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Manager in Forma

 

Per tutti i consulenti e formatori e per tutte le aziende che vogliono conoscere le più interessanti e attuali proposte formative una giornata da segnare in agenda: martedì 21 Giugno 2011 ore 13,30-18,30, Milano, Auditorium San Carlo per Manager inForma.

Manager inForma: Professionisti della Formazione a Confronto” è infatti l’evento di Connecting-Managers®, la più grande business community italiana, dedicato a chi offre e chi cerca consulenza formazione. Una vera e propria vetrina dove i consulenti e i formatori potranno presentare i propri corsi di formazione, le proprie aree di competenza ed interagire con un pubblico che vuole crescere professionalmente e personalmente.

Manager inForma: Professionisti della Formazione a Confronto” è un evento che ha già avuto grandissimi riscontri nelle tre edizioni 2010 come occasione esclusiva per coniugare le esigenze di interlocutori differenti. Da un lato infatti consulenti e formatori illustrano le proprie competenze e professionalità con le attuali proposte di corsi; dall’altro le aziende e gli ospiti trovano raccolta una panoramica dell’offerta formativa più aggiornata e di qualità; tutti hanno modo di aumentare le conoscenze e i contatti professionali, stimolare le collaborazioni e far crescere il proprio business.

Il format prevede che i consulenti e formatori scelti abbiano a disposizione circa 20 minuti di tempo per presentarsi alla platea, costituita da rappresentanti aziendali e non solo, ed esporre la propria proposta formativa. Due momenti di Network Drink spezzano l’incontro e diventano momento per fare Marketing Relazionale e scambiare contatti e informazioni con gli interessati.

A contorno della giornata sponsor e media partner alimentano ulteriormente il bacino di opportunità di business con cui entrare in contatto in questo intenso incontro di marketing relazionale.

Luigi Fusco, presidente di Connecting-Managers®, commenta sull’evento: “Questa quarta edizione di Manager inForma conferma il successo di un format che ha coinvolto aziende, consulenti e formatori in modo efficace e innovativo. In un contesto di mercato in cui l’offerta formativa è molto ampia e variegata, questo evento si pone come punto di riferimento per trovare una formazione di qualità.”

Per informazioni

Per informazioni sull’evento e su come parteciparvi come ospite, consulente/formatore o sponsor visita il sito http://www.connecting-managers.com/eventi-e-formazione/manager-informa o

contatta info@managerservizi.com

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Generale Professione

Vuoi essere un formatore di successo?

 Vuoi essere un formatore di successo?  Vuoi vivere di formazione ? Anche oggi con le difficoltà economiche che tutto il Paese sta affrontando ?

In tanti mi chiedono come diventare e, sopratutto, come essere formatore di successo, oggi in questo periodo di crisi!

Quando mi chiedono: “che lavoro fai?” io rispondo sempre: ” il Formatore“,  perché il 90% del mio reddito proviene dalle attività di formazione.
In tanti considerano la formazione come un mezzo per fare qualche consulenza in più e raccimolare qualche extra a fine mese.
Programmatori, sviluppatori web, psicologi, esperti di sicurezza uomini del marketing, medici etc etc . In tanti fanno il formatore solo occasionalmete come un extra.  Per me non è così!
Dal mio punto di vista essere un formatore di successo vuol dire vivere della propria passione. Vuol dire esercitare in maniera continuativa (non occasionale, non di tanto in tanto) la professione del formatore e ricavarci un reddito sufficiente per vivere bene, pagare le spese di uno studio, pagare le bollette, pagare i collaboratori, pagare le rate della macchina, pagare il mutuo e mettersi anche qualcosa da parte, e farsi passare anche qualche sfizio! Allora…

Come si fa ad essere formatore di successo ?

Come si fa ad essere formatore di successo ? Quali sono i percorsi per diventarlo?

Nonostante questa professione esista da oltre 30 anni in italia, ancora oggi non esiste un percorso universitario organico per acquisire le competenze utili a esercitare con successo la professione del formatore.  La Figura professionale del formatore non è una figura riconosciuta e codificata nell’ordinamento  italiano (questo non è un male anzi è qualcosa di positivo). Non esistono Ordini, non esistono albi nazionali, e tanto meno programmi codificati di formazione (Come può essere ad esempio la SIS per i docenti di scuola) .

