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Video per la formazione: scene di ordinaria pazzia
Anche se questa scena può sembrare inverosimile , in tante realtà lo stress abbonda .
Una scena che mostra in maniera cruda e diretta quello che accade quando si è tutti sotto pressione. Ambientata in una redazione di giornale, ma potrebbe essere tranquillamente trasportata in un qualsiasi luogo, ufficio o famiglia.
Pressioni, nervosismo, fretta, impegni, ansia, gelosia, intrecci tra vita privata e lavoro. La tensione si taglia col coltello. Che stress!
Si parla di riunioni , di emergenze, di imprevisti e alla fine può accadere quello che accade qui . Ottimo spunto formativo , tratto dal film “Cronisti d’assalto” , guarda il filmato qui
Cogito Ergo Brand, i consigli dei filosofi per il tuo marketing
Hai mai pensato di accostare uno dei concetti cardini del marketing come il branding alla filosofia occidentale?
C’è chi lo ha fatto: Thom Braun, autore del testo Cogito Ergo Brand. In questo testo Braun compie un vero e proprio excursus storico e filosofico sul tema del “branding”.
Il testo è lontano anni luce da una tradizionale lettura filosofica: il manuale si rivolge proprio a tutti gli interessati ad approfondire in materia di marketing.
Sapevi che le teorie filosofiche del passato possono guidarti oggi nella tua attività, nella tua impresa e, perché no, nel tuo progetto?
Le origini del branding: la filosofia greca antica
Eraclito: la mutevolezza del brand
Eraclito è uno dei tanti filosofi che ritroviamo all’interno di questo testo. Eraclito è il filosofo del “Panta Rei” del “Tutto scorre”: con lo scorrere ci indica qualcosa che muta, che è destinata a scomparire con il passare del tempo.
Il “Panta Rei è un ottima rappresentazione della mutevolezza a cui è soggetto il branding. Chi è il soggetto del cambiamento a cui ci riferiamo se non il mercato? Il mercato è in continuo divenire.
Socrate: la ricerca del vero
Socrate è uno dei tre grandi filosofi della storia della filosofia antica è il fondatore della “Maieutica” l’arte di partorire la verità.
Si per Socrate la cosa più importante era quella di cercare la verità.
Socrate non ha mai scritto nulla: il filosofo trasmetteva le sue conoscenze oralmente, in incontri che Braun paragona a veri e propri workshop aziendali e che considera un ottimo metodo per sviluppare il brainstorming.
Platone: idee e cose
Il filosofo greco distingue due diversi ordini di realtà, il primo è il mondo sensibile fatto di cose mutevoli e imperfette, il secondo è il mondo intellegibile fatto di idee perfette e immutabili.
Le cose sensibili sono copie imperfette delle idee, per Platone le idee sono valori verso i quali la realtà deve tendere finalisticamente.
Come Platone distingue due ordini di realtà anche il brand possiede due diversi livelli uno superficiale che appartiene alla realtà e uno immutabile che invece è l’aspetto del brand.
Aristotele: principi del brand
Aristotele definisce il mondo dell’esperienza l’unico mondo possibile.
Ecco a te alcuni principi aristotelici che possono aiutarti a capire come funziona un brand:
Materia : Di che cosa è fatto un brand?
Efficienza: Chi produce o propone il brand?
Forma: Cosa da al brand al forma tramite la quale si può identificare un brand?
Fine: Per quale motivo esiste il brand?
Cogito Ergo Sum o Cogito Ergo Brand?
Cartesio con Cogito Ergo Sum, frase latina che tradotta significa “Penso dunque Sono” vuole dimostrare che l’uomo esiste attraverso la messa in discussione della realtà e di se stesso. Cartesio è il filosofo del dubbio, l’uomo deve giungere alla certezza di essere cosa pensante (res cognitans) senza mai lasciarsi attrarre dalle fale realtà (res extensa). Braun applica la teoria filosofica cartesiana al brand. Come ti starai chiedendo?
Mente e Brand
Sorprendendoci dicendoci che il brand esiste solo nella nostra mente. Che cos’è il brand? Un pensiero.
Tu marketer cosa puoi fare per promuovere il tuo brand? E’ fondamentale capire ciò che la gente pensa, solo quando avrai capito ciò che la gente desidera ciò che la gente pensa che potrai sviluppare il tuo marchio.
Credi anche tu che Cartesio sia stato l’iniziatore dell’analisi del mercato incentrata sui consumatori? Due sono i pensieri contrastanti, il primo è lo storico “Dualismo Cartesiano” per il quale anima e corpo sono separate, il secondo è la negazione del dualismo stesso attraverso Spinoza che non accetta la divisione tra anima e corpo. Cosa indichiamo con separazione tra pensiero e materia nel branding?
Quando pensiamo al brand, il pensiero indica l’idea del brand che il consumatore costruisce mentre con materia indichiamo ciò che realmente il brand è.
Tra realtà e finzione
Con Leibniz riflettiamo su ciò che è vero e su ciò che non lo è.
