gruppo di auto aiuto Immagine

È capitato anche te di sentire il bisogno di condividere un problema con qualcuno che sapesse esattamente come ti senti?

Di cercare qualcuno che si trovasse a vivere il tuo stesso disagio in quello stesso momento?

Come nascono i gruppi di Auto Aiuto (Self Help)

Kropotin identifica come necessità umana intrinseca il bisogno dell’essere umano di ricevere sostegno, supporto ed aiuto nelle difficoltà delle vita quotidiana, egli colloca le origini del (Self Help) Auto Aiuto nelle tribù prestoriche che inizialmente si univano per difendersi da gruppi estranei ed in un secondo momento anche per offrire assistenza ai membri bisognosi.

Nella storia sono state diverse le occasioni in cui gli uomini in modo spontaneo si sono associati alla ricerca di un sostegno comunitario per fronteggiare situazioni difficili, come le Friendly Societies in Inghilterra, nate nella seconda metà dell’Ottocento a seguito della Rivoluzione Industriale, per risolvere problemi di alloggi e di igiene. Lord Beveridge (1948), le definisce organismi volte a generare aiuto fraterno in situazioni di disgrazia.

L’effettiva esistenza dei gruppi definiti di auto-aiuto (self-help o anche mutuo aiuto) viene identificata nel 1935, quando negli Stati Uniti il medico Bill e l’agente di borsa Bob hanno scoperto di riuscire a rimanere sobri solo grazie all’aiuto e al sostegno reciproco. È stato proprio allora che hanno deciso di fondare il gruppo degli Alcolisti Anonimi con lo scopo di aiutare chiunque vi aderisse a superare la propria situazione di dipendenza. I due fondatori hanno ispirato i principi guida degli Alcolisti Anonimi sull’ideologia del movimento luterano Oxford Group alla ricerca della rinascita spirituale, mediante onestà, condivisione e cambiamenti.

Gruppi di Auto Aiuto (Self Help) e cambiamenti individuali

Il self-help (o auto aiuto in italiano) pone l’attenzione sulla responsabilità di ciascun individuo, affinché costui possa abbracciare una prospettiva di cambiamento personale attraverso il susseguirsi di piccole tappe, nel caso degli Alcolisti Anonimi esse devono condurre all’obiettivo finale della sobrietà. Negli anni i gruppi di auto-aiuto si sono moltiplicati, con finalità diverse. È dunque possibile trovare dei gruppi di persone che si trovano a dover affrontare il tuo stesso disagio. Oggi esistono anche gruppi di sostegno di auto-aiuto dedicati a persone che si trovano a vivere un determinato problema, in quanto esso coinvolge un loro familiare.

Principi guida del self-help (Auto Aiuto)

Qualunque tipologia di gruppo segue il principio dell’helper-therapy individuato da Riessman (1965), che consiste nell’aiutare gli altri, per aiutare se stessi, essendo contemporaneamente beneficiario ed erogatore di aiuto. Quando aiuti un’altra persona che ha il tuo stesso problema vi sono diversi cose che agiscono, i fattori riconosciuti sono:

  • Percepisci un aumento del tuo senso di competenza interpersonale
  • Avverti un senso di equità fra dare ed avere
  • Riesci ad osservare lo stesso problema dall’esterno
  • Guardi la questione da diversi punti di vista
  • Ti è più facile gestire la difficoltà
  • Ti senti utile, riconosciuto ed apprezzato
  • Il tuo problema è ridimensionato e meno invincibile
  • Ascolti storie simili alla tua e ti senti meno solo
  • Vedi la situazione con più distacco
  • C’è qualcuno che è disposto a riconoscere anche a te che stai aiutando che stai soffrendo

Classificazione dei gruppi di self-help Auto Aiuto)

Vi sono diverse classificazioni dei gruppi di self-help fatte da diversi autori.

Katz e Bender li distinguono in base al focus primario che il gruppo esplica:

  • Autorealizzazione e crescita personale
  • Centrati sulla capacità di perorare una causa a favore di altri e sulla difesa sociale
  • Impegnati a generare nuovi modelli di vita per il riconoscimento dei diritti di alcune categorie sociali
  • Creati per accogliere persone che vivono una determinata difficoltà
  • Misti: con più di uno scopo fra quelli sopra appena indicati
  • Autocentrati: focalizzati sugli interessi dei partecipanti
  • Etero centrati: dagli scopi sociali più generali

Levy individua le seguenti categorie:

  • Di controllo del comportamento: l’obiettivo è la riorganizzazione della condotta disfunzionale
  • Di sostegno e difesa dalle varie forme di stress
  • Contro l’emarginazione
  • Di autorealizzazione: persone che condividono il voler migliorare i rapporti interpersonali e attivare un percorso di crescita personale

Richardson e Goodman li dividono in base a:

  • Supporto emotivo
  • Informazioni/Consigli
  • Offrire servizi
  • Organizzazione di attività sociali
  • Promozione di misure sociali

Le peculiarità dei gruppi di auto-aiuto

Le peculiarità dei gruppi di mutuo-aiuto sono che: il senso di appartenenza che ciascun individuo avverte, la comunicazione è di tipo orizzontale ed avviene fra persone che si considerano alla pari, l’aiutare gli altri è una norma espressa, i membri sono uniti da esperienze di vita molto simili.

Indagini sul fenomeno dei gruppi di auto aiuto

La prima indagine italiana sul fenomeno è stata realizzata dalla FIVOL (Fondazione italiana per il Volontariato) nel 1995 che ha rilevato ben 2.730 gruppi. Il Ministero degli Affari Sociali nel 1999 ha commissionato un monitoraggio nazionale alla Fondazione Devoto. Quest’ultima ha individuato gruppi per malattie specifiche, gruppi di sostegno per persone che hanno familiari che soffrono di determinate patologie, diversi gruppi per le varie dipendenze, balbuzie, per persone che hanno subito un grave lutto, per disturbi del comportamento alimentari, per trapianti, per adozioni, per subite violenze. Nel 2006 i gruppi mappati sono stati 3200.

A chi rivolgersi

Questi gruppi gratuiti ti possono aiutare a vivere meglio il tuo problema per varie ragioni, sapere che c’è qualcuno che capisce cosa stai provando, allevia il tuo disagio e ciò ti fornisce gli strumenti per poterne parlare e condividere la tua esperienza, in più il gruppo ti offre il suo reale sostegno, spesso accompagnato da reali suggerimenti pratici per migliorare alcune aree legate alla difficile situazione che stai vivendo.

Inoltre, anche l’obiettivo da raggiungere è condiviso dall’intero gruppo, questo ti farà apparire la tua meta meno lontana. È probabile che nessuno ti abbia detto che c’è la possibilità di affrontare situazioni drammatiche in gruppi che se ne occupano in maniera peculiare, con persone alla pari che hanno lo stesso disagio, che ti aiutano a trovare delle soluzioni. In alcuni gruppi vi è un facilitatore, di solito si tratta di uno psicologo, che si preoccupa di dare la parola a tutti i membri e che faccia da riferimento per le comunicazioni ufficiali.

Controlla u internet se vi è già un gruppo di mutuo-aiuto per il tuo caso di malessere.

 

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