Tanti dei percorsi di formazione offerti dalle università si concentrano sugli aspetti istituzionali della formazione finanziata
(fondi pubblici, fse,  etc. ) senza curarsi minimamente di curare tutto il mercato della formazione . Non spiegano cosa cercano i clienti, cosa offrire sul mercato, quali prodotti formativi sviluppare, quali competenze sviluppare, cosa fare e dove trovare clienti.

 Quale futuro lavorativo per un formatore di successo?

Sai una cosa ? Negli ultimi anni stiamo assistendo tuttavia ad un grandissimo cambiamento nel mercato della formazione. Come è stato messo anche in evidenza dal “rapporto sul futuro della formazione”  della Commissione de Rita, (istituita con Decreto del Ministro del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 2 aprile 2009 scaricabile nella sezione download di questo sito) chi esercita il mestiere del formatore deve sempre di più orientarsi al mercato ed alla domanda proveniente dalle aziende e dai privati.

Fino a qualche anno fa la formazione in italia è stata trainata dalla domanda pubblica. Erano e Pubbliche Amministrazioni (Regioni, Province, comuni, scuole, etc.etc.)che finanziavano grandi programmi di formazione e decidevano le iniziative da finanziare  (tutte fortemente orientate ad interessi di carattere pubblicistico). Nel prossimo futuro non sarà più così ! Già oggi l’attuale crisi della finanza pubblica ha ridotto notevolmente le risorse destinate alla formazione professionale.
Esiste tuttavia una grande opportunità proveniente dal mercato privato.  Leggi attentamente quello che segue perchè sto per rivelarti qualcosa di veramente prezioso!
Stiamo assistendo ad una vera e propria primavera del mercato della formazione in Italia.  Una vera e propria fioritura della formazione.   Mai come in questo periodo la domanda Privata di formazione sta crescendo a ritmi inaspettati ed impensabili fino a qualche anno fa. 

Sono tantissime le aziende già oggi disposte ad investire migliaia di euro in formazione e tantissime le persone che spendono per la propria formazione. Vuoi un esempio? non credi alle mie parole?
Bene Prova a chiederti allora: “quante sono le persone che frequentano i seminari di Anthony Robbins?” e ancora  “Quante sono le persone che sono andate al Milionar Mind Intensive di Eker l’anno scorso a londra? e quanti ci andranno quet’anno a rimini?” Se non lo sai posso dirti che registrano ben oltre 5000 partecipanti ad edizione per ogni evento.
L’enorme successo di personaggi come Anthony Robbins ed Harv EKER  è testimone di fermento inimmaginabile fino a soli 5 anni fa!   Una vera e propria fioritura della domanda privata di formazione!

Investire su di se

Chi vuole diventare un formatore di successo e chi già esercita professionalmente questa attività se vuole avere un vero successo duraturo nel tempo per almeno i prossimi 10 anni deve iniziare già oggi ad investire su se stesso ed orientarsi sempre di più al mercato e sempre di più ai privati. Viviamo un vero e proprio cambiamento epocale.

Come dice il proverbio “CHI NON MIGLIORA, PEGGIORA“. E oggi è il momento buono per cominciare a investire su se stessi.
Quella che voglio presentarti oggi è una iniziativa davvero interessante per il tuo futuro come formatore.
Nella città di Roma è attivo già da 8 anni un master di formazione formatori organizzato da un gruppo leader di mercato. Organizzato e tenuto da veri professionisti (nonchè persone davvero squisite).
Se segui il mio blog noterai che in due anni non ho mai fatto promozione a nessuno fuorché 1 o 2 persone di cui ho testato personalmente la qualità professionale e personale. Quindi se ti parlo bene di una iniziativa è solo perchè è un gruppo che ha guadagnato la mia stima e la mia fiducia.
Il gruppo che Max Formisano ha messo insieme è un gruppo devvero entusiasmante. Max ha coinvolto e ha un numero davvero impressionante di colleghi formatori di altissimo livello e li ha messi insieme per realizzare un intervento formativo,  e di aggiornamento, senza precedenti.
Il corso della durata di un anno è strutturato in formula week end. E’ un corso modulare (si possono frequentare anche soltanto i singoli moduli) frequentato anche da tante persone che già lavorano come formatori.
Chi partecipa ha quindi la possibilità non solo di accedere a contenuti di altissimo valore ma, ha anche l’opportunità di tessere una buona rete di rapporti professionali con persone che fanno lo stesso mestiere e sviluppare collaborazioni.
Il corso è fortemente orientato al Mercato. A tutte quelle iniziative formative che già oggi hanno un enorme potenzialità di sviluppo ed è un vero investimento che ha la potenzialità di produrre risultati positivi per i prossimi 10 anni se non di più.
Da questo link è possibile avere informazioni sulle date dei differenti moduli formativi e dei relativi costi .
Questo può essere l’investimento che per te  farà la differenza da qui ai prossimi 10 anni. 

Io ci sarò !  Tu sarai dei nostri? 
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Generale Professione

Prima o poi capita a tutti di parlare in pubblico

parlare in pubblico capita a tutti

Prima o poi può capitare a tutti di dover parlare in pubblico. Può accadere per motivi di lavoro, a scuola, all’Università, in politica, in un a riunione di condominio o semplicemente in un gruppo di familiari durante una festa.

Oggi l’arte di parlare in pubblico bene costituisce un elemento molto importante per ottenere il successo in tutti i campi e ad ogni livello della nostra vita.

Come ho scritto anche nel mio corso gratuito per email  “Public Speaking – Conquista il tuo pubblico in 7 semplici mosse”  Molti commettono l’errore di confondere comunicazione con informazione.

Anche in ambienti universitari molti considerano i mass media (che sono solo uno strumento della comunicazione) come essenza stessa della comunicazione. Se provi a chiedere ad una persona qualunque che incontri per la strada o alla fila del supermercato chi è un buon comunicatore, ti risponderanno “Berlusconi” o qualche altro personaggio della politica o dello show business. Ma questo è sbagliato! quello che noi vediamo in televisione e nelle pubblicità non è comunicazione ma semplice informazione (che è a sua volta solo un elemento della comunicazione).

Comunicazione deriva dal latino Communis agere (cum = con, e munire = legare, costruire e agere = agire ) e significa letteralmente mettere in comune, far partecipe. In italiano, il termine “comunicazione” ha il significato semantico di “far conoscere“, “rendere noto“.

La comunicazione non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni (secondo il modello di Shannon-Weaver) ma è un processo costituito da un soggetto che chiamiamo emittente che ha intenzione di far sì che un altro soggetto che chiamiamo ricevente pensi o faccia qualcosa. Nella comunicazione c’è sempre un altro soggetto.

Questa è la grande differenza tra comunicazione e informazione. Per esserci comunicazione ci deve essere sempre un altra persona e un sistema di monitoraggio del feedback. Senza considerare il feedback dell’altro non c’è comunicazione.

Comunicare vuol dire condividere informazioni, progetti e idee. La società in cui viviamo, soprattutto nei differenti ambiti professionali, ci presenta sempre più spesso situazioni nelle quali dobbiamo condividere le nostre informazioni, i nostri progetti e le nostre idee con un folto numero di persone.

A tutti capita di parlare in pubblico

Non è necessario che tu sia un formatore o un insegnante per dover apprendere le tecniche per parlare efficacemente ad una platea. Potresti essere un architetto che deve presentare un progetto per l’approvazione e il finanziamento, un dipendente di una comune azienda che deve intervenire in una riunione oppure, potresti essere un venditore che deve presentare un nuovo prodotto ad un intero gruppo di persone.

Le occasioni oggi sono infinite. Comunicare bene in pubblico significa condividere efficacemente idee con il tuo pubblico siano essi colleghi, superiori o clienti.

Quante volte hai sentito utilizzare un’espressione del genere :

«Tenere un discorso innanzi a una platea? No, grazie non fa per me, lasciamo perdere…»

La paura di affrontare il pubblico non deve far dire: «Non ci vado!».

Anche io le prime volte che mi sono trovato di fronte ad un’aula ho avuto tanta paura. Paura di sbagliare, paura di non essere all’altezza, paura del giudizio degli altri. Non bisogna preoccuparsi perché talvolta la paura prende anche gli uomini di spettacolo e ai professionisti navigati.

Dale Carnegie un giorno ha detto: “Conosco poche cose capaci di dare un piacere più grande del saper tenere un uditorio con il potere della parola”.

Questo è proprio vero! Quando si riesce a canalizzare l’attenzione di una platea e a condividere le proprie idee con un gruppo di persone si prova una sensazione di grande successo! Ed è solo questione di Tecnica non c’è una predisposizione biologica.

Ciascuno di noi ha la capacità e le potenzialità, più o meno latenti, per alzarsi in piedi e comunicare con sicurezza ed efficacia di fronte a un uditorio. A testimonianza di questo, posso citare alcuni grandi oratori del passato: Cicerone, A. Lincoln, G.B. Shaw; tutti sono arrivati a esprimere il loro massimo potenziale pur avendo manifestato evidenti difficoltà all’inizio.

Qualora non bastassero questi eminenti esempi storici, è sufficiente osservare come alcuni giovani laureati, in forte crisi durante le prime presentazioni aziendali, si trasformano rapidamente in ottimi professionisti della comunicazione in pubblico nell’arco di qualche mese. Ne consegue che la capacità comunicativa si può acquisire con relativa facilità.

4 condizioni per parlare in pubblico e avere una performance eccezionale

Esistono quattro condizioni fondamentali per esprimere al meglio il nostro potenziale comunicativo nei riguardi di un gruppo di persone:

  1. Convinzione che vogliamo diventare i migliori.
    La capacità di diventare un perfetto oratore parte dalla convinzione di voler fare lo sforzo necessario per diventarlo. Il concetto di eccellenza che voglio affermare è quello tipico della Qualità Totale, vale a dire una spinta al miglioramento continuo, un impulso interiore a non sapersi accontentare del livello di qualità raggiunto, tendendo sempre al gradino superiore. Se coltivi costantemente questa spinta verso l’eccellenza personale riuscirai a raccogliere grandi successi. Esistono molte persone refrattarie a questo stimolo di crescita personale, quasi nessuna disposta ad ammetterlo esplicitamente; generalmente queste persone preferiscono crearsi un alibi protettivo che nasconde la paura di mettersi in discussione. Se anche tu sei tra questi, puoi interrompere la lettura di questo report sin da ora.
  2. Metabolizzare il contenuto della relazione
    Una presentazione importante, una lezione, una relazione aziendale sono eventi da considerare con grande importanza e a cui dobbiamo dedicare un tempo adeguato per la preparazione. Un copione di massima, preparato con sufficiente anticipo, viene assorbito dalla nostra mente, arricchito di dettagli e approfondimenti, fino a prevedere le domande ed eventualmente le obiezioni che i nostri interlocutori potrebbero farci. Metabolizzare il contenuto di una relazione significa trasferirla a livello di subconscio per poi esibirla con la disinvoltura e la sicurezza tipica di chi non deve fare attenzione alle parole. In antitesi c’è la preparazione fatta in fretta, pochi minuti prima di andare in scena oppure, ancora peggio, la presentazione preparata da altri, come la lettura delle slide scaricate da internet, o la relazione politica che deve necessariamente essere letta e che porta l’oratore a espressioni di mal celato stupore, rendendo evidente la contraddizione tra le proprie idee e quelle lette al pubblico.
  3. Oratori non si nasce ma si diventa.
    Il primo grande successo si ottiene con la presa di coscienza che oratori non si nasce, ma si diventa, e soprattutto con la scoperta che un’efficace comunicazione comporta il rispetto di poche e semplici regole. Parlare in pubblico è una competenza e come tutte le altre si può apprendere semplicemente.
  4. Fare molta pratica.
    Il miglioramento nella comunicazione presuppone un cambiamento comportamentale: tale cambiamento non viene ispirato solo dalla lettura o dall’osservazione ma, per realizzarsi richiede anche una certa pratica. Per migliorare il proprio potenziale occorre cogliere ogni occasione che si presenta nella vita per esercitare la comunicazione: una riunione condominiale, una riunione scolastica, una barzelletta a un gruppo di amici sono tutte buone occasioni per fare pratica e sviluppare le proprie capacità.

