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Come Essere Felici Insieme (Recensione)
Quello che segue è un guest post di Raffaele Ciruolo, PNL practitioner, e grande appassionato di sviluppo personale a 360 gradi. Raffaele ci posta La recensione di un interessante e nuovo testo di Roy Martina.
Pare che oggi la problematica della “comunicazione uomo-donna” sia sempre più diffusa: guardando un video dell’autorevole esperto John GRAY (autore del celebre bestseller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere“) ho sentito che “in Italia ogni 4 minuti avviene una separazione”.
L’ultimo libro che ho letto su questo argomento è “COME ESSERE FELICI INSIEME – Prevenire le frustrazioni nelle relazioni” di Roy MARTINA (ediz. tecniche nuove):
“Questo libro è una guida per tutti coloro che vogliono ottenere il meglio dalle loro relazioni. È un libro che vi cambierà la vita, che siate o non siate in coppia …”.
Dato che sono un personal coach (e uno degli strumenti principali del coaching è l’uso delle “domande potenti”) mi hanno colpito in particolare le seguenti sette domande:
“1) Ho abbastanza sicurezza per me stesso e per l’altro? Ho creato un legame? Sono superficiale o vado in profondità?
2) Sono troppo serio, dogmatico, pesante? Si ride? C’è spazio per la spontaneità e la giocosità?
3) Sono rispettoso? Accetto pienamente l’altro? Faccio resistenza?
4) Do fiducia all’altro? Lo faccio con chiarezza? Sono compassionevole?
Voglio il meglio per l’altro?
5) Sono sincero o ipocrita? Oso comportarmi in modo sincero? Nascondo qualcosa?
6) Cosa dice la mia intuizione? COSA VOGLIO? Sono entrato in sintonia? Controllo che lo sia anche l’altro?
7) Sono consapevole e oso mostrarmi per quello che sono?”. (Roy Martina)
Nel libro “Come essere felici insieme” ho trovato molto utili anche le “Dieci abitudini per una superrelazione” e i “Dieci consigli per una relazione più felice”.
Comunque tutto il volume è ricco di validi suggerimenti e quindi lo consiglio senz’altro.
Vorrei segnalare brevemente anche altri due testi che avevo letto in precedenza:
1) “RAVVIVARE LA VITA DI COPPIA – 52 brillanti idee per dare nuova vita alla propria storia d’amore!” di Sabina Dosani e Peter Cross, ediz. HOBBY & WORK .
2) “Il piccolo libro degli AMORI A DISTANZA”di Caroline Tiger, ediz. PIEMME .
Dott. Raffaele Ciruolo
PNL practitioner, e grande appassionato di sviluppo personale a 360 gradi
Blog: https://langolodelpersonalcoaching.blogspot.com/
www.facebook.com/pages/dipingiamo-la-vita/112432908777204
Chi è e cosa fa un formatore?
Quando mi chiedono: “che lavoro fai?” io rispondo sempre, ormai da 15 anni, “il formatore“!
Tuttavia capita ancora oggi che le persone rimangano perplesse a sentire questa parola, non riuscendo ad incasellarmi in una professione tradizionale e mi rispondano “il che ? l’informatore?“. Negli ultimi tempi per far capire subito di cosa sto parlando ho identificato una espressione semplice ma al contempo efficace quanto sintetica: “faccio i corsi di formazione“.
In due anni di vita di questo di blog ho ricevuto tante domande di persone interessate alla professione del formatore, in tanti mi hanno chiesto come si fa a diventare un formatore. E in effetti quella del formatore è una attività professionale che affascina tanti, ne è testimone il numero sempre crescente degli iscritti ai di corsi di laurea in “Scienze della formazione” e in “formazione degli adulti”. Ma cos’è e cosa fa un formatore?
