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Non hai mai tempo di leggere?
Quante volte, fin da bambini, mentre studiavamo ci siamo sentiti ripetere “Se non capisci, leggi più piano”?
Niente di più sbagliato! È infatti opinione diffusa che la comprensione di un testo sia inversamente proporzionale alla velocità alla quale lo si legge. Studi specifici hanno però accertato un dato sorprendente: quanto più si rallenta, tanto più la nostra comprensione risulta compromessa.
Ma perché si verifica questo fenomeno?
La spiegazione è molto semplice: perché il nostro cervello è perfetto! Sì, proprio così: date le straordinarie capacità del nostro processore mentale, se non viene fornita un’adeguata quantità di stimoli, il cervello si annoia e inizia a pensare ad altro. È questo il motivo per cui capita di arrivare alla fine di una pagina, perdere la concentrazione e ritrovarsi a pensare a tutt’altro.
Come si può, quindi, ottimizzare il processo della lettura per impiegare meno tempo e ridurre la tendenza alla distrazione?
Le tecniche di lettura veloce si basano su un assunto semplice quanto naturale: tutti possiamo imparare a leggere veloce esattamente come tutti impariamo a leggere( lentamente) a scuola. Da bambini – prima di imparare a leggere – il nostro campo visivo corrisponde ad un’ellisse di circa 15 centimetri quadrati. Imparando a sillabare, però, perdiamo questa capacità e continuiamo a leggere parola-per-parola. Le tecniche di lettura veloce quindi permettono di recuperare una capacità naturale e cioè quella di percepire 3-4 parole ad ogni colpo d’occhio. Ciò comporta l’incremento della comprensione oltre naturalmente alla diminuzione dei tempi di lettura.
Ma non finisce qui! Per sviluppare al massimo la nostra efficienza è indispensabile unire le tecniche di lettura veloce alla moderna metodologia delle mappe mentali che permettono di racchiudere l‘80% del contenuto di un testo in appena il 20% delle parole.
Le mappe mentali si basano su un approccio al testo “attivo” e dinamico. Attraverso la metodologia attiva diventa semplice e divertente estrapolare da un testo le informazioni effettivamente rilevanti; in questo modo si costruisce una conoscenza chiara, profonda e multidisciplinare della materia che andiamo a mappare mentalmente.
Le mappe mentali sono state sistematizzate dallo psicologo londinese Tony Buzan che ha messo a punto inoltre efficaci ed efficienti metodologie di appredimento non solo per studenti ma anche per manager, dirigenti, lavoratori.
Quest’argomento ti appassiona e vorresti saperne di più? Non perdere la nostra “Cena con formatore” il 18 Novembre 2010 alle ore 20 presso la Briefing Room del Gran Caffè La Caffettiera Napoli via Filangieri n. 2.
6 tappe della strada per il successo
Chi non ha mai vissuto un momento in cui il mondo gli stava crollando addosso? Cercare un modo per migliorare la propria condizione fa parte della natura umana ecco perché ognuno di noi è pieni di idee e progetti per il futuro. Può nel corso della vita di perdere il controllo e di smarrire la via che si era imboccata. Alle volte si ha anche la sensazione di aver imboccato un vicolo cieco e di non fare alcun passo avanti.
Per quanto programmiamo in anticipo le cose difficilmente nel percorso della nostra vita avremo la strada spianata, priva di ostacoli. Questo vale anche per chi è nato ricco, bello, in una famiglia importante. Queste persone non troveranno sempre la strada spianata di fronte e anche loro avranno una buona dose di difficoltà. L’essere umano è stato progettato dalla natura per progredire e per questo motivo siamo sempre tentati a porci delle sfide che ci diano l’opportunità di fare un bel passo in avanti. Per questo motivo si corre il rischio di “inciampare” sulle difficoltà ed è ancora più difficile, una volta caduti, scegliere se rialzarsi o continuare a lamentarsi per il ginocchio sbucciato.
Cosa si può fare quando questo accade? La parola chiave è perseverare, non arrendersi mai davanti alle difficoltà.