 

Public speaking corso per email
Fermati un istante! 

Corso gratuito di “Public Speaking – Conquista il tuo pubblico in 7 semplici mosse” per e mail di professioneformatore.it . Il Corso per e-mail è completamente gratuito.

Questo materiale è strutturato come un corso suddiviso in 7 appuntamenti bisettimanali. Nell’arco di tre settimane a partire da oggi riceverai nella tua casella di posta elettronica 2/3 paragrafi a settimana. Nell’insieme i sei capitoli di cui si compone questo corso costituiscono un intero manuale sulle tecniche e strategie per parlare in pubblico. Clicca qui per accedere al materiale 

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Generale Professione

Chi è e cosa fa un formatore?

formatore: chiè un formatore e cosa fa

Quando mi chiedono: “che lavoro fai?” io rispondo sempre, ormai da 15 anni, “il formatore“!

Tuttavia capita  ancora oggi che le persone rimangano perplesse a sentire questa parola, non riuscendo ad  incasellarmi in una professione tradizionale e mi rispondano “il che ? l’informatore?“.   Negli ultimi tempi per  far capire subito di cosa sto parlando ho identificato una espressione semplice ma al contempo efficace quanto sintetica: “faccio i corsi di formazione“.

In due anni di vita di questo di blog ho ricevuto tante domande di persone interessate alla professione del formatore, in tanti mi hanno chiesto come si fa a diventare un formatore. E in effetti quella del formatore è una attività professionale che affascina tanti, ne è testimone il numero sempre crescente degli iscritti ai di corsi di laurea in “Scienze della formazione” e in “formazione degli adulti”. Ma cos’è e cosa fa un formatore?

In queste brevi righe vorrei provare a identificare una serie di tratti comuni utili, un domani, a formulare una definizione del mestiere di formatore e provando a tracciarne i confini del ruolo e degli ambiti operativi . >

Quella del formatore è una professione relativamente giovane diffusa in italia a ridosso anni ’70 per rispondere alle esigenze di aggiornamento e riconversione delle professionalità degli operai delle grandi aziende. Nel corso degli anni si sviluppa poi intorno a 4 tipologie di mercato che sono: le attività di formazione finanziata  da risorse pubbliche, le attività autofinanziate dagli stessi corsisti, la formazione privata e la formazione aziendale. L’analisi del mercato della formazione professionale è un argomento ampiamente trattato nel  filmato che trovi all’indirizzo web: http://www.professioneformatore.it/primo-piano/quali-sono-le-opportunita-di-mercato-per-un-formatore/  e quindi lo tralascieremo nel corso di questo articolo.

Non è semplice definire la figura professionale del formatore, sono tante scuole di riferimento e che si propongono di offrire percorsi  di sviluppo delle competenze utili all’esercizio della professione ma, nessuna di esse aderisce ad una definizione considerata universale e standard.

Quindi, qualora si volesse ritagliare una “definizione di formatore” penso sia utile  partire dall’analisi del suo ruolo professionale. Proviamo, quindi, a chiederci: Cosa fa il formatore? e cosa differenzia un formatore da un docente di scuola o da un professore universitario?

Diversamente da un docente di scuola o Universitario, che lavora sulle conoscenze dell’individuo il formatore (sia in ambito tecnico sia in ambito personale, motivazionale)  lavora sulle competenze dell’individuo sulle sue skill, come direbbero gli anglosassoni.

Il formatore è una persona incaricata di sviluppare competenze nei suoi soggetti clienti. Siano essi un gruppo classe o un individuo singolo.Ma la competenza è sempre qualcosa che appartiene alla sfera personale del  cliente,  non è una cosa che può essere trasferita ma, è qualcosa che deve svilupparsi.

Il formatore è, fondamentalmente, un facilitatore dello sviluppo delle competenze. Cioè la sua azione è finalizzata a rendere semplice, veloce ed efficiente il processo di “Sviluppo”  di nuove competenze.