In queste brevi righe vorrei provare a identificare una serie di tratti comuni utili, un domani, a formulare una definizione del mestiere di formatore e provando a tracciarne i confini del ruolo e degli ambiti operativi . >
Quella del formatore è una professione relativamente giovane diffusa in italia a ridosso anni ’70 per rispondere alle esigenze di aggiornamento e riconversione delle professionalità degli operai delle grandi aziende. Nel corso degli anni si sviluppa poi intorno a 4 tipologie di mercato che sono: le attività di formazione finanziata da risorse pubbliche, le attività autofinanziate dagli stessi corsisti, la formazione privata e la formazione aziendale. L’analisi del mercato della formazione professionale è un argomento ampiamente trattato nel filmato che trovi all’indirizzo web: https://www.professioneformatore.it/primo-piano/quali-sono-le-opportunita-di-mercato-per-un-formatore/ e quindi lo tralascieremo nel corso di questo articolo.
Non è semplice definire la figura professionale del formatore, sono tante scuole di riferimento e che si propongono di offrire percorsi di sviluppo delle competenze utili all’esercizio della professione ma, nessuna di esse aderisce ad una definizione considerata universale e standard.
Quindi, qualora si volesse ritagliare una “definizione di formatore” penso sia utile partire dall’analisi del suo ruolo professionale. Proviamo, quindi, a chiederci: Cosa fa il formatore? e cosa differenzia un formatore da un docente di scuola o da un professore universitario?
Diversamente da un docente di scuola o Universitario, che lavora sulle conoscenze dell’individuo il formatore (sia in ambito tecnico sia in ambito personale, motivazionale) lavora sulle competenze dell’individuo sulle sue skill, come direbbero gli anglosassoni.
Il formatore è una persona incaricata di sviluppare competenze nei suoi soggetti clienti. Siano essi un gruppo classe o un individuo singolo.Ma la competenza è sempre qualcosa che appartiene alla sfera personale del cliente, non è una cosa che può essere trasferita ma, è qualcosa che deve svilupparsi.
Il formatore è, fondamentalmente, un facilitatore dello sviluppo delle competenze. Cioè la sua azione è finalizzata a rendere semplice, veloce ed efficiente il processo di “Sviluppo” di nuove competenze.
Se partiamo dalla definizione classica di competenza (come un’insieme coordinato di risorse personali che permette lo svolgimento eccellente di una specifica mansione in un determinato processo produttivo) possiamo definire il formatore come quella persona che rende più semplice ed efficiente il processo di acquisizione delle risorse personali di lavoratore.
Il formatore quindi lavora per lo più su un Saper Fare e un Saper Essere di un lavoratore, piuttosto che sul Sapere.
La differenza principale quindi rispetto alle altre professioni dell’insegnamento (docente di scuola e professore universitario) la ritroviamo proprio nell’oggetto del suo operare.
Il formatore non trasmette concetti ma agisce come veicolo e acceleratore nello sviluppo di competenze da parte del cliente. E’ più vicino quindi alla figura professionale dell’allenatore sportivo che spiega tecniche, introduce tattiche di gara, mostra esercizi ginnici, motiva e accompagna l’atleta verso le sue migliori performance.
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Vuoi essere efficace nel tempo? E-motìvati!
Quello che segue è un guest post di Fiorella Rizzo, Counsellor olistico Trainer, esperto in processi di apprendimento e di crescita personale. Fiorella ci parla di un interessante progetto di formazione delle risorse commerciali che sta potando avanti in Sicilia. Il focus di questo progetto è l’impiego del Consulting nella formazione e vendita.
Buona lettura!
A chi non è capitato di soffrire qualche volta di mancanza di motivazione? In questo caso sappiamo bene come ci si senta e come sia difficoltoso procedere nella vita lavorativa, sociale o affettiva.
Sappiamo che per cambiare una condizione occorre fare una sola semplice azione: SCEGLIERE DI FARLO.
L’inizio di un cambiamento, dunque, di qualunque cambiamento, non può che avvenire da una scelta personale sostenuta da una solida motivazione; quando questa viene meno diventa difficoltoso dirigere la propria vita al meglio.
Ma, le nostre risorse possono essere orientate efficacemente?