Braun applica questa opposizione alla filosofia del brand, è necessario separare sempre ciò che vorremmo che il consumatore pensasse del brand e ciò che il brand è in realtà.
Per poter compiere una corretta analisi del brand bisogna quindi lavorare proprio su cosa vorremmo realizzare, cosa vogliamo che il brand diventi?
Tra coscienza ed esperienza
La riflessione empiristica trova la sua realizzazione attraverso Locke, per il filosofo inglese tutto ciò che conosciamo passa attraverso la coscienza. La nostra coscienza è composta dalle varie informazioni che recepiamo dal mondo esterno, questo è rintracciabile nel brand, tutto ciò che un consumatore sa di un brand deriva dall’esperienza che ha avuto con esso.
Il brand tra ragione e sentimento
E’ possibile associare il brand al sentimento? O alla ragione? Rousseau mette al centro della riflessione sul branding i sentimenti. Il brand va percepito con il cuore e non con la ragione. Il brand dovrebbe secondo il filosofo stesso conformare le persone ad un determinato comportamento e colpire al cuore di essi.
L’atteggiamento giusto per approcciarsi al brand
Dal filosofo austriaco Popper, l’autore acquisisce il tipo di approccio critico nei confronti del marketing e di conseguenza del branding. L’essere critici nei confronti del brand aiuta a migliorare il brand stesso.
Conclusioni
Il testo di riferimento analizza in maniera molto dettagliata la filosofia del branding.
E’ un vero e proprio manuale di guida per tutti i marketer curiosi di capire come si può sviluppare al meglio il proprio brand.
Un interessante lettura del cambiamento del mercato e del marketing stesso, in un’innovativa reinterpretazione filosofica delle teorie del passato che ritroviamo ancora oggi utili per la realizzazione del proprio progetto.
Punti di forza:
La scrittura molto fluida e il linguaggio semplice permettono una chiara comprensione degli argomenti storici e filosofici trattati. Il punto di vista scelto per l’analisi del mercato è originale e innovativo.
Punti di debolezza:
Le numerose teorie filosofiche presenti possono indurre il lettore a non concentrarsi sull’obiettivo principale del testo, cioè quello di aiutare a sviluppare al meglio il proprio brand. La scarsità di esempi pratici non fornisce al lettore un metodo efficace per applicare le teorie espresse.
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SummaryReviewer Cogito Ergo Brand - recensione Review Date 2016-08-18Reviewed Item Cogito Ergo Brand, i consigli dei filosofi per il tuo marketingAuthor Rating 3
5 strategie per vendere le tue idee di successo
Una domanda frequente che spesso mi viene rivolta spesso nei miei corsi di comunicazione da tante persone anche di estrazione differente è : “come riuscire a “vendere” nel modo migliore una propria idea”.
DIetro questa domanda però si celano spesso 2 convinzioni. La prima è che l’unica competenza che ci manca per avere successo nella vita sia la capacità di vendere agli altri le nostre idee, quasi come se dovessimo convincere chi ci circonda ad adottare i nostri punti di vista. E l’altra è che per Vendere le proprie Idee ci sia un processo standard e definibile da utilizzare all’occorrenza in ogni circostanza.
E devo dirti che sarebbe davvero bello se fosse realmente così. Sarebbe davvero bello se si potesse avere una formula standard che funzioni sempre, ma la realtà non è così! Il successo dipende dalla vostra situazione specifica. e in questa occasione come in tutte le altre dove sono implicati rapporti umani non esiste un “Libretto delle istruzioni”.
Ci sono, tuttavia, una serie di strategie comuni che si possono adottare. La vostra migliore tattica di azione è quella di essere capaci di utilizzare una varietà di approcci per, chiarire al massimo il messaggio, essere più efficaci nella comunicazione e così rendere le vostre idee più appetibili., rispetto ad altre.
Del resto viene da se che chi riesce a comunicare meglio ha più opportunità di successo di chi comunica a fatica.
Queste strategie elencate di seguito potrebbero essere un buon inizio da cui poter partire.
1.Raffigurate la vostra idea.
Sulla base di tutto ciò che vi serve, fate un quadro iniziale di ciò che state cercando di voler realizzare; ad esempio con una storyboard, un video.. Cercate di rendere più chiaro possibile la realizzazione del piano e gli obiettivi da raggiungere. Usare supporti visivi alla vostra comunicazione dovrebbe essere una abitudine costante del vostro modo di comunicare. Se pensi che nel processo comunicativo un messaggio viene percepito per oltre il 55% del suo contenuto grazie al canale visivo, capisci anche che è indispensabile che tu ti aiuti con un qualcosa di grafico. Altrimenti rischi di perdere oltre la metà della tua efficacia potenziale. Non è necessario preparare slide ogni volta che devi fare una riunione. Quando illustri una tua idea, ti basta un mazzetto di fogli A4 e una penna per fare dei disegni. sviluppa questa abitudine e vedrai che la tua capacità di influenza crescerà notevolmente.
2.Create una chiara tabella di marcia di attuazione.
Se non ci sono passi evidenti da dover compiere su come realizzare la vostra idea, allora questa difficilmente prenderà il volo. Molte persone hanno bisogno per prendere una decisione di conoscere letteralmente il processo che posta al risultato sperato. In tanti hanno bisogno di spiegazioni step by step, di ciò che state proponendo e di quello che intendete fare.
Delineate con precisione il “come arrivare dalla situazione attuale al punto a”, in modo che anche gli altri abbiano sufficienti elementi per decidere se valga la pena effettuare gli investimenti necessari per portare a compimento la vostra idea.
3. Parlane già con qualcuno.
Piuttosto che aspettare il grande incontro in cui presentare la vostra idea e vedere le cose come vanno, vai attivamente alla ricerca di un qualcuno che possa aiutarti nell’impresa. Parlate a coloro che vi interessano dell’idea in anticipo, sollecitateli a condividerla e a supportarla. Inoltre, cerca qualche amico e parlane con lui, verifica quanto la tua presentazione è convincente e fatti consigliare. Chiedi come la tua idea può raggiungere e soddisfare i bisogni di chi deve decidere.
4. Farsi trovare pronti al momento giusto.
Alcune idee sono in anticipo sui tempi. E questo non accade solo ai guru delle aziende ICT ma un po a tutti noi. Quando mi sono iscritto all’università era da poco caduto il muro di berlino e decisi di studiare il Russo, perchè ero convinto che a breve si sarebbero sviluppati dei commerci incredibili con quei territori. Ma mio malgrado ci sono voluti più di 10 anni prima che si realizzasse questa previsione e io persi la motivazione velocemente. Come vedi a tutti può capitare di essere in anticipo con i tempi ma, nonostante ciò, vai avanti e apporta continui miglioramenti alla tua idea. Non fare come ho fatto io con il Russo ma, mettiti da parte e aspetta. Impara a restate con le orecchie aperte sulle dinamiche di mercato così che quando arriverà il momento giusto potrai finalmente lanciare la tua idea e raccogliere il successo che meriti.
5.Scegliete un venditore diverso.
Se pensi proprio di non avere quelle capacità persuasive da non riuscire a vendere la tua idea come merita, trova qualcuno che lo faccia per te! Meglio mettere in piazza l’idea, anche se da qualcun altro, che non portarla mai alla luce del sole.
Risorse
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Comunicazione efficace e l’uso della fiaba in azienda
Comunicazione efficace
Molti problemi che si trovano ad affrontare le Aziende dipendono da un difetto di comunicazione, non solo verso l’esterno, ma soprattutto all’interno come mancanza di fluidità ed efficienza dei rapporti tra reparti e tra settori dell’Azienda e tra livelli dirigenziali esecutivi amministrativi etc. I limiti e i blocchi nel passaggio delle informazioni costituiscono un grave impedimento allo sviluppo dell’Azienda e l’uso dei nuovi strumenti informatici ha facilitato il passaggio delle informazioni ma, a volte creato problemi del tutto nuovi e inaspettati, che il contributo della psicologia permette di individuare e di risolvere.
La gestione del cambiamento
Cambiare è oggi una necessità imprescindibile per mantenersi competitivi sul mercato e per adattarsi alle sue rapide trasformazioni, per fronteggiare la crisi e cogliere le opportunità, per adeguare i modelli organizzativi o gestirli con nuovi strumenti. Ma il cambiamento genera ineluttabili resistenze, che sono radicate nella struttura stessa dell’essere umano: l’utilizzo di strumenti psicologici permette una rapida individuazione delle difficoltà che il cambiamento comporta nello specifico dell’Azienda e una sua più adeguata gestione.
La fiaba in azienda
L’applicazione della tecnica della fiabazione ai problemi aziendali apre nuove possibilità di intervento: la fiaba con la sua struttura tipica (presentazione di un problema, elaborazione e soluzione) costituisce di per sé un eccellente strumento di problem finding, problem setting e problem solving che può essere applicato a diverse aree tematiche. Ad esempio: ridefinizione delle strategie, gestione del cambiamento, riorganizzazione dei ruoli, miglioramento della comunicazione, sviluppo della creatività e lancio di nuovi prodotti, incremento dell’efficienza.
“Which way, which way?”, domanda e si domanda incessantemente Alice persa nei meandri di Wonderland. Alice può essere assunta come l’icona del disorientamento contemporaneo, addirittura di un dubbio ontologico radicale, spettro che ha minato le fondamenta stesse della modernità fin dal suo sorgere.
Ne “Il gatto con gli stivali” invece il protagonista è un esempio di eroe utilizza le proprie capacità, l’abilità (anche “imprenditoriali”) e l’ arguzia d’ingegno.
Salve vorrei sapere cosa si può fare se dopo le ore di lavoro, si entra nelle ore di reperibilità… come affrontarle? come uscirne?
ci sono anche li dei punti da poter seguire?grazie
Salve volevo sapere se ci sono consigli per chi uscendo dalle ore lavorative.. entra nelle ore della reperibilità.. come affrontarle? come uscirne? come affrontare lo stress?