noi affronta ogni giorno i problemi più comuni e i relativi momenti di tristezza e di sconforto. La buona notizia è che queste emozioni negative possono essere superate facilmente. Come sai a me piacciono le Liste e in questo articolo, ispirato anche dalla pubblicistica d’oltre oceano, ho messo a punto alcune strategie pratiche che possono essere applicate, in modo semplice e immediato, da tutti, per aumentare la propria autostima e il benessere generale ogni giorno. 1. Identifica serenamente le tue aree di miglioramento La spinta al miglioramento è qualcosa che appartiene alla stessa natura umana. Per sentirci meglio con noi stessi dobbiamo diventare persone migliori ogni giorno. Quando percepiamo che questo non avviene ci sentiamo inadeguati, sfortunati e impotenti. Il primo posto dove dobbiamo guardare per migliorare ogni giorno è dentro di noi. Non siamo forse noi stessi la fonte dei nostri problemi di autostima? La maggior parte delle volte è così; tuttavia alle volte ci possono essere casi in cui una sorgente esterna (una condizione di lavoro, dei conti da pagare, un membro della famiglia, un collega, ecc.) è la causa scatenante di uno stato forte di insoddisfazione che fa riaffiorare pensieri e convinzioni (precedentemente sopite) relativi alla nostra bassa autostima e a una percezione tutta personale di inadeguatezza. Indipendentemente dalla causa scatenante del nostro stato di bassa autostima è essenziale comprendere e soprattutto accettare il fatto che vi è un’area della nostra vita che può e deve essere migliorata. Non siamo perfetti ma perfettibili. Una volta che siamo consapevoli di ciò che non ci piace più della nostra esperienza e di ciò che vogliamo cambiare possiamo quindi creare un piano d’azione da mettere in pratica, intraprendendo tutte le azioni appropriate. Se il problema invece, sembra essere di origine esterna (ambiente di lavoro, condizione economica, relazioni, etc etc), dobbiamo affrontarlo con decisione e lavorare per trovare la soluzione migliore nella maniera più corretta. 2. Impara a gestire i tuoi pensieri e il tuo stato d’animo I nostri pensieri sono alla base e rappresentano la causa prima dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni. Non sono i problemi che affrontiamo ogni giorno e le faccende in cui siamo impegnati la vera causa dei nostri stati d’animo ma i pensieri che formuliamo rispetto ad essi. Oltre a identificare i problemi che abbiamo di fronte e a lottare per risolverli, cerchiamo di individuare anche i nostri pensieri riguardo ad essi, teniamone traccia, e cerchiamo di esserne consapevoli. Facciamo inoltre attenzione a tutto ciò che può impedirci di realizzare il nostro pieno potenziale. Se continuiamo ogni giorno a ripeterci frasi limitanti come “Io non sono abbastanza bravo” o “Non sarò mai in grado di …“, la naturale conseguenza sarà una influenza molto negativa su livello della nostra autostima. Comincia a riconoscere e a fare l’inventario di come pensi e di come parli con te stesso. All’inizio questo ti potrà sembrare un po’ difficile, dato che i nostri pensieri sono automatici e scatenati da determinati eventi ma, con un po’ di impegno e un po’ di pratica questa attività ti diventerà del tutto naturale. Se monitoriamo i nostri pensieri, possiamo veramente gestirli in maniera più efficiente, perfino nei casi più gravi. Un errore comune è di accettare i nostri pensieri negativi, le paure e le credenze limitanti come realtà, mentre la maggior parte sono solo false percezioni. 3. Sfida te stesso Pensa in quali modi puoi sfidare te stesso in una luce diversa come definire obiettivi difficili ma realizzabili o provare qualcosa di nuovo. Pratica l’arte di affrontare le tue paure, i dubbi e i pensieri limitanti. Quando facciamo questo con vigore e costanza, iniziamo a modellare nuove abitudini che favoriscono pensieri positivi e percezioni più funzionali. In questo modo la naturale tendenza a dire “Non posso” diventerà presto “Attualmente sto cercando di” e c’è una differenza enorme tra le due mentalità. Ricordati che è perfettamente normale avere esperienze negative nella vita. Esse sono inevitabili e fanno parte della vita. Ma se cambi ripetutamente i tuoi punti di vista, piuttosto che farti sconfiggere da essi, riuscirai certamente a gestire e superare e le avversità in maniera più efficiente. Abituati a sperimentare sensazioni di trionfo e di autorealizzazione il più spesso possibile: la tua autostima crescerà enormemente! Quando raggiungiamo nuove vette e conquistiamo nuovi traguardi la nostra vita si arricchisce in modi sempre nuovi. Tu cosa aggiungeresti Questi sono i miei tre semplici consigli. Come consuetudine in professioneformatore.it, ora la parola passa a te! La tua autostima influenza la tua capacità di gestire i tuoi affari e le tue relazioni personali? Tu quale consiglio daresti ai lettori di professioneformatore.it per aiutarli a incrementare la loro autostima? Condividi la tua esperienza lasciando un commento a questo post.
Auguri di buona pasqua
Mi Auguro che questa Pasqua sia per te occasione di gioia, salute successo e gratificazioni “Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno,” [Luca 24:46] Ti Auguro di vivo cuore Che questa Pasqua porti tanta luce nella tua vita. La resurrezione del signore illumini la tua strada e quella dei tuoi cari e porti serenità e pace quanti sono nel tuo cuore a tutti quelli a cui vuoi bene! Auguri a te e famiglia Luciano Cassese
7 cose che dovresti dire durante un colloquio di lavoro
Oggi il mercato del lavoro è più competitivo che mai. Che tu stia cercando il primo lavoro o che tu sia una persona alla ricerca di nuove opportunità e di una crescita professionale la situazione è più o meno sempre la stessa. Proprio ieri mi trovavo con un amico che lavora in un settore industriale ad alto contenuto di know how legato all’automotive (mi mantengo sul vago per ovvi motivi di privacy e per evitare di dover citare il nome dell’azienda). Anche per lui la percezione del mercato era la stessa: Se fino a qualche tempo fa si poteva facilmente cambiare lavoro e, con un piccolo sforzo si riusciva anche a trovare un aumento di stipendio, oggi non è più così. Se ci si mette alla ricerca di un nuovo lavoro, e ci si improvvisa, oggi si rischia di trovare solo situazioni peggiori in aziende più piccole e con stipendi più bassi. Come ho scritto anche nel mio libro “Lavoro – Trovarlo e Cambiarlo anche con questa Crisi: “Oggi trovare lavoro è diventato un’impresa, o meglio ancora, è diventato un vero e proprio lavoro!”. Occorre avere un piano e idee ben chiare. Le riforme strutturali degli anni 90 (l’apertura dei mercati internazionali che ha esposto le aziende nazionali alla globalizzazione e le riforme giuslavoristiche che hanno introdotto anche in Italia la flessibilità) e più recentemente la crisi finanziaria che ha portato al fallimento tante aziende spazzando via molti posti di lavoro hanno reso il mercato del lavoro un posto molto competitivo. Sono tante le persone alla ricerca di una occupazione e tante le professionalità di buon livello che si offrono sul mercato. La concorrenza è davvero molto alta! Ai miei corsi lo dico sempre “bisogna sviluppare l’abilità di distinguersi, di uscire fuori dal coro di farsi notare. Se provi a metterti per un attimo nei panni di un selezionatore, ti renderai conto che ogni addetto svolge, per ogni selezione di personale, centinaia di colloqui conoscitivi ed alla fine ricorda solo tanto “rumore”. La tua voce è solo una delle tante. Se pensi che sia il voto di laurea, o il master seguito qualche anno fa, a fare la differenza ti sbagli di grosso! Se vuoi distinguerti, e farti realmente notare, hai bisogno di essere in grado di comunicare efficacemente le tue competenze ( le tue skill come dicono ora gli addetti alla selezione) e devi essere in grado di dire “sono esattamente quello che state cercando” . Solo così ti procurerai il miglior vantaggio competitivo verso un impiego sicuro. Durante il processo di selezione devi mettere in risalto quanti più punti di forza è possibile. Ma come ? Come puoi fare a mostrarti davvero unico e ad emergere dalla massa? Un modo facile per farlo è innanzitutto quello di prepararsi un colloquio di lavoro ed anticipare il tuo interlocutore. Come spiego anche nel mio libro i colloqui di lavoro vanno sempre preparati in anticipo! Inoltre devi inserire poche e semplici frasi nel corso del tuo colloquio. Frasi che sfruttano le tecniche di comunicazione persuasiva e che ti consentono di mostrarti come la persona giusta al momento giusto. Ecco sette cose che a mio parere dovresti dire durante un colloquio. 