Lavorando per dodici anni come formatore motivazionale e utilizzando un metodo particolarmente efficace per la metamorfosi delle emozioni, la risposta è SI.
Oggi, guardandomi intorno, vedo tante persone che cercano lavoro e altrettante aziende pronte ad offrire loro un’opportunità. Risultato: le persone continuano a “cercare” lavoro.
Da questa costatazione è nato un progetto che mi vede coinvolta insieme alle aziende commerciali del territorio siciliano – stanche di perdere i propri agenti per strada – nella selezione e soprattutto nella formazione di collaboratori/agenti commerciali al fine di creare in loro una forte motivazione personale e di mantenerla nel tempo. Insomma un’ AltaMotivAzione.
E’ ovvio che collaboratori demotivati, stanchi, sfiduciati, producono poco… ma soprattutto durano poco!
Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni facendo il counsellor è che le fasi della vita sono ricorrenti, quasi cicliche, essendo noi un sistema complesso in interconnessione con un più vasto sistema altrettanto complesso. Questo significa che non possiamo mantenere un picco, sia in alto che in basso, per lungo tempo, non potremmo mai essere sempre bravi, sempre efficaci, sempre vincenti.
Soffermiamoci dunque a pensare che il cambiamento sta alla base della vita; e che affrontando il complesso mondo del lavoro tutti i giorni, anche se ben “formati” e radicati, necessitiamo comunque di essere supportati, in particolar modo se abbiamo scelto di cogliere l’opportunità lavorativa di quella certa azienda commerciale e facciamo gli agenti. No, non parlo del supporto con cui le aziende affiancano i nuovi collaboratori, e neanche della consulenza in itinere prevista per “fare squadra e crescere insieme” , ma di counselling.
Ovvero rapporto one to one con il counsellor, per creare obiettivi, suscitare emozioni, e … tendere l’arco sempre più in alto.
Da questo sforzo nasce il progetto alta motivazione
Progetto ALTA MOTIVAZIONE prevede l’identificazione di qualificate e serie aziende commerciali, dei vari settori produttivi
presenti sul territorio, le quali cercano nuove risorse umane da inserire nella loro attività. Queste ultime, una volta avviato e concluso uno specifico percorso formativo saranno inserite nel sistema produttivo già prescelto.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento ecco il link al progetto
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Articolo di Fiorella Rizzo
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Counsellor olistico Trainer, esperto in processi di apprendimento e di crescita personale.
Video per la formazione: scene di ordinaria pazzia
Anche se questa scena può sembrare inverosimile , in tante realtà lo stress abbonda .
Una scena che mostra in maniera cruda e diretta quello che accade quando si è tutti sotto pressione. Ambientata in una redazione di giornale, ma potrebbe essere tranquillamente trasportata in un qualsiasi luogo, ufficio o famiglia.
Pressioni, nervosismo, fretta, impegni, ansia, gelosia, intrecci tra vita privata e lavoro. La tensione si taglia col coltello. Che stress!
Si parla di riunioni , di emergenze, di imprevisti e alla fine può accadere quello che accade qui . Ottimo spunto formativo , tratto dal film “Cronisti d’assalto” , guarda il filmato qui
Gentili colleghi, sono una docente della Formazione Professionale In Puglia ed ho svolto funzioni di tutor e progettista di formazione, in aula e FAD. Attualmente faccio parte, in qualità di ” socia fondatrice ” di un’associazione no profit che si occupa di politiche attive del lavoro. Ciò premesso, essendo un’addetta ai lavori, non solo mi complimento con voi per questo sito, sia dal punto di vista della sua strutturazione che da quello squisitamente contenutistico, ma mi auguro di intravvedere delle possibilità di collaborazione, circa l’attività dell’associazione di cui parlavo in precedenza. Saluti cordiali, Anna Mancini
Sei La Benvenuta !