Come in ogni attività, capire dove si vuole arrivare è il primo passo per il successo. Ancora più importante, è la progettazione. Ecco a te le
6 Tappe verso il successo
Step 1 – Definisci il tuo obiettivo
L’obiettivo finale è spesso ampio e dispersivo. Suddividilo in sotto-obiettivi, così da affrontare piccoli problemi volta per volta. Il risultato finale sarà la somma dei risultati dei singoli sotto-obiettivi. Pensare in termini di piccoli passi, chiarirà la tua visione del problema e ti renderà sicuramente più sereno.
Tappa 2 – Riconosci le tue debolezze
Durante il cammino è possibile bloccarsi in vicoli ciechi. Se ci restiamo troppo a lungo, vuol dire che non siamo flessibili e aperti a nuove idee. Abbiamo anche bisogno di una persona di fiducia che ci dica quello che che non vorremo sentirci dire riguardo le nostre debolezze.
Tappa 3 – Riparti dal fallimento
Un fallimento non deve scoraggiare. Anzi, deve essere una buona occasione per capire dove si è sbagliato ed evitare di ripetere l’errore. La chiave è perseverare! La maggior parte dei personaggi famosi hanno fallito miseramente prima di avere successo.
Tappa 4 – Pensa positivo
Perseverare vuol dire pensare e dire cose positive. Ciò non significa rifiutare le emozioni negative, ma concentrarsi sulle soluzioni piuttosto che sul problema.
Essere negativi può solo demotivarti e portarti sulla strada del fallimento. Non lasciate che ciò accada!
Tappa 5 – Prepararsi prima di agire
Prima di iniziare la nuova attività, sarebbe bene imparare tutto il possibile sul prodotto, sul servizio, sulle abilità richieste e tutto ciò che vi consente di fare i primi passi verso il tuo obiettivo!
Tappa 6 – Ripercorrere i primi passi
Perseverare significa che potrebbe essere necessario ripercorrere i primi passi più di una volta. Bisogna provare, provare e riprovare. Ovviamente ri-pensando e ri-definendo il modo di agire. L’importante è non mollare mai.
Se hai un sogno, un desiderio ed una gran voglia di fare ed avere successo, allora prendi carta e penna e scrivi ciò che vuoi fare. Scomponilo in piccoli passi, preparati all’azione e parti per la strada per il successo.
Non mollate mai: la maggior parte delle persone rinuncia prima di un grande passo che sta per compiere.
Quale modello di business fa per te?
E’ sempre il momento giusto per cominciare un’attività imprenditoriale.
I motivi per cui intraprendere un lavoro che faccia leva principalmente sulle tue capacità sono tanti.
Può darsi che tu abbia maturato una grande esperienza in un certo settore, per esempio perché hai ricoperto, per molti anni, diversi ruoli in diverse imprese, imparando quasi tutti i segreti del mestiere.
Può essere che tu abbia il Know how giusto perché nella tua famiglia, per tradizione, ci si occupa di quella attività da generazioni.
Oppure potresti essere uno che ha deciso di seguire la sua passione di sempre e di investire tempo e denaro in un’attività in proprio.
Da qualunque parte provenga la tua storia devi pianificare le cose nella maniera più precisa possibile.
Il primo compito che devi portare a termine è la realizzazione di un business plan. In altre parole, devi definire un piano in cui a partire dalla descrizione del prodotto o servizio, fino al metodo di ricerca clienti, passando per il metodo di raccolta di risorse economiche ecc, ci sia tutto quello che ti serve per non partire impreparato per la tua avventura.
(altro…)
51 consigli per avere una vita migliore
Quanto adoro le liste !
Se segui professioneformatore.it già da tempo e non sei capitato qui per caso ti sarai reso conto che adoro le liste negli articoli, in quanto in poco spazio concentrano grandi quantità di informazioni.
“Voglio una vita migliore” . Non sai quante volte mi sono sentito ripetere questa frase quando faccio aula. In tutti i miei corsi sia che faccia aule di marketing personale che di orientamento La richiesta di una “Vita Migliore” sembra essere la principale richiesta dei miei allievi. Chi può biasimarli! Dietro questa richiesta si nascondono però altri tipi di richiesta. Quando chiedo cosa intendi con “Vita Migliore“, le risposte sono le più varie e fanno riferimento alla capacità di vivere più serenamente, raggiungere più risultati, avere chiarezza di obiettivi e semplificarsi l’esistenza!
Il tema della semplificazione e del miglioramento della propria vita attraverso piccoli accorgimenti è tra gli argomenti di crescita e sviluppo personale che mi ha sempre affascinato di più. Forse perché io stesso ho una vita frenetica e piena di impegni, per non dire incasinata, forse perché il mio sogno è di costruirmi una vita semplice lineare e produttiva come il modello proposto da Leo Babauta nel suo blog. E ad essere sincero anche io mi dico spesso “voglio una vita migliore” !
Girando in rete in questi anni ho raccolto, tra i vari siti americani che si occupano di sviluppo personale e time management, migliaia di consigli su come “ottenere una vita migliore”. Tra i tanti ho selezionato questi 51 consigli che spero siano per te un spunto per confrontarti con questo tema che mi affascina tanto e una fonte di ispirazione per migliorare la qualità della tua vita. Va da se che questa lista è una selezione del tutto personale di “tips”. Quando hai finito di leggerla se vuoi puoi lasciarmi un feedback oppure puoi aggiungerne qualcuna anche tu!
Ecco a te i 51 consigli su come ottenere “Una vita migliore” di Luciano Cassese.
1. Segui il principio del rasoio di Occam : « È inutile fare con tanto di più, quello che si può fare con meno. »
2. Circondati di cose belle, perché quando lo fai ti ricordi il motivo per il quale lavori.
3. Evita di trascorrere il tuo tempo con persone negative che assorbono la tua energia la tua vitalità e che ti trasmettono tristezza.
4. Trascorri un po’ del tuo tempo in una lenta contemplazione della natura, ti aiuterà a raccogliere idee e ispirazioni che ti saranno poi utili per far decollare i tuoi progetti professionali. È così che sono nati i miei progetti migliori.
5. Identifica cosa è importante per te, scegli le tue priorità, e dedicati a quelle. Lascia cadere quelle attività che non portano gioia nella tua vita e non ti avvicinano ai tuoi sogni. Ripetiti questo consiglio di un grande uomo: “il nostro tempo è troppo breve per vivere la vita di qualcun altro” S.Jobs.
6. Trascorri il tuo tempo con le persone che ami. Fai diventare questa azione una abitudine. Dopo un po’ ti renderai conto che ti guarirà dall’ansia.
7. Segnati tutti i passaggi che compi per completare ogni attività nella quale sei impegnato più spesso e trova un modo per semplificare e accorciare il processo. Ottimizza i tempi delle azioni routinarie e libera il tempo per quelle attività che ti portano velocemente verso i tuoi obiettivi e che ti fanno stare bene .
8. Crea rituali, routine, e tradizioni. Ti aiuteranno a gestire le priorità della vita. Fai come si fa per festeggiare il compleanno. Il compleanno è l’occasione per gioire della presenza di una persona nella tua vita. Allo stesso modo inventa occasioni e rituali per festeggiare le cose belle che hai. In questo modo ti ricorderai delle cose importanti e delle persone che ami, e lo farai con il pilota automatico.
9. Sii spontaneo ma non rude.
10. Acquista, ogni volta che puoi, cibo biologico e prodotti locali.
11. Trova uno sport o un’attività fisica che ti piace e svolgila spesso. Forse questo ti sembrerà banale ma lo sport aiuta a vivere meglio. Se ti muovi non solo consumi calorie ma, produci endorfine che fanno bene al morale e ti danno l’opportunità di stare meglio.
12. Fai un po’ di meditazione. La meditazione non è una cosa faticosa ma un modo per ascoltare la tua vera voce interiore. Impara a fare silenzio nella tua mente. Non sono certo un assiduo praticante ma quando la pratico mi da tanti risultati. Provaci anche tu ci troverai un tesoro inaspettato!
13. Segui le tue intuizioni. Ascolta la tua voce interiore . Cerca più spesso dentro te stesso le risposte che ti servono. Fallo con fiducia e ci troverai delle grandi opportunità. I miei progetti migliori sono nati così.
14. Sdraiti su un bel Prato di tanto in tanto.
15. Quando serve, vai piano (rallenta) rilassati.
16. Smettila di lottare continuamente.
17. Lascia andare il passato. Non pensare continuamente alle cose di ieri. I ricordi sono spesso una zavorra pesante che non ci fa decollare.
18.Vai a piedi dovunque puoi arrivarci oppure usa la bici. Usa un po’ di meno l’auto e il motorino.
19.Tieni solo una o al massimo due carte di credito, e tieni sotto controllo le spese a debito.
20.Segui la legge di Parkinson’s: imposta un limite di tempo per ogni compito ed attieniti ad esso
21. Apri le finestre e fai entrare spesso aria fresca
22. Fai sport regolarmente .
23. Vivi con il tuo significato
24. Dormi di più . Ti aiuterà ad essere più produttivo più efficace e più efficiente.
25. Fai solo una cosa alla volta e fai tutto con la piena presenza mentale.
26. Ridi spesso, ti fa bene all’umore alla salute e al successo personale e negli affari.
27. Non preoccuparti di piacere necessariamente a tutti.
28. Impara a dire no in modo costruttivo.
29. Impara a delegare .
30. Paga qualcuno per sbrigare le cose che non ami fare come fare la dichiarazione dei redditi, le faccende domestiche, le pratiche amministrative.
31. Crea un menù a base di cibi sani e naturali e nutriti regolarmente con quelli.
32. Crea una lista di cose semplici che ti apportano piacere e di modi per celebrare la vita (feste, ricorrenze, anniversari) e indugia spesso in queste cose.
33. Alzati sempre presto la mattina.
34. Decidi con chiarezza cosa vuoi dalla vita. Niente complica di più la propria esistenza come l’avere obiettivi vaghi.
35. Componi la tua definizione di successo; assicurarsi che ti incoraggi a lottare per raggiungere i tuoi desideri autentici e allo stesso tempo ti permetta di godere il viaggio che stai intraprendendo. Ispirati a quello che diceva Christopher Morley sul successo: “C’è un solo tipo di successo. Per poter passare la vita a modo tuo. ”
36. Smettila di paragonarti continuamente agli altri. La vera gara nella vita è con se stessi!
37.Sii leale. Sii onesto. Sii affidabile. Sii generoso. Rispetta gli altri.
38. Sviluppa abitudini positive come ad esempio :fare regolare esercizio fisico e risparmiare mensilmente almeno il 10% del tuo reddito.
39. Elimina almeno due abitudini negative all’anno, come fumare, o guardare troppa televisione.
40. Identifica le 4 o 5 cose più importanti della tua vita. Leo Babauta per esempio ha identificato la sua famiglia correre regolarmente, scrivere, e leggere come le 4 cose più importanti della sua vita. Le tue quali sono?
41. Svuota la tua casella di posta elettronica.
42. Utilizza un semplice sistema di archiviazione semplice.
43. Smettila di cercare di cambiare le persone. Perdi solo energie. Gli altri sono già perfetti così come sono.
44. Pianifica il tempo delle tue vacanze ogni anno. Le vacanze non solo sono importanti per il tuo riposo ma, anche come fonte di idee e ispirazioni!
45. Affronta un solo obiettivo alla volta, invece di cercare di portare avanti molte cose assieme.
46. Abbandona il mito della perfezione e scegli di essere sempre “il meglio che puoi”.
47. Quando organizzi il tuo tempo, invece di avere tonnellate di elementi in un’incredibilmente lunga lista di cose da fare, tieni separati i progetti dai singoli compiti. I progetti rappresentano gli obiettivi di alto livello, mentre le attività sono i punti di azione individuale che sono necessari per completare ogni progetto.
48. Concediti il lusso di essere te stesso.
49. Tieni sempre a mente il vecchio adagio: un posto per ogni cosa ogni cosa a suo posto.
50. Ripulisci il tuo spazio dalle cose vecchie. Sbarazzarti di tutto ciò che ti ricorda di persone o di tempi passati che possano riportarti alla memoria ricordi infelici.
51. Non prendere più del necessario.
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Partecipa anche tu !
E tu cosa aggiungeresti a questa lista per ottenere una “Vita Migliore” ?
In tutta sincerità quale consiglio ti sentiresti di aggiungere a questa lista ?
Sentiti libero di aggiungere un tuo consigli inviando un commento a questo Post qui sotto !
Ho letto il tuo articolo …. anche se la mia situazione mi è ben chiara da tempo …. tu concludi scrivendo “allora è davvero il momento di cambiare! Anche se c’è la crisi!” ,
scusa la mia provocazione …. come dare una svolta?????
sono un assistente sociale che lavora nel privato sociale e nel settore che più mi appassiona – minori- e ritengo di essere soddisfatta della mia scelta professionale ……. ciò che non va ???? …. delle mie risposte alle domande 4), 5), 6), 7) e 8) …… riferisco solo ….. non mi pagano da sei mesi, subisco pressioni perchè in azienda cercano di indurre alle dimissioni alcune figure professionali……. Ma dov ‘è l’alternativa ????? considerato che ho 44 anni??????
Intanto grazie a Luciano per l’interessante articolo. Di questi tempi capisco che possa risultare quasi provocatorio “concedersi il lusso” di porsi certe domande. Mi occupo di formazione da tanti anni, e da quando sono anche coach, cerco sempre di capire quale è il livello di cambiamento possibile per il cliente che ho davanti. Dato il contesto economico ed il settore di attività di Sandra (n.d.r. in cui ho lavorato anche io), ad esempio, mi sembra chiaro che si tema di perdere il poco che si ha, lavorativamente parlando.
Credo che possiamo anche permetterci di domandarci quale sono le opzioni che ho a disposizione. Come potrei migliorare la mia situazione lavorativa senza rinunciare alla mia struttura motivazionale? Come posso migliorare la mia employability (intesa come appetibilità sul mercato)?
Siamo sicure/i di aver cercato tutte le alternative o siamo ancora nella nostra zona di comfort?
Auguro a tutte/i noi di scavare fino in fondo per trovare le risposte più autentiche anche a queste domande!
Buon Lavoro!
sono daccordo con te sandra. sono nella tua stessa situazione lavorativa essendo un educatore.conoscendo anche le dinamiche lavorative nel privato sociale si fa presto a parlare.
Ciao Giorgio ,
Anche io lavoro nello stesso tuo settore anche se sono un formatore.
QUando parlo di solito parlo per esperienza. Come rispondevo a sandra ho cambiato lavoro proprio di recente . E ti assicuro si può fare ! se si cerca si trova la strada per la propria realizzazione !
Ciao Sandra
Innanzitutto grazie per questa risposta sincera a questo post !
Io l’ho fatto più volte!
Più volte mi sono posto queste domande più volte ho cambiato completamente lavoro (anche sbagliando le mie scelte e anche sbagliando nei comportamenti alle volte anche sbattendo la porta) e l’ultimo cambiamento l’ho fatto proprio nel 2011 a settembre in piena crisi economica, e sopratutto poco dopo essermi sposato con fitto da pagare e tutto quello che ne consegue!
Ho fatto un vero e proprio salto nel vuoto! ho interrotto un rapporto di partenariato (ero senjor partner di una società di formazione) che durava da oltre tre anni. Quando ho interrotto questo rapporto, ero in perdita, con tanti crediti da recuperare che non sapevo se avrei mai recuperato, non sapevo cosa avrei fatto e non avevo un progetto definito. Avevo solo un obiettivo e mi sono voluto mettere alla prova. Il progetto si è definito strada facendo in un mese.
Risultato : oggi sono qui molto più contento e soddisfatto di prima e sono qui a parlartene!
Certo potresti obiettare che nel mio caso … essendo un lavoratore autonomo e free lance sono molto più abituato al cambiamento di molte altre persone. … quindi per me è più facile cambiare . Ma posso dirti che c’è sempre tempo e sopratutto spazio (opportunità) per cambiare. Ti basta solo cercarle!
Se ti poni l’obiettivo di trovare soluzioni e sopratutto ti poni le domande giuste la soluzione arriva!
LA resistenza maggiore al cambiamento non è data dall’ambiente, dalla situazione contingente, dalla crisi o dal lavoro che manca. La resistenza più grande è data dalla paura di perdere ciò che si ha.
Lo so perchè l’ho vissuto anche io. Tante volte ho affrontato insoddisfazioni frustrazioni etc etc. per paura di non farcela, per paura di fallire, per paura del giudizio delle persone care. E questo errore l’ho ripetuto più volte nel corso della mia carriera professionale. Anche lo scorso anno.
Per più quasi un anno (2011) ho affontato una situazione lavorativa insoddisfacente sotto tutti i punti di vista per paura del VUOTO .
Capisco molto bene le tue parole … in parte sembrano quelle che pronuncio anche io nei momenti di scoramento. Ma sono parole dettate dalla stanchezza. Non sono le ultime parole sulla tua vita professionale.
Guardati attorno ! e inizia a vedere se intorno a te o nella tua rete di rapporti o da altre parti, potrebbero aprirsi opportunità! datti come obiettivo quello di identificare , stanare , opportunità professionali o di business! Chi lo sa ? domattina potresti decidere di diventare un imprenditore!
CHiediti cosa davvero ti piacerebbe fare nella vita e Fai lo sforzo di cercare opportunità per un mese, senza abbandonare il tuo attuale lavoro. Tra un mese ti saranno venute tante idee e avrai scovato tante opportunità di lavoro.
Tante volte noi sopravvalutiamo quello che possiamo fare in un giorno e sottovalutiamo quello che possiamo fare in un mese o in un anno!
Prova per un mese a guardarti attorno e a trovare opportunità e poi mi fai sapere …. io sono sicuro che troverai tante risposte 😉
In bocca al lupo per il tuo successo professionale che, sono sicuro, arriverà prima di quanto credi !
ciao
Ciao Luciano, io mi trovo in una situazione di questo tipo.
25 anni, odio sembrare tirchio o squattrinato ma per onestà di descrizione voglio essere preciso: non sto pagando la luce e la bolletta internet e probabilmente me la staccheranno presto.
Ho fatto lavoretti qui e li ma ho un sogno vivo in testa: FARE IL FORMATORE / SHOWMAN. nel senso che ho accumulato e organizzato una grossa mole di materiale che vorrei mostrare alla gente in una veste mia, unica e stimolarli a cambiare vita e rischiare.
Parenti, amici, società mi dicono di trovarmi un lavoretto per mantenermi ma io SENTO STA “”chiamata””.
Il problema è che vorrei sapere come poter iniziare a guadagnare qualcosa con le mie abilità. Mi piacerebbe lavorare da solo come se fossi un’azienda ma non ho un percorso da seguire.
Come posso trovare un modello da seguire ? Secondo una tua valutazione (che prenderò come valutazione e non come legge) è possibile bussando a tutte le porte, iniziare a guadagnare fin da subito anche una cifra di 50€ al giorno ? come puo fare chi ha un sogno ma non ha una mappa ? La fiducia si acquista strada facendo o si deve partire SPARATI ?
Sono convinto che hai compreo la parte del mio discorso che volevo trasmetterti. Un caro saluto e complimenti per questo fantastico spazio. Leggere sulla barra degli indirizzi PROFESSIONE formatore, mi piace un casino 😀
Amerigo
Ciao Amerigo,
se hai un sogno così entusiasmante, se addirittura senti una “chiamata”, non puoi fare a meno di seguirlo!
Non so se conosci la tecnica che Walt Disney utilizzare per realizzare le sue idee, per creare personaggi, storie e cartoni animati.
Per prima cosa si concentrava sul suo sogno e lo definiva in ogni dettaglio (nel tuo caso: “voglio fare il formatore/showman”: dove lo faresti, a chi ti rivolgeresti, che cosa vorresti comunicare e perchè). POi passava nella fase realistica: come lo posso realizzare, quali azioni devo fare, chi mi può aiutare (questo ti serve per disegnare un piano di azione, non deve essere perfetto, ma è sicuramente una prima mappa che poi andrai a modificare mano mano che procedi).
Infine c’è la fase “critica”: in cui ti chiedi che cosa potrebbe non funzionare e come porci rimedio.
Quanta fiducia serve per iniziare? quella che ti basta per fare il primo passo, la prima azione concreta! bisogna essere pronti a confrontarsi con la realtà, anche a prendere delle sonore cantonate, ma la cosa essenziale è imparare da quello che ci succede, cambiare la strategia e andare avanti.
Amerigo, inizia con il primo passo, fai un piccolo evento gratuito o a 5 euro….già se verranno solo 10 persone avrai guadagnato 50 euro, ma soprattutto ti sarai messo alla prova ed avrai iniziato a concretizzare il tuo sogno!
in bocca al lupo!
Mariangela
Sandra, concordo con quanto detto da Luciano!
Capisco bene che per come vedi la tua realtà adesso, per quello che è il tuo scenario di riferimento, probabilmente non ci sono alternative percorribili ma…….cosa succederebbe se iniziassi a comportarti come se un’alternativa ci fosse da qualche parte, magari al di là dell’orizzonte conosciuto?
In che direzione ti muoveresti per cercare? a chi ti rivolgeresti? che cosa faresti?
Come dice Luciano, guardati intorno per un mese, ma da una prospettiva nuova, come se l’alternativa ci fosse veramente da qualche parte: ti sta aspettando, devi andarla a trovare!
in bocca al lupo!
Mariangela
Mi sembra un questionario fatto davvero molto bene il quale genera nella mente di molte persone le quali hanno davvero le idee professionalmente confuse una serie di riflessioni importani per un proseguimento della propria carriera lavorativa
Caro Luciano,
il tuo post mi ha aperto ad una serie di considerazioni che, da oltre 3 anni (ovvero da quando ricopro questo ruolo in questa azienda) effettuo più o meno consapevolmente ogni giorno ma a cui non avevo mai dato una struttura così precisa e “scioccante”, perché tanti “no” tutti ammassati infelicemente insieme hanno un certo impatto.
Purtroppo ho totalizzato 9 “no” su 10, con la sola eccezione della domanda relativa allo stipendio, ma con l’aggiunta di un commento credo eloquente, ovvero che nessun compenso è a mio avviso accettabile per trascorrere 10/12 ore lontano dalla propria famiglia, dalla propria unica figlia di 21 mesi a non fare nulla, a non apprendere nulla, a cercare di crescere in un’azienda dove (per una serie di incomprensioni, relazioni mal gestite, un ambiente dai valori che non condivido e un capo che non ha interesse nel farmi crescere ma convenienza ad avere una persona qualificata a farle neppure da assistente ma da segretaria) non crescerò mai, in sostanza, a sprecare il tempo e ad assistere alla mia già bassa autostima precipitare a livelli talmente bassi da dovermi convincere contortamente che il mio problema non esiste, e che, non potendolo cambiare, preferisco non vederlo. La verità è che non riesco a non vederlo, neppure se cerco di chiudere gli occhi per il bene di mia figlia e per la pace in casa.
Quando dico che durante la mia giornata di lavoro non faccio nulla, non esagero, non è un caso, infatti, se oggi, in pieno orario di ufficio, io stia scrivendo queste righe e non stia lavorando, se stia cercando conforto o illuminazione nella rete anziché cercare di migliorare la mia situazione di lavoro in questa azienda, di ampliare le mie conoscenze o di rendermi maggiormente utile. Non sono più motivata e sono stanca di scavare buche e riempirle, stanca di chiedere un maggior coinvolgimento e maggiori responsabilità. Se l’ozio quotidiano credo sarebbe un dramma per chiunque, lo è in particolar modo per una persona che, come me, ante-maternità e ante-matrimonio era tutta lavoro e felice di avere una giornata piena di impegni, pensieri e idee legate alla “professione”. Non mi riconosco più e virgoletto la parola “professione” perché sento, so di non avere più una “professione”, di aver interrotto accettando questo lavoro, un percorso che mi iniziava ad appassionare, nel quale sono capitata per vie traverse ma che mi stimolava quotidianamente. Un percorso appena assaggiato (6 anni di esperienza della realizzazione di campagne marketing e comunicazione per due diverse aziende) e interrotto. Nel mentre il matrimonio, la nascita di una bimba, tanti cambiamenti che, soprattutto in una donna, in Italia, con i tempi, gli umori correnti, non sono una passeggiata. Perché mi trovo a fare un lavoro così lontano da quanto fatto prima? Perché ho avuto la naiveté di accettarlo sulla base di premesse poco chiare e che, per paura, per umiltà mia, per insicurezza, non ho mai spinto affinché si chiarissero con grinta e con tempi determinati. Nel mentre i rapporti si sono deteriorati, l’azienda (sentitasi tradita a mio avviso anche dalla mia maternità – di cui non ho mai “approfittato” – che brutto pensiero…ma sono pensieri che si è portati a fare) non fa altro che attendere che io me ne vada e io, giorno dopo giorno, cerco ancora di fare tabula rasa del giorno precedente, di tutti i dispiaceri e dei piccoli “lutti” che ha generato in me e mi faccio forza per recarmi a lavoro, censurare ogni giorno i miei sentimenti, la rabbia, la delusione, la paura e procedo per portare a casa lo stipendio.
Passione che mi aiuti ad andare “verso” qualcos’altro? Forza positiva che mi salvi dal remare solo “contro” e dall’alimentare solo energia per portarmi “via”? Le vedo appena e, appena le vedo e le sento vicine, incasso fallimenti e giù con il morale e su con valutazioni negative che mi fanno giungere alla conclusione secondo cui, se sono qui, è solo perché altre qualità e capacità non ne ho. Sono tre anni (perché ho capito prestissimo, dopo un paio di mesi che questa azienda e questo ruolo non facesse per me) che cerco alternative, sia di qualità (per reinserirmi nel mare magnum della comunicazione), sia per cercare di attivare
collaborazioni che mi possano stimolare ad ampliare le mie conoscenze e i miei skill ormai arrugginiti dal non dover far nulla di qualificante. La mia domanda è questa: posto che sia chiaro che per me è giunto (da mooolto tempo) il momento di cambiare lavoro, come posso realisticamente illudermi (perché io credo che mi illuderei, non perché credo che l’illusione valga per tutti) di potermi permettere di non accontentarmi e basta se da tre anni l’azienda in cui lavoro non punta su di me, se mi lascia marcire a fare la segretaria mentre il resto dell’azienda si affanna a sviluppare nuovi progetti e se da tre anni il mio curriculum non viene valutato da alcuna azienda interessante? E aggiungo, dove trovare gli stimoli per rimettersi in carreggiata se nessuno mi gratifica, nessuno sembra interessato in me. Premessa in chiusura: sono molto dipendente dalle conferme esterne, ma non credo di avere tutti i torti se queste riguardano il lavoro, o sto sbagliando tutto?
Grazie dell’attenzione.
Matilde
p.s. faccio la segretaria ina una casa editrice. Tanto è la mia “vergogna” (non sono simpatica, lo so) che la relego in uno snobbissimo post scriptum.
Matilde
Scusami ma solo oggi mi sono accorto che c’era il tuo commento
solitamente rispondo in massimo 2 giorni … non so perché ma questo mi era proprio sfuggito.
Innanzitutto voglio ringraziarti per il tuo contributo che penso possa ispirare tanti lettori di ProfessioneFormatore.it.
La condizione che descrivi è davvero comune in questo periodo storico che stiamo vivendo.
Anche io come te in passato mi sono ritrovato in una condizione come quella che descrivi ed ho provato non poca frustrazione nel fare un lavoro che non mi piaceva e nel quale mi sentivo sottovalutato.
Oggi faccio un lavoro che mi piace, vivo di quello che mi appassiona: sono un Formatore, e un internet marketer.
Questo mi permette di essere utile a tante persone e mi da la forza di alzarmi dal letto tutte le mattine con sempre maggior entusiasmo. Come ho fatto a cambiare la mia vita? Mi sono INVENTATO letteralmente il mio LAVORO.
Da tanto tempo ho abbandonato l’idea che esista “li fuori da qualche parte” un lavoro perfetto, un lavoro in cui sentirsi realizzati apprezzati e allo stesso tempo che ci dia la possibilità guadagnare dignitosamente. A meno che TU non te lo INVENTI! Il lavoro perfetto lo puoi creare solo tu!
L’unico modo che conosco per conciliare esigenze di Guadagno, REALIZZAZIONE PERSONALE e CREATIVITA’ è quello di mettersi in proprio.
In questi ultimi tempi un grande aiuto a realizzare la vita dei miei sogni mi è stato fornito dall’apprendere il marketing su internet.
Grazie ad Internet anche tu come me potresti Vivere delle tue passioni. Puoi trasformare le tue passioni in una attività redditizia on line in modo semplice e veloce. Io ho imparato da Italo Cillo.
Ti condivido con affetto il link alla principale scuola italiana di internet marketing per imparare a costruire un Business con le tue passioni On line
Cerchia Ristretta