Se partiamo dalla definizione classica di competenza (come un’insieme coordinato di risorse personali che permette lo svolgimento eccellente di una specifica mansione in un determinato processo produttivo) possiamo definire il formatore come quella persona che rende più semplice ed efficiente il processo di acquisizione delle risorse personali di lavoratore.

Il formatore quindi lavora per lo più su un Saper Fare e un Saper Essere di un lavoratore, piuttosto che sul Sapere.

La differenza principale quindi rispetto alle altre professioni dell’insegnamento (docente di scuola e professore universitario) la ritroviamo proprio nell’oggetto del suo operare.

Il formatore non trasmette concetti ma agisce come veicolo e acceleratore nello sviluppo di competenze da parte del cliente. E’ più vicino quindi alla figura professionale dell’allenatore sportivo che spiega tecniche, introduce tattiche di gara, mostra esercizi ginnici, motiva e accompagna l’atleta verso le sue migliori performance.

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Life Style Professione

Ce l’ho sulla punta della lingua…

memoria

 

Eppure fino a 5 minuti fa me lo ricordavo!

Aspetta, com’è che si chiama quello lì?

La lista dei brutti scherzi che ci gioca la memoria è davvero infinita, eppure a chi non è capitato di trovarsi in almeno una di queste imbarazzanti situazioni nella vita?

Presi dalle troppe cose da fare, dal ritmo frenetico della vita quotidiana e dai mille impegni sembra a volte che ci sfuggano dalla mente anche le cose più ovvie e che abbiamo sempre ricordato.

Da non sottovalutare inoltre la “comodità” di poter annotare tutto su cellulari, palmari, agende elettroniche e chi più ne ha più ne metta!

Attenzione! E’davvero un’arma a doppio taglio! Se infatti da un lato la tecnologia ci permette di avere a disposizione un’enorme massa di memoria “virtuale”, d’altro canto il messaggio sottile, che si insinua subdolo e strisciante nella nostra mente è “Devi scrivertelo sul cellulare, altrimenti finirai col dimenticartene!”. E’ un cane che si morde la coda: più uso supporti esterni, meno ricordo spontaneamente e meno ricordo spontaneamente,  più mi verrà voglia di scrivere tutto!

La memoria funziona esattamente come un muscolo, è efficiente quando allenata, perde colpi quando non la usiamo.

E allora qual è il rimedio?

Il primo semplice (ma non scontato) è quello di iniziare gradualmente a bandire le “stampelle” elettroniche (sì, avete capito bene: stampelle! Cosa me ne faccio se ho le gambe perfettamente funzionanti? Di certo se continuo ad utilizzarle dopo un pò i miei muscoli cominceranno ad afflosciarsi).

Iniziamo dalle piccole cose: a meno che non si tratti di informazioni davvero importanti iniziamo a prendere l’abitudine di annotare le informazioni mentalmente nel nostro cervello. Noteremo che dopo un pò il compito diventerà spontaneo e naturale.

Se tuttavia questo non dovesse bastare, possono venirci in aiuto i suggerimenti degli antichi artisti della memoria (tra cui anche Cicerone). I supercervelloni dell’antichità erano infatti bravissimi a memorizzare creando delle immagini bizzarre e divertenti che rimanevano ben impresse nella loro memoria.

Facciamo una prova?

Nostro marito (o nostra moglie) ci chiede di comprare pane, latte e  riso prima di rincasare…Compito arduo se non ho carta e penna a portata di mano, vero?

Un buon modo per memorizzare questo breve elenco potrebbe essere il seguente: mentre entro in macchina per tornare a casa immagino di trovarla piena di fragranti rosette appena sfornate, provo ad addentarle e vengo travolto da una cascata di latte e riso. Ovviamente nell’immaginare questa scena siate convincenti: riempitela di dettagli (il profumo del pane, il sapore del latte, la consistenza del riso) ed il ricordo è garantito!

La premessa su cui si fonda questo metodo è che la memoria si basi fondamentalmente sulle IMMAGINI. Se riesco a convertire i suoni in corrispondenti “film” mentali attiverò in men che non si dica la memoria a lungo termine, ma quel che conta di più è che tutto ciò sarà semplice e divertente!

Tuttavia se sentite che anche questo suggerimento non dovesse essere sufficiente vi consiglio vivamente di seguire uno dei nostri seminari specifici che insegnano a memorizzare, a leggere più rapidamente e a correggere la tendenza alla distrazione. In poche ore di lezione sarete in grado di leggere rapidamente e memorizzare informazioni di qualsiasi tipo!

 

Venite a seguire la nostra cena a base di Memoria e Lettura Veloce il 18 Novembre 2010 alle ore 20 presso il Gran Caffè La Caffettiera in via Filangieri 4, a Napoli

 

Foto in alto: austinevan  http://www.flickr.com/photos/austinevan/

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Generale Life Style Professione

Non hai mai tempo di leggere?


Quante volte, fin da bambini, mentre studiavamo ci siamo sentiti ripetere “Se non capisci, leggi più piano”?

Niente di  più sbagliato! È infatti opinione diffusa che la comprensione di  un testo sia inversamente proporzionale alla velocità alla quale lo si legge. Studi specifici hanno però accertato un dato sorprendente: quanto più si rallenta, tanto più la nostra comprensione risulta compromessa.

Ma perché si verifica questo fenomeno?

La spiegazione è molto semplice: perché il nostro cervello è perfetto! Sì, proprio così: date le straordinarie capacità del nostro processore mentale, se non viene fornita un’adeguata quantità di stimoli, il cervello si annoia e inizia a pensare ad altro. È questo il motivo per cui capita di arrivare alla fine di una pagina, perdere la concentrazione e ritrovarsi a pensare a tutt’altro.

Come si può, quindi, ottimizzare il processo della lettura per impiegare meno tempo e ridurre la tendenza alla distrazione?

Le tecniche di lettura veloce si basano su un assunto semplice quanto naturale: tutti possiamo imparare a leggere veloce esattamente come tutti impariamo a leggere( lentamente) a scuola. Da bambini – prima di imparare a leggere – il nostro campo visivo corrisponde ad un’ellisse di circa 15 centimetri quadrati. Imparando a sillabare, però, perdiamo questa capacità e continuiamo a leggere parola-per-parola. Le tecniche di lettura veloce quindi permettono di recuperare una capacità naturale e cioè quella di percepire 3-4 parole ad ogni colpo d’occhio. Ciò comporta l’incremento della comprensione oltre naturalmente alla diminuzione dei tempi di lettura.

Ma non finisce qui! Per sviluppare al massimo la nostra efficienza è indispensabile unire le tecniche di lettura veloce alla moderna metodologia delle mappe mentali che permettono di racchiudere l‘80% del contenuto di un testo in appena il 20% delle parole.

Le mappe mentali si basano su un approccio al testo “attivo” e dinamico. Attraverso la metodologia attiva diventa semplice e divertente estrapolare da un testo le informazioni effettivamente rilevanti; in questo modo si costruisce una conoscenza chiara, profonda e multidisciplinare della materia che andiamo a mappare mentalmente.

Le mappe mentali sono state sistematizzate dallo psicologo londinese Tony Buzan che ha messo a punto inoltre efficaci ed efficienti metodologie di appredimento non solo per studenti ma anche per manager, dirigenti, lavoratori.

Quest’argomento ti appassiona e vorresti saperne di più? Non perdere la nostra “Cena con formatore” il 18 Novembre 2010 alle ore 20 presso la Briefing Room del Gran Caffè La Caffettiera Napoli via Filangieri n. 2.

 

 

 

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Carriera Generale Professione

Trovare Lavoro Anche con Questa Crisi

Cercare e cambiare lavoro non è mai stato così tanto facile e stimolante!

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Lavoro; trovarlo e cambiarlo anche con questa crisi è la guida per chi è alla ricerca di lavoro e di nuove occasioni professionali.

La guida gratuita che ho reso disponibile per ildownload

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Cena con Formatore – Comunicazione e Persuasione

Quale è l’elemento chiave con il quale possiamo convincere una persona ad ascoltarci, un cliente a comprare un interlocutore ad appoggiare le nostre tesi?

Scoprilo il 15 Luglio a cena con Noi! 

A Cena con Formatore, una serata diversa dal solito, all’insegna della convivialità, della buona tavola e della formazione.

Seconda serata del ciclo “Cena con Formatore”  giovedì 15 luglio 2010 menù a base di “Comunicazione e Persuasione
Una serata diversa dal solito, all’insegna della buona tavola della bella compagnia e della formazione.

Dopo i riscontri molto positivi della prima serata  (la cena con IPNOSI proposta per l’11 giugno 2010 guarda le foto della scorsa serata e leggi il resoconto dell’evento)  proponiamo per  Giovedì 15 luglio 2010 in una splendida location situata in uno dei posti più belli della città di Napoli, nella Breafing  Room del “Gran Caffè La Caffettiera” la Seconda serata del ciclo “Cena con Formatore”  .

L’elegante sobrietà del luogo, il colore e il profumo di raffinati piatti finemente preparati faranno da cornice all’evento formativo :

“A cena con … Comunicazione e Persuasione”.
Serata con Luciano Cassese, formatore e presidente dell’Associazione Formatori Professionisti

La serata

“Cena Con Formatore” è una serata Live di Networking e di formazione.

E’ un’occasione per passare una bella serata assieme per giocare, conoscere colleghi, eventuali partner di progetto e collaboratori, ed apprendere nuove cose divertendosi intorno alla buona tavola. 

  • dalle ore 7.30 alle ore 21.00 Aperitivo e Cena sociale 
  • dalle ore 21.00 alle 23.30 Seminario 

Vi aspettiamo in tanti.


Il vero protagonista sarai tu !

Preparati a diventare parte attiva e integrante della serata partecipando a attività e adEsperimenti mettendoti in gioco scoprendo l’utilizzo pratico e diretto delle tecniche di comunicazione persuasiva 

 

Argomenti del seminario

Vuoi imparare le basi della Comunicazione Persuasiva?

Vuoi imparare a comunicare in modo più EFFICACE? 

Come sarebbe oggi la tua vita se riuscissi sempre a convincere gli altri? 

Vuoi imparare a uscire sempre vittorioso da una trattativa?

Vuoi aumentare in modo esponenziale le le tue Vendite?

Grandi Seduttori si nasce o si diventa?

Quali sono i bisogni fondamentali dell’individuo e che fanno dire sempre di si? 

Di questo e di tante altre cose parleremo nel corso della serata del 15 luglio 2010. 


Quando

Giovedì 15 Luglio 2010 Ore 19.30

 

Dove

Napoli via Filangieri n. 2 , Briefing Room del Gran Caffè La Caffettiera

 

Prezzo

Cena + serata di formazione 30 €

Per tutti i tesserati  AFP 22 €

 

Partecipare

L’evento è a numero chiuso, max 30 persone.

Per stavolta E’ obbligatoria la prenotazione 

(la precedente edizione ha avuto una affluenza maggiore del previsto)


Le persone interessante a partecipare possono riservarsi il posto inviando una mail con la loro adesione indicando i propri recapiti (telefonici e e-mail) all’indirizzo  info@professioneformatore.it o telefonando al 338 2315347 


I posti sono limitati !
prenota Subito il tuo  posto in prima fila !

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Generale Professione

Conosci il Rapporto sul futuro della formazione in Italia?

Il Rapporto sul futuro della formazione in Italia, stilato dalla commissione De Rita affronta il tema della formazione in Italia, proponendo un modello nuovo e più moderno del concetto di formazione, che tenga conto della centralità della persona e che sia indissolubilmente legato alla dimensione lavorativa, come ipotizzato sul Libro Bianco del welfare, che rappresenta la fonte principale di questo testo.

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Generale Professione

Il formatore: spunti di riflessione per una definizione del profilo

formatore mini

Chi è il formatore?

Sarà l’età, ma le parole devono pur avere un senso, e quando questo senso non si riesce a ritrovare a volte si sente il bisogno di ripartire dai fondamentali, perché una sensazione di smarrimento ogni tanto ci assale, nonostante si appartenga ad una comunità di pratica in cui le condivisioni dovrebbero produrre vicinanze, insiemi, ibridazioni, non MoNadismo.

Allora, riprendendo la domanda iniziale, mi ritorna l’eco dei miei primi passi nella formazione – parlo di trenta anni fa – in cui si sottolineava la distinzione tra formazione e addestramento.

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