Con le tue proposte!
il 23 abbiamo organizzato un seminario gratuito , se vuoi partecipare ci fa piacere, potrebbe essere una occasione per conoscerci
Vi segnalo un iniziativa tutta italiana, http://www.uannabe.com online dal 1 settembre che ha colto l’importanza per i candidati di avere un curriculum chiaro e completo, ordinato e di “bella presenza” 🙂
Chi si cimenta per la prima volta con il curriculum vitae, o chi ha voglia di aggiornarlo ma non sa da dove cominciare, troverà un percorso guidato per avere il cv nuovo di zecca, in formato pdf e scaricabile in 3 diversi formati (tra cui quello europeeo), da usare per gli annunci di lavoro del portale stesso, o per qualsiasi altra esigenza professionale.
Salve,
articolo davvero interessante.
Io aggiungo che, oltre a sapere cosa dire, è importante sapere anche come dire le cose, in modo da essere estremamente credibili e convincenti.
Nel metodo Four Voice Colors di Ciro Imparato ho trovato un sistema incredibile per sviluppare le potenzialità della propria voce.
Leggendo, mi è venuto in mente questo spot …
https://youtu.be/3XGJq8wrw5I
Peccato che quanto elencato sia piu’ uno spot elettorale che la realta’ quotidiana.
Le aziende non sono assolutamente disposte a pagare per evitare che un dipendente sia triste, anzi se ne fregano totalmente, meglio gestire persone col timore di perdere il posto di lavoro che persone sicure di se che non rispondano sempre ed unicamente si, infatti nella quasi totalita’ delle aziende non esiste la reale possibilita’ di dire NO.
1 conosco bene la vostra azienda ???
sapessi qual’e’ potrebbe darsi, l’utilizzo di agenzie di selezione del personale fanno si che chi risponde ad un annuncio non abbia la minima idea di chi sia il cliente finale.
4 ho esperienza!!!
Ma se la stragrande maggioranza delle offerte sono solo per laureati under 32 con anni di esperienza! Chi ha 20 anni e piu’ di esperienza e’ totalmente escluso dal mercato del lavoro gli over 35 non sono ne ricercati ne voluti, la situazione degli over 404550 diventa via via piu’ catastrofica in quanto pregiudizi colturali di aziende e addetti alla selezione ritengono che si e’ vecchi e rigidi, non piu’ adeguati al mercato del lavoro; pero’ che eta’ hanno coloro che sostengono queste cose ? responsabili selezione , a.d. ???
5 Buon giocatore di squadra…
Ma la politica aziendale prevalente e’ quella del dividi et impera le direzioni non tollerano assolutamente team coesi intorno a qualche figura con doti naturali di leadership, sentono costoro come possibili antagonisti nella gestione del potere per cui e’ assolutamente negativo essere se stessi, ma si deve esclusivamente divenire una fotocopia dell’a.d. di turno.
Oramai non esiste piu’ una coltura del dibattito come momento evolutivo ma si ricorre esclusivamente alla contrapposizione di forze per far prevalere qualsiasi tesi,magari palesemente fallace
6 esperto nel tuo campo
Beh allora ti vuoi proprio suicidare…
esperto vuol dire avere esperienza ed una preparazione specialistica superiore alla media quindi non ha senso sperare che un foglio con su scritto laurea abbia qualche valore e i limiti di eta diventano ancora piu’ ridicoli, inoltre rimane un problema di fondo nel processo di selezione…. chi e’ in grado di valutare la reale competenza tecnica di un esperto ? Ovviamente un’altro esperto del settore, magari l’azienda stessa che sta cercando la figura, anche se non e’ raro che le aziende stesse siano le prime a non aver ben chiaro le loro reali necessita’. Diventa pero’ altamente improbabile che un selezionatore totalmente estraneo al settore in esame possa valutare la preparazione tecnica di una persona se non mediante esami formali o superficiali.
7 altamente motivato
condivido, anche se non si dovrebbe sottovalutare il processo di instaurazione di una empatia nei primi istanti di un colloquio, io posso vendere bene quando ho un target potenziale ben identificato, ma in un colloquio di selezione il mio target e’ indifferenziato e facilmente verro’ giudicato in base ad una prima impressione che poi il processo cognitivo razionalizzera’ e giustifichera’ in seguito con l’intervista.