1. Conosco molto bene quello che fa la vostra azienda Forse ti sembrerà strano ma far sapere al tuo potenziale datore di lavoro che sai molto bene di cosa si occupa la sua società dimostra che hai un interesse legittimo nei confronti del lavoro di cui state discutendo e che non stanno solo sprecando il loro tempo a parlare con te. Ti rivelo un piccolo segreto che ho imparato quando ho facevo il venditore. A tutte le persone che abitano questa Terra, ad ognuno di noi, interessa principalmente se stesso! E ad ognuno di noi fa piacere che gli altri ci ri-conoscano per le cose buone che abbiamo fatto. Prova ad immaginare: Cosa penseresti se, uscendo il sabato sera in comitiva qualcuno ti si presentasse dicendo “ah si tu sei …. ti conosco hai fatto quella cosa davvero bella…. !” oppure: “eravamo alla stessa scuola tu eri il rappresentante di istituto…” Quella persona ti sarebbe subito simpatica e vorresti frequentarla più spesso! allo stesso modo funziona con le aziende e con chi seleziona il personale! Documentati bene prima di arrivare al colloquio. Visita il sito dell’azienda per trovare informazioni circa i prodotti e i servizi che offrono. Ricerca le transazioni più recenti e le notizie attinenti. Assicurati di far sapere al selezionatore che conosci bene le ultime acquisizioni della società o il prodotto più recente che hanno appena sviluppato. Spiega in che modo i tuoi talenti e la tua esperienza corrispondono perfettamente alle necessità del datore di lavoro. 2. Sono flessibile Gli ambienti lavorativi sono sempre in via di evoluzione. Il cambiamento è l’unica vera costante sul mercato del lavoro attuale. I potenziali datori di lavoro cercano candidati che siano aperti al cambiamento e che possano adattarsi con un brevissimo preavviso a nuove mansioni e a nuovi compiti. Nell’odierno mondo degli affari, in cui tutto cambia velocemente, tutti i lavoratori devono sviluppare la capacità di svolgere più compiti diversi. Ti faccio una domanda : “Per quale motivo pensi che in tutto il mondo l’età scolare si stia allungando? come mai anche in Italia, già diversi anni fa l’età dell’obbligo scolastico è stata elevata a 16 anni?” Semplice, perché ad una maggiore scolarizzazione si presume ci sia una maggiore flessibilità di pensiero (avendo studiato di più il giovane dovrebbe essere anche più flessibile e facilmente adattabile a nuove mansioni). Essere flessibile significa essere disponibile a cambiare mansione e a variare orario di lavoro, a fare straordinari e ad impegnarsi per trovare nuove soluzioni. Se affermi di essere flessibile ed adattabile, fai sapere al tuo datore di lavoro che sei disponibile a fare tutto il necessario per portare a termine il tuo lavoro. Questo può significare lavorare qualche ora in più o svolgere incarichi straordinari in un momento decisivo. Dimostra al tuo potenziale datore di lavoro che sei ben attrezzato per affrontare qualunque situazione di crisi che possa sorgere. 3 Sono attivo, energico ed ho un atteggiamento positivo Occupandomi di formazione, ho scoperto, in questi anni di crisi che, il clima aziendale per gli imprenditori è una cosa fondamentale e che la formazione, viene percepita da molte aziende come uno strumento importante di gestione del clima aziendale. In passato in piena crisi mi è capitato, infatti, di ricevere un incarico per effettuare della formazione al personale amministrativo il cui scopo finale era quello di evitare che i dipendenti inutilizzati incominciassero a percepire in maniera eccessiva la crisi e si avvilissero cominciando semmai a parlar male dell’azienda(“qua non si fa niente”, “Chissà che fine facciamo”, “dove andremo a finire?” etc. etc.) Nessun datore di lavoro vuole un dipendente triste, pessimista e privo di autostima. E come dimostra la mia esperienza le aziende sono disposte a pagare per evitare la Tristezza. I datori di lavoro cercano candidati dotati di ottimismo e di un atteggiamento propositivo di chi dice sempre “posso farlo”. Gli atteggiamenti sono contagiosi ed hanno un’influenza diretta sul morale dell’azienda. Fai in modo che l’ottimista che è in te brilli durante il processo di selezione? Assicurati di parlare sempre in modo positivo dei tuoi precedenti datori di lavoro. I commenti negativi e le affermazioni sarcastiche riguardo ai tuoi precedenti datori di lavoro e collaboratori ti farebbero apparire meschino. Se parli male della tua ex azienda, i potenziali datori di lavoro tenderanno a credere che farai la stessa cosa con loro. 4 Ho molta esperienza Questa è la tua possibilità per emergere sugli altri. Metti in risalto qualunque precedente esperienza lavorativa che sia direttamente correlata con il tuo nuovo lavoro. Se è una posizione di dirigente, evidenzia ogni occasione in cui sei stato responsabile della supervisione, formazione e sviluppo di altri impiegati. Discuti le tue tecniche motivazionali e fornisci esempi specifici di come hai aumentato la produttività. Sentiti libero di elencare tutti i corsi di formazione professionale e i seminari che hai frequentato. 5 Sono un buon giocatore di squadra Stammi a sentire: a nessuno piacciono i cani sciolti! Le aziende sono organizzazioni che lavorano in modo congiunto per il raggiungimento di uno scopo comune a carattere economico! Per questo tutti gli imprenditori cercano impiegati che siano cooperativi e che vadano molto d’accordo con gli altri lavoratori. Noi Italiani abbiamo una avversione per il gioco di squadra, forse perchè a scuola da bambini ci insegnano ad essere molto competitivi attraverso il sistema del Voto e attraverso gli strumenti di controllo (“non copiate”, “Il compito deve essere personale”). Nel mondo del lavoro la situazione è diversa. Anzi se qualcuno è più bravo di un’altro a svoldere un determinato compito è un bene ! le persone appartenenti ad un gruppo di lavoro devono essere complementari! Una azienda che lavora sul mercato è più simile ad una squadra di calcio che gioca il campionato che ad un campione solitario di tennis! Menzionare il fatto che sei un buon giocatore di squadra rende noto al tuo datore di lavoro che tu puoi prosperare nelle situazioni di gruppo. I selezionatori cercano lavoratori che possano essere produttivi con una supervisione limitata e che abbiano la capacità di lavorare bene con gli altri. 6 Sto cercando di diventare un esperto nel mio campo L’azienda è un mondo dinamico per definizione. I datori di lavoro amano i candidati che approfondiscono costantemente le proprie conoscenze di base per fare di se stessi i migliori collaboratori possibili. Ogni imprenditore che si rispetti è alla costante ricerca di nuovi modi e metodi di lavoro che gli consentano di diventare sempre più un leader nel suo mercato. La qualità e la quantità degli investimenti fatti dall’azienda ne garantiscono la sua longevità e la sua redditività. Affermare che stai mirando a diventare un esperto fa sì che i selezionatori ti vedano come una risorsa e non come un peso, e ti rendono sempre più vicino ad una mentalità della leadership aziendale. Come loro anche tu sei alla continua ricerca di modi per migliorarti. In questo modo ti mostri come una valida risorsa da cui gli altri collaboratori possono imparare. Questo è anche un modo sottile per dimostrare che hai un atteggiamento di eccellenza. Stai mirando a diventare il migliore in quello che fai! Questo farà capire ai tuoi datori di lavoro che non sei solo un impiegato transitorio, ma sarai sempre affidabile nel lungo termine! 7 Sono altamente motivato Un collaboratore motivato è un collaboratore produttivo. Parla di come il tuo alto livello di motivazione ti ha portato a realizzare molte cose. Se sei un lavoratore meticoloso, discuti riguardo alle tue capacità organizzative e alla tua attenzione ai dettagli. Le aziende sono sempre alla ricerca di impiegati affidabili sui quali possano contare. Ricorda che un colloquio di lavoro è un’opportunità per vendere te stesso a un potenziale datore di lavoro. Assicurati di saper usare le frasi giuste per darti la migliore occasione possibile. Anche tu come un’azienda offri un prodotto che è la tua professionalità, e per collocarlo sul mercato in maniera ottimale, è utile che tu inizi a ragionare in termini di Marketing come la società che si chiama “IO S.p.A.” Cosa offri quale è il tuo valore aggiunto? Una volta identificato potrai offrirlo ad una o più aziende! Risorse Vuoi approfondire il tema della ricerca di lavoro e della carriera ? Vuoi diventare un vero esperto di questa materia ed essere un grande Leader di te stesso ? Lavoro – Trovarlo e Cambiarlo anche con Questa Crisi Puoi cominciare sin da subito a imparare ad affrontare i colloqui di lavoro in maniera sempre vincente! Scopri le tecniche più efficaci e i segreti più nascosti per trovare sempre lavoro e fare una brillante carriera a questo indirizzo https://www.professioneformatore.it/trovare-lavoro/ L’eBook costa pochissimo ma vale veramente tanto!
Istruzioni di Vita dal Monaco che Vendette la Sua Ferrari
“Istruzioni di Vita dal Monaco che Vendette la Sua Ferrari – Libera il leader che si trova in te e in tuo figlio” di Robin SHARMA è uno splendido libro che rivela un sistema semplice, ma straordinariamente efficace, per liberare il potenziale naturale del leader che giace dentro di noi fin dalla più tenera età. Robin Sharma, esperto di fama internazionale di strategie di sviluppo personale, è uno degli esperti di leadership più rispettati del mondo e blogger famoso. I suoi bestseller sono in cima alle classifiche internazionali dei libri più venduti in oltre 70 lingue (è uno degli autori più letti del mondo): “Il Monaco che vendette la sua Ferrari” (ha venduto oltre 3 milioni di copie), “Il Leader che Non Aveva Titoli“, “La Tua Grande Occasione“, “Il Santo, il Surfista e l’Amministratore Delegato” (il mio preferito), “Una Vita Inimitabile“… Inoltre Robin Sharma viene continuamente richiesto in tutto il mondo come principale oratore per lo sviluppo dei leader a tutti i livelli. E’ convinto che tutti abbiamo il potenziale per raggiungere grandi risultati e condurre un’esistenza ricca di gioia, soddisfazioni e felicità pura. In alcuni di noi questo potenziale giace addormentato nel profondo: sta solo aspettando di uscire allo scoperto per essere messo alla prova. Questo libro è un ottimo strumento che ti servirà per sviluppare al massimo il tuo enorme potenziale. Accetta la sfida e abbi il coraggio di “vivere alla grande“. (altro…)