COMPLIMENTI TUTTO ASSOLUTAMENTE VERO E ANZI …. sei stato anche troppo buono !!!
E’ verissimo quello che hai detto. “Meglio gestire persone col timore di perdere il posto di lavoro che persone sicure di se che non rispondano sempre ed unicamente si, infatti nella quasi totalita’ delle aziende non esiste la reale possibilita’ di dire NO” cosa c’è di più vero e attuale di questa tua affermazione? Da oggi pure la possibilità di licenziare …..(non voglio semplificare troppo ma in effetti…) non farà che aumentare questo clima di insicurezza.
Un altra spada di damocle sulla testa del lavoratore e uno strumento in più per chi ne vuole approfittare.
Inoltre …. ma come cavolo si può essere selezionati da persone che sono assunte per modo di dire proprio dalle medesime agenzie di selezione !! Come fa una persona efficace e preparata ad essere valutata magari da una persona che non è neppure in grado di capire il tuo lavoro !!!
Ormai il lavoro vero è morto !
Cosa puo’ significare alla fine di un colloquio di lavoro (che credo sia andato molto bene) se ti dicono: “Tanti auguri… qualsiasi sia il lavoro che farà”. Sono rimasta spiazzata! Era quasi come se mi avesse detto: “Senti, cercati un altro lavoro”. Vedremo…
Ciao Teresa, a me sembra che sia un tentativo maldestro del selezionatore di fare una buona impressione e di mostrarsi più umano.
Forse non era una comunicazione in merito all’esito del colloquio. Difficile che nella stessa sede del colloquio ne venga comunicato anche l’esito almeno che il profilo del candidato sia completamente diverso da quello ricercato!
Forse voleva essere simpatico nei tuoi confronti e mostrarsi come una persona più umana , ma la battuta gli è venuta male ! Capita … Non te ne curare più di tanto e prosegui per la tua strada
Chi è appena laureato e non ha nessuna esperienza lavorativa rimane sempre e comunque fregato! anche se si mostra super motivato durante il colloquio..
come si fa a fare esperienza se per trovare lavoro viene richiesta sempre esperienza???
Ciao Michela
La necessità di un curriculum con qualche esperienza è sempre esistita
Anche quando mi sono laureato io chiedevano curriculum con esperienza. Ci volevano giovani, laureati e con pluriennale esperienza
Anche io ho scoperto che “Fare esperienza” non è tanto difficile.
Sipuò cominciare con uno stage o con lavoretti. Dipende cosa vuoi fare nella vita.
L’Italia è ancora un paese coorporativo e ogni carriera ha una sua porta di ingresso . Le professioni hanno il tirocinio, le aziende hanno gli stage, le attività commerciali hanno un periodo di prova con rimborso spese etc etc .
Proponiti per uno stage presso le aziende in cui ti piacerebbe lavorare .
Non ti scoraggiare vedrai che in men che non si dica accederai alle tue prime esperienze. L’importante è cercarle
Salve, oggi ho sostenuto un colloquio di lavoro, mi sono preparato e diciamo che ” non penso ”di essere andato male.
Una cosa non mi e’ chiara, erano in 4 , un commissario parlava sempre piu’ degli altri,2 erano zitti,alla fine del colloquio, il commissario che mi faceva tutte le domande , mi ha stretto la mano e mi ha detto: allora grazie arrivederci e buon lavoro …. Che vuol dire….?
CIao Igor
Innanzitutto in bocca al lupo per questo colloquio
Speriamo bene !
da come la descrivi non vuol dire niente … cioè dovrei avere ulteriori elementi per dirti cosa potrebbe voler dire. Dovrei sapere cosa ti hanno chiesto e cosa hai risposto e così via .
I due che stavano in silenzio potevano essere assistenti o osservatori, forse psicologi, detta così non saprei . Ad ogni modo non ti soffermare troppo tempo a ricrercare significati nascosti …. fai sempre la tua parte e vai avanti